I 20 videogiochi calcistici che hanno fatto la storia I 20 videogiochi calcistici che hanno fatto la storia
Molti di noi sono cresciuti a pane e videogames. E noi malati di pallone, ovviamente, nel corso della nostra infanzia e adolescenza, abbiamo presto imparato... I 20 videogiochi calcistici che hanno fatto la storia

Molti di noi sono cresciuti a pane e videogames. E noi malati di pallone, ovviamente, nel corso della nostra infanzia e adolescenza, abbiamo presto imparato a divorare tutti i giochi a sfondo calcistico che esistevano sul panorama videoludico.

Oggi abbiamo deciso di fare un tuffo nel nostro passato. Abbiamo messo insieme, non senza fatica, i videogiochi calcistici che ci hanno fatto innamorare, quelli a cui abbiamo dedicato ore e ore della nostra vita.

Questo è il risultato. Questi sono i nostri 20 videogiochi calcistici preferiti di sempre, quelli che ci hanno rubato letteralmente l’anima.

1. FIFA ’98

fifa-98-1

Della famosa e longeva serie della EA Sports noi scegliamo solo un titolo. E ovviamente prendiamo FIFA ’98, quello che più ha stimolato la nostra fame e sete di delinquenza. Il capitolo più bello, quello in cui potevamo dare sfogo ai nostri peggiori istinti picchiando forte i tasti della nostra tastiera o quelli del nostro joypad. Quello in cui potevamo trascinare una nazionale sporca, putrida e invereconda fino alla vittoria del Mondiale di Francia ’98.

Potranno anche aver fatto le grafiche più belle, reso il gioco realistico e simulato il tutto alla grandissima: ma le emozioni che ci ha dato FIFA ’98 non ce le ha date più nessun altro gioco.

pes6

2. PES 6

Eccoci al sesto capitolo di Pro Evolution Soccer targato, ovviamente, Konami. Cominciamo con il dire che a tutt’oggi, nonostante non sia più possibile utilizzarlo nelle consolle di nuova generazione, rimane il capitolo più giocato della serie, anche se parecchio datato e di conseguenza molto limitato riguardo alcuni aspetti. Cosa lo rendeva però un gioco senza eguali? Aveva una giocabilità incredibile, l’azione era fluida e veloce e con qualche passaggio filtrante potevi scardinare qualunque difesa avversaria.

I giocatori che facevano della velocità la propria arma migliore erano semplicemente inarrestabili e spesso potevi dribblare intere difese avversarie e depositare la palla in rete con eleganza. Certo le somiglianze dei giocatori, gli effetti audio, le competizioni disponibili erano quello che erano ma tutto sommato, per l’epoca, era un gioco assolutamente perfetto.

3. Red Card Soccer

red-card-soccer

Vi siete mai chiesti quanto bello sarebbe il giuoco del calcio se non esistessero falli, cartellini, sanzioni e se, in fondo, l’arbitro fosse solamente un inutile orpello? Devono esserselo chiesto, più di qualche volta, anche i creatori di questo meraviglioso videogioco uscito nel 2002 su Playstation, Xbox e Gamecube.

Red Card Soccer permetteva di scannarsi in tutti i modi possibili immaginabili su un campo di calcio: segnare e vincere le partite era un obiettivo abbastanza relativo. L’unico modo di divertirsi per davvero era quello di far saltare quante più gambe possibili, dando sfogo ai peggiori istinti che albergavano in fondo al nostro animo. Poi dici che siamo cresciuti delinquenti…

4. Virtua Striker

virtua-striker

Se la SEGA non avesse mai prodotto Virtua Striker, tu oggi saresti milionario e potresti goderti la tua villa con piscina senza troppi pensieri. Invece, nella tua infanzia e nella tua adolescenza, hai speso tutti i tuoi averi dentro quel malefico videogame all’interno della sala giochi del paese o nel bar più putrido della provincia. E non te ne sei pentito nemmeno un po’.

Migliaia e migliaia di sfide all’ultimo gol, consumando il joystick cercando di vincere i mondiali. E intanto i gettoni andavano giù, come in un pozzo senza fondo. Poi, un giorno magico, hai scoperto il trucco per segnare valanghe di goal. Cross dal fondo e inserimento dell’attaccante da dietro. Semplice come bere un bicchiere d’acqua. Si dice che il 95% delle amicizie rotte negli anni ’90 hanno Virtua Striker come causa principale.

5. Sensible Soccer

sensible

Qualcuno di voi forse è troppo giovane per ricordarsi di Sensible Soccer, ma per molti dei nati negli anni ’80, questo è stato il primo approccio con il mondo dei videogames calcistici, su un Pentium nuovo di zecca, con un bel floppy disk.

La rivoluzione di Sensible Soccer era nell’adottare una prospettiva completamente nuova: l’azione non veniva inquadrata dal lato, come tanti altri videogames calcistici usciti a quel tempo. No, la prospettiva era quella aerea, per cui si giocava comandando praticamente dei pallini con le gambe che vagavano impazziti per il campo. I giocatori si muovevano praticamente tutti intorno al pallone, a velocità folli. E’ un miracolo se non siamo diventati tutti ostaggio di continue crisi epilettiche.

Tutto ciò, comunque, non ci impediva di perdere decine e decine di ore dietro a quel meraviglioso gioco, perchè, forse per la prima volta in vita nostra, potevamo giocare seriamente a un videogioco calcistico. Molto interessante era il fatto di poter recitare anche il ruolo del manager: oltre a giocare campionati e coppe si potevano infatti vendere e comprare giocatori. Che spettacolo.

6. Pc Calcio

pc-calcio

Con PC Calcio abbiamo provato tutti l’ebbrezza di metterci a capo di una squadra e di gestirne tutti gli aspetti, da quelli manageriali a quelli di campo. Ed era qualcosa di fantastico. Indimenticabili le emozioni provate nel portare Clarence Seedorf alla Pro Patria, oppure di conquistare il tetto del mondo con il Lumezzane.

I più furbi, invece, partivano con il Varese, che, non si sa bene per quale motivo, aveva a disposizione fondi praticamente illimitati per il mercato, manco fosse arrivato lo sceicco. I più abili, invece, puntavano tutto sul settore giovanile e si costruivano una squadra di svincolati di lusso, magari completandola con l’acquisto di qualche vecchia gloria di lusso. Dai, chi non ha comprato almeno una volta Ronaldo a 40 anni?

7. Football champ/ Hat trick hero

hth

Football Champ, o se preferite Hat-trick hero nella sua versione giapponese, era un gioco targato Taito uscito nel lontano 1990. Lo si poteva trovare facilmente nelle sale giochi dei baretti di paese, dove, a quel punto, la paghetta se ne andava insesorabilmente. Era un gioco estramente semplice ed intuitivo, con due soli pulsanti si poteva fare tutto. E con tutto intendiamo proprio tutto.

Gol, passaggi, pugni, schiaffi, rovesciate, ginocchiate e chi più ne ha più ne metta. L’arbitro trascorreva più tempo in terra (in tal caso potevate fare qualsiasi cosa che non fischiava mai fallo) che in piedi ed in ogni caso era il più delinquente tra quelli in campo. L’espulsione scattava al terzo cartellino giallo. Nel senso che il terzo ammonito della partita, era automaticamente espulso. Tenete presente che le scivolate non venivano MAI sanzionate e solo le ginocchiate altezza denti e le spallate sulla faccia erano considerate passibili di ammonizione. Capolavoro d’altri tempi.

8. ISS Pro Evolution/Winning Eleven

isspro

Alzi la mano chi ancora oggi, nel 2016, fa confusione tra PES, ISS Pro Evolution e Winning Eleven. Diciamo che ISS Pro è il papà di PES, il suo antesignano che ha aperto la strada ai videogiochi calcistici fatti come Iddio comanda. Non si contano le ore che abbiamo trascorso giocando a ISS Pro consumando il tasto della velocità per far correre Babangida e Roberto Larcos lungo tutta la fascia.

ISS Pro ci dava per la prima volta l’ebbrezza di giocare a un videogioco calcistico che potesse sembrare reale, anche se i movimenti erano ancora un pochino troppo legnosi. Qualcuno giura di aver visto un amico segnare su calcio di punizione, ma noi non ci crediamo.

9. Super Sidekicks

ssdk

Altro gioco che ci ha permesso di dilapidare le paghette settimanali è Super Sidekicks, uscito nel 1992 e prodotto da SNK. Dotato di un’ottima giocabilità per l’epoca e soprattutto per essere in modalità arcade , si potevano usare solo squadre nazionali. La cosa particolare di questo videogioco era l’abilità speciale che possedevano i migliori giocatori di ogni squadra, che tiravano delle mine paurose  e correvano come draghi assatanati.

Mentre i giocatori avevano delle fisionomie diverse, i portieri erano assolutamente tutti identici come anche alcune divise delle squadre il che, a volte, rappresentava un grossissimo problema. Il torneo era strutturato in due gironi e dopo aver vinto il proprio si incontravano le due migliori dell’altro in semifinale e finale. Indubbiamente uno dei titoli calcistici da sala giochi meglio riusciti.

fifastreet

10. Fifa Street

Perchè accontentarsi di delinquere sui campi in erba quando si può esportare la criminalità calcistica nel bel mezzo delle strade? E’ quello che è successo con Fifa Street, che permetteva di giocare al di fuori del rettangolo verde, nel bel mezzo di contesti urbani, soprattutto quelli più degradati.

L’obiettivo non era solo quello di vincere le partite e i tornei presenti nel gioco. Venivano infatti assegnati punti bonus in base alle mosse e alle giocate fatte sul campo, il che rendeva il gioco particolarmente adatto a quei momenti di cazzeggio sfrenato e soprattutto alla testa particolarmente malata che caratterizzava la nostra adolescenza. Andare a menare randellate nelle favelas aveva certamente il suo fascino.

11. This is Football

tif-vid

Non diciamoci bugie. This is Football non è mai stato uno di quei giochi che desideravi con ardore, che sognavi di giocare per notti intere e che bramavi. C’erano solo due motivi per cui potevi ritrovarti con This is Football tra le mani. Uno era il caso: la copertina ti aveva attirato, nel negozio o sulla bancarella del tuo spacciatore di pezzotti di fiducia, o qualcuno te lo aveva regalato confidando nella tua passione per il gioco.

L’altro motivo, invece, era che avevi un animo da delinquente sin da piccolo e, appena scoperto che This is Football era il primo videogioco in cui si poteva utilizzare la SIMULAZIONE e buttarsi in area a cercare un rigore inesistente, hai deciso che quel gioco doveva assolutamente essere tuo.

12. Soccer Brawl

sbr

Uno dei videogiochi che ha incassato di più nelle sale giochi ad inizio anni ’90, sempre prodotto da SNK come Super Side Kick. Cyborg giocatori dotati di raggi laser, tiri fantasmagorici e altri poteri sovrannaturali allietavano le nostre giornate uggiose in cui non sapevamo dove sbattere la testa.

Ovviamente l’arbitro era un elemento evitabile, difatti non era presente nel videogioco, sostituito da surrogati di guardalinee il cui compito non era esattamente chiaro. Il trucchetto di tirare rasoterra dal cerchio di centrocampo era assolutamente infallibile come anche i super poteri che possedevano i capitani di Korea e Giappone i cui tiri che facevano giri di 360 gradi risultavano imparabili per qualsiasi portiere. Ah si giocava in 7 vs 7 e solo con squadre nazionali.

13. Nintendo World Cup

nwc

Non possiamo dimenticare il Nintendo, non scherziamo. Siamo a inizio anni ’90 e intere generazioni di giovincelli italiani si dannano l’anima cercando di conquistare il titolo mondiale in questo gioco assolutamente superlativo. Per l’epoca, ovviamente. Un po’ bizzarro, certo, ma questo era il bello.

Si giocava in sei per squadra. Sei omini senza braccia, conciati strani e alti meno di un metro. Sei omini che avevano la possibilità di delinquere a tutto spiano per un motivo abbastanza semplice: i falli non esistevano. Per vincere bisognava sconfiggere tutte le squadre presenti nel gioco (erano 13, quindi bisognava vincere 12 partite), tutte nazionali, ognuna con caratteristiche diverse. Si poteva giocare su erba, ma anche nel fango o in mezzo alle pietre. Un gioco parecchio criminale con il quale i più grandicelli di voi, ad oggi, si sono divertiti molto.

14. Adidas Power Soccer

aps

Uno dei primi giochi di calcio usciti per Playstation, un must have per l’epoca, stiamo parlando del 1996 anno di uscita di Adidas Power Soccer. Erano presenti due modalità, la simulazione e l’arcade. La modalità giocata era tutto sommato divertente, con la combinazione di due tasti potevi fare tiri particolari, come il “Predator kick” che deve il nome al famoso modello di scarpa targato Adidas.

Anche come delinquenza si difendeva bene, era possibile intatti colpire l’avversario alla nuca con calcioni fortissimi fino a farlo rantolare a terra privo di sensi. Giocabilità buona e fluidità dell’azione accettabile, all’epoca non si poteva chiedere di più.

15. Libero Grande

lg

Ragazzi qua siamo di fronte a qualcosa di assolutamente magnifico, innovativo e chi di voi non vi ha mai giocato non sa cosa si è perso. Se la modalità “diventa un mito” di Pes 2008 vi ha rubato ore preziose della vostra esistenza dovete fare in modo di recuperare questo piccolo gioiello targato Namco e uscito nel 1998. Libero Grande è’ stato uno dei primi giochi, anche se non il primo in assoluto, in cui si poteva controllare solo uno dei 22 giocatori in campo, decidendo in che zona del campo schierarlo.

