Vitor Hugo, nel nome di Davide Vitor Hugo, nel nome di Davide
Non era facile dare un senso a questa domenica, era impossibile darlo a una partita come Fiorentina-Benevento. Le lacrime, la commozione, il ricordo commosso... Vitor Hugo, nel nome di Davide

Non era facile dare un senso a questa domenica, era impossibile darlo a una partita come Fiorentina-Benevento.

Le lacrime, la commozione, il ricordo commosso di un Capitano volato in cielo troppo presto, in maniera assurda e inspiegabile.

Ma in fondo la nostra missione su questo mondo è questa, forse: dare un senso a domeniche come queste, a partite come questa, a momenti come questo in cui tutto sembra solamente un intreccio di avvenimenti senza spiegazione.

Fiorentina-Benevento è una partita che ricorderemo a lungo, forse per sempre.

Anche per il modo in cui è arrivato il gol che ha sbloccato la partita: subito dopo il minuto 13, quello del ricordo commosso di Davide Astori.

Siamo al venticinquesimo minuto, calcio d’angolo per la Fiorentina. Sulla bandierina del corner c’è Riccardo Saponara, che quest’anno non ha mai giocato da titolare, ma che Stefano Pioli ha mandato in campo proprio oggi. Come per dargli un segnale, per chiedergli di tirare fuori oggi tutto quello che ha dentro, lui che ad Astori era molto legato e che aveva ricordato con particolare commozione.

Ricky mette in mezzo un pallone perfetto, e un suo compagno sale in alto, piantando i piedi per terra e mettendoci tutta la forza che ha in corpo per arrivare più in alto di tutti.

Quel ragazzo che ora sta per incocciare il pallone con la testa è Vitor Hugo. Di ruolo fa il difensore, in pratica sta giocando proprio dove Davide Astori ha lasciato un vuoto, e indossa la maglia numero 31.

Vale a dire l’inverso del numero 13.

È quasi scontato che quel pallone finisca in porta, è quasi scontato che a confezionare il gol del vantaggio viola siano Riccardo Saponara e Vitor Hugo, come se fosse un modo per dare un senso a questi novanta minuti che invece di senso sembravano averne ben poco.

Subito dopo il gol, dal cielo di Firenze viene giù un diluvio improvviso, quasi un fiume. Sarebbe facile volerci vedere qualcosa in più, sarebbe semplice, sarebbe normale.

Ma il senso di questa domenica, loro a Firenze e noi a casa, lo abbiamo già trovato, e ora forse tutto sembra davvero più chiaro.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro