Ventura torna a parlare dopo il licenziamento Ventura torna a parlare dopo il licenziamento
Due giorni fa, come ormai tutti sanno, Gian Piero Ventura è stato rimosso dall’incarico di commissario tecnico della Nazionale italiana, come conseguenza del risultato... Ventura torna a parlare dopo il licenziamento

Due giorni fa, come ormai tutti sanno, Gian Piero Ventura è stato rimosso dall’incarico di commissario tecnico della Nazionale italiana, come conseguenza del risultato disastroso che vedrà gli Azzurri, per la prima volta dal 1958, guardare i Mondiali dal divano di casa.

Per il fatto di non essersi dimesso, ed avere aspettato di essere inevitabilmente licenziato, l’ex commissario tecnico continuerà a percepire lo stipendio fino a termine del suo contratto, previsto per il 30 giugno 2018. Una cifra abbastanza cospicua, che dovrebbe aggirarsi intorno agli 860.000 euro.

Se la decisione di cacciare Ventura era pressochè scontata, in molti si aspettavano anche le dimissioni del presidente federale Tavecchio, cosa che invece non è accaduta. Anzi Tavecchio sarebbe già al lavoro per nominare il nuovo commissario tecnico che potrebbe essere annunciato già lunedì, in occasione del primo consiglio federale dopo quello che ha portato al licenziamento di Ventura.

Proprio l’ex tecnico, tra le altre, di Torino, Pisa e Bari è voluto tornare sulla sua avventura, conclusasi con un epilogo amarissimo, consegnando un messaggio all’ANSA con questo contenuto.




Le sconfitte, soprattutto quelle più dolorose, non si possono spiegare con una sola verità. Sarò il primo tifoso: al mio successore auguro di riportare l’Italia dove merita.

Sono stati, e sono, giorni difficili e di profondo dispiacere: provo una sensazione di incompiutezza dal momento in cui non ho raggiunto il traguardo dei Mondiali. Guidare la Nazionale mi ha trasmesso senso di appartenenza ed orgoglio mai provati prima perchè non ci può essere niente di più grande. Ho lavorato con tutto me stesso, con serietà e professionalità: non sono riuscito là dove ero convinto di farcela alla guida di un gruppo di ragazzi che non smetterò mai di ringraziare“.

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Questo il messaggio di profonda delusione che il tecnico ha voluto mandare a tutti gli italiani, lasciando comunque intendere che non può essere considerato lui come unico artefice del fallimento (così, a nostro avviso, è da leggere il passaggio dove dice che le sconfitte non si possono spiegare con una sola verità).

Staremo a vedere chi verrà chiamato per sostituirlo: nelle ultime ore è stata avanzata prepotentemente la candidatura di Carlo Ancelotti, che nel caso dovesse accettare si troverebbe di fronte ad un lavoro senza dubbio stimolante ma altrettanto certamente lungo e difficoltoso.

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