Ovviamente era più spettacolare mettersi nel reparto offensivo ma i veri delinquenti preferivano schierarsi nelle retrovie e mazzuolare come se non ci fosse un domani. Grafica ottima per i tempi sia per quanto riguarda i giocatori che per quel che concerne gli stadi. Cosa aspettate signori, immergetevi in una fantastica partita al “Tartaruga Metallica” piuttosto che nel “Foro Azzurro” e non ve ne pentirete.

16. The Manager

thm

Se siete degli amanti dei giochi manageriali di calcio, se avete consumato scudetto e i vari Football Manager, non potete non aver giocato almeno una volta a “The Manager”. Prodotto nel 1991 dalla Kron Simulation Soccer, the manager è stato il capostipite di tutti i giochi manageriali venuti successivamente, grazie alla cura verso i dettagli che lo rendevano longevo come pochi altri giochi. Quando si cominciava la carriera si doveva partire dalla lega inferiore (la c1) a prescindere dalla squadra scelta in partenza, e da lì si iniziava la scalata. C’era la possibilità di giocare le coppe, di modificare gli stadi e di divertirsi con il calciomercato che era sempre attivo. Ogni giocatore aveva varie caratteristiche che venivano valutate da numeri che crescevano man mano che accumulava esperienza. La cosa divertente era che quando tutti i giocatori avevano raggiunto il massimo delle loro abilità era quasi impossibile perdere, anche giocando in 9 contro 11.

17. Goal Goal Goal

gggg

Ecco un altro di quei giochi che vi ha portato via l’anima insieme a un numero praticamente infinito di monete da 200 e 500 lire. Goal Goal Goal esce nel 1995, con un nome originalissimo e con tanta voglia di conquistare le sale giochi di tutto il mondo.

Si poteva scegliere tra 28 squadre nazionali, con possibilità di movimento in campo piuttosto limitate ma che bastavano a scaldare il cuore di noi piccoli appassionati di calcio, che avevamo un disperato bisogno di videogames che saziassero la nostra fame. Meno ambito dei videogiochi più famosi dell’epoca, non era raro tirare un paio di bestemmiucce trovando Goal Goal Goal al baretto del paese invece del più blasonato Super Sidekicks.

18. Actua Soccer

actuasoccer

Uscito nel 1995 Actua Soccer è stato un gioco storico in quanto per la prima volta si poteva ammirare una grafica 3d in un gioco di calcio per consolle. Inizialmente si potevano usare solo squadre nazionali ma visto il grande successo dopo poco tempo è stata implementata una versione con squadre di club, solo della premier league per la verità.

In Inghilterra la prima versione ha venduto un numero esagerato di copie, si poteva giocare con MD-DOS, Playstation e Sega Saturn.

sbu

19. Seibu Cup Soccer

Forse lo conoscete come Olympic soccer ’92 o Goal! ’92 poco importa, l’importante è che lo conosciate e ci abbiate giocato almeno una volta nella vostra vita. Uscito nel 1992 non si discostava molto dagli altri arcade presenti in commercio, se non per qualche chicca di notevole interesse. I giocatori delle squadre erano tutti uguali ad eccezione del capitano, che era invece riconoscibile e molto somigliante al giocatore reale più rappresentativo di quella nazionale.

C’era la possibilità di effettuare il Dynamite Kick, ovvero un tiro di potenza estrema che poteva realizzare solo l’ultimo giocatore ad aver segnato. Tale tiro risultava quasi sempre imparabile l’unico problema è che il caricamento richiedeva talmente tanto tempo che il più spesso delle volte la palla veniva portata via prima. Dopo aver sconfitto le 7 nazionali presenti si affrontava un’ultima selezione speciale, la “God”, il cui capitano aveva le sembianze di Pelè. In caso foste riusciti ad arrivare fino all’ultimo step, auguri.

20. Championship Manager (Scudetto)

tsigalko

Tra tutti gli episodi della fortunatissima saga manageriale, prima che avvenisse la scissione e la diatriba tra Football Manager e Championship Manager, noi ci siamo emozionati con quello che ancora poteva vantare il nome di Scudetto. Perchè ai tempi quello era un gioco della Madonna, e apriva possibilità praticamente inesplorate.

Il realismo della simulazione di Scudetto era, in quegli anni, semplicemente fantascientifica, ed era un attimo farsi trasportare per ore e ore in quell’universo immaginario. Tutti abbiamo provato a vincere la Champions League con il Pergocrema, trascinati dai gol di Maksim Tsigalko e dalle invenzioni di Mark Kerr. Se dovessimo fare il conto degli anni di scuola persi dai ragazzi italiani per colpa delle ore passate davanti a Scudetto, diventeremmo matti.