Zambia-Italia 4-0, la disfatta di Gwangju Zambia-Italia 4-0, la disfatta di Gwangju
La storia dell’Italia nel torneo di calcio alle Olimpiadi non è esattamente costellata di successi; anzi, possiamo tranquillamente dire che è una collezione piuttosto... Zambia-Italia 4-0, la disfatta di Gwangju

La storia dell’Italia nel torneo di calcio alle Olimpiadi non è esattamente costellata di successi; anzi, possiamo tranquillamente dire che è una collezione piuttosto lunga di pessime figure e fallimenti.

L’unico oro olimpico azzurro nel calcio risale al 1936, quando ancora giocavano le nazionali maggiori. Dopo di che, possiamo contare solo su altre due medaglie, entrambe di bronzo, conquistate ad Amsterdam nel 1928 e ad Atene nel 2004.

Tutto qui.

Più lunga, invece, la sfilza di partecipazioni piuttosto deludenti, e quella delle partite entrate nella storia per demerito, quasi come un’onta.

Su tutte, la disfatta del 19 settembre 1988, a Gwangju, in Corea del Sud. Sono le Olimpiadi di Seul, quelle in cui si tornò a pieno regime dopo i boicottaggi di Stati Uniti e Unione Sovietica nelle due edizioni precedenti. Il torneo di calcio, come sempre, non è tra quelli più interessanti, ma l’Italia si presenta con una squadra che avrebbe tutte le carte in regola per puntare ad una medaglia.

Sono tanti i calciatori di livello che l’Italia porta in Corea del Sud. Tacconi, Cravero, Ciro Ferrara, Tassotti, Crippa, Rizzitelli, Evani, Massimo Mauro. C’è, addirittura, un giovane Beppe Iachini, senza cappellino in testa.

Il girone in cui è inserito l’Italia lascia presagire tre passeggiate: con gli Azzurri, allenati da Francesco Rocca, ci saranno infatti Guatemala, Zambia ed Iraq. E in effetti, i primi 90′ sono poco più che una sgambata, un rotondo 5-2 al Guatemala, contro cui vanno in gol Carnevale, Evani, Virdis, Ferrara e Desideri.

Il secondo incontro del girone è in programma il 19 settembre, a Gwangju. Avversari, i Chipolopolo – proiettili di rame – dello Zambia, che all’esordio hanno pareggiato 2-2 contro l’Iraq, e sulla carta dovrebbero essere niente più che un altro sparring partner per l’Italia.

E invece l’Italia scopre che quei ragazzi africani sono pronti ad abbattersi sul campo come una furia. Gli Azzurri ci capiscono poco sin dall’inizio, vengono presi in mezzo ad un vortice che sembra venuto fuori da un videogioco. L’Italia subisce il gioco veloce, aggressivo, indemoniato dello Zambia senza poterci fare quasi nulla.

Al 41′, lo Zambia raccoglie i frutti di un primo tempo giocato alla grande: imbucata in verticale di Musonda per Kalusha Bwalya, che con una saetta in diagonale fulmina Tacconi. Lo Zambia chiude il primo tempo in vantaggio per 1-0, ma tutti si aspettano la reazione dell’Italia.

La reazione non arriva, e anzi, nel secondo tempo lo Zambia scende in campo ancora più determinato, ancora più affamato. Al 55′ Ciro Ferrara concede un calcio di punizione dal vertice sinistro dell’area di rigore dell’Italia.

Sulla palla si presenta ancora Kalusha Bwalya, che si posiziona per la battuta con il suo sinistro. Nell’area di rigore ci sono diverse maglie arancioni e molte maglie azzurre, e anche Tacconi si aspetta che il pallone venga messo in mezzo. Provare a tirare in porta da lì sembra utopia. E invece Kalusha Bwalya calcia proprio in porta, con il sinistro, con una parabola tanto strana quanto perfetta, che beffa il portiere dell’Italia.

Rocca prova a cambiare qualcosa, manda in campo Luca Pellegrini e Massimo Crippa, ma ormai si è capito come finirà questa partita. Lo Zambia non molla la presa e continua a tenere alto il ritmo, con l’Italia che non riesce a venire fuori in maniera ordinata. E così, al 64′, arriva anche il 3-0: Johnson Bwalya lascia partire un tiro dalla lunga distanza, che viene deviato dal neo-entrato Pellegrini, beffando ancora una volta Tacconi.

È un risultato ampiamente meritato. L’Italia, in campo, non c’è, e forse non c’è mai stata. La partita, praticamente, finisce lì, con lo Zambia che continua a tenere palla e a correre senza soluzione di continuità. Anzi, al 90′, Kalusha Bwalya trova addirittura il tempo per mettere a segno la sua personalissima tripletta.

Quando l’arbitro fischia la fine, il 4-0 è un risultato che rispetta in pieno quello che si è visto in campo. Lo Zambia ha letteralmente annichilito l’Italia, meritandosi una vittoria da raccontare ai nipotini.

L’Italia, battendo l’Iraq, si conquisterà comunque il passaggio del turno; la squadra di Rocca eliminerà la Svezia ai quarti di finale, ma perderà poi in semifinale contro l’Unione Sovietica, perdendo anche la finalina per il bronzo contro la Germania Ovest. Lo Zambia, invece, perderà proprio contro i tedeschi ai quarti di finale, ironia della sorte proprio per 4-0.

Ma, per la nazionale dei Chipolopolo, quel torneo olimpico sembra essere l’inizio di un periodo di grande prosperità. E in effetti è così, perché fino al 27 aprile del 1993 lo Zambia è in corsa per un posto ai Mondiali di USA ’94. In quella tragica giornata, però, l’aereo che dovrebbe portare la nazionale in Senegal per la partita di qualificazione ai Mondiali, si schianta in mare, cancellando praticamente un’intera squadra. 30 morti, tra cui parecchi calciatori. Di quella generazione, si salvano solo i giocatori che, di base in Europa, non viaggiavano con la squadra, ma che avrebbero raggiunto Dakar in autonomia.

Tra loro, anche Kalusha Bwalya, l’eroe di quel pomeriggio coreano. Come se il destino, nella sua tragica fatalità, avesse deciso di non prendersi proprio tutto.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro