Vujadin Boškov ci manca parecchio. Il Maestro serbo, oltre ad essere stato un grande allenatore, è stato sempre un grandissimo comunicatore. Ogni sua intervista...

Vujadin Boškov ci manca parecchio. Il Maestro serbo, oltre ad essere stato un grande allenatore, è stato sempre un grandissimo comunicatore. Ogni sua intervista era una piccola perla di saggezza, ogni sua parola riusciva a dare qualcosa in più. Una battuta, una freddura, oppure una sentenza illuminante sul suo modo di vedere il calcio.

Vujadin Boškov non è mai stato banale, e questa piccola collezione delle sue frasi più significative è soltanto un piccolo omaggio per farvi capire quanto siamo affezionati a lui e quanto, in un calcio sempre più spesso di plastica, ci manchino i personaggi come lui.

Lombardo è come Pendolino che esce dalla galleria.

Chi ha sbagliato? Pagliuca? [con la faccia esterrefatta nella sigla di Mai dire gol]

Chi non tira in porta non segna.

Dopo pioggia viene sole.

No serve essere 15 in squadra se tutti in propria area.

Gli allenatori sono come i cantanti lirici. Sono molti e anche bravi, ma soltanto due o tre possono cantare alla scala di Milano.

Gli allenatori sono come le gonne: un anno vanno di moda le mini, l’anno dopo le metti nell’armadio.

Io penso che per segnare bisogna tirare in porta. Poi loro sono loro, noi siamo noi.

[Ad un giornalista che prevede la retrocessione del Napoli] Io penso che tua testa buona solo per tenere cappello.

Nel calcio c’è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono.

Se vuoi fare una brutta figura, parla con gli arbitri, scoprirai le tue debolezze di carattere.

La mia grossa preoccupazione è prendere un gol meno dell’avversario.

La zona? Un brocco resta brocco anche se gioca a zona. Dov’è lo spettacolo?

L’allenatore deve essere al tempo stesso maestro, amico e poliziotto

Meglio perdere 4-0 che perdere 5-0. [al termine di un Inter–Napoli terminato 4-0]

Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0.

Ci sono allenatori che pretendono di far mangiare ai loro giocatori prosciutto di San Daniele e
formaggio Bel Paese. Poveri noi e poveri loro.

Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma pure compagni

Quando segnano gli avversari c’è sempre qualche distrazione dei difensori.

No si possono prendere quattro gol contro aversari che superano tre volte nostra metà campo.

Palla a noi, giochiamo noi, palla a loro, giocano loro.

Pallone entra quando Dio vuole.

Partita finisce quando arbitro fischia.

Per vincere partite bisogna fare più gol.

Più bravi di Boskov sono quelli che stanno sopra di lui in classifica.

Grandi squadre fanno grandi giocatori. Grandi giocatori fanno spettacolo e migliore calcio.
In campo sembravamo turisti. Con la differenza che per entrare allo stadio non abbiamo pagato il biglietto.

Questa partita la possiamo vincere, perdere o pareggiare.

Rigore è quando arbitro fischia.

Se io slego il mio cane, lui gioca meglio di Perdomo [giocatore all’epoca del Genoa].

[rettifica successiva] Io non dire che Perdomo giocare come mio cane. Io dire che lui potere giocare
a calcio solo in parco di mia villa con mio cane.

Se mettessi in fila tutte le panchine che ho occupato, potrei camminare chilometri senza toccare terra.

Se non gioca Castellini io mettere Hugo. Altro non hay.

Senza disciplina vita è dura.

Squadra che vince, non si cambia.

Squadra che vince scudetto è quella che ha fatto più punti.

Tedeschi sono come tedeschi, montenegrini come montenegrini

Un 2 a 0 è un 2 a 0, e quando fai 2 a 0 vinci.

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri.