Donny van de Beek ha fatto girare la testa alla Juventus Donny van de Beek ha fatto girare la testa alla Juventus
Si è parlato tanto, e giustamente, dell’intelligenza e della tecnica superiori di de Jong, della maturità e dello strapotere fisico di de Ligt e... Donny van de Beek ha fatto girare la testa alla Juventus

Si è parlato tanto, e giustamente, dell’intelligenza e della tecnica superiori di de Jong, della maturità e dello strapotere fisico di de Ligt e della classe, cristallina finanche un po’ barocca, di Tadic, Ziyech e Neres.

Si è parlato meno, almeno fino a ieri, di come la chiave del reparto avanzato dell’Ajax porti il nome e il cognome di Donny van de Beek, sotto i riflettori dopo il gol di ieri ma in realtà sempre fondamentale in tutte le fasi del gioco per i lancieri.

L’apporto dell’olandese classe ’97 appare talvolta invisibile, e pure le statistiche sembrano confermarlo: ieri sera van de Beek è stato il secondo giocatore meno coinvolto nella manovra ajacide, solo Tadic ha giocato meno palloni di lui e soltanto Neres ha effetuato meno passaggi, mentre è stato il peggiore dei centrocampisti per passaggi riusciti (75%). Cosa ci spinge allora a definirlo uno dei migliori in campo? La risposta stavolta non sta nei numeri.

La sua posizione fluida, ora trequartista ora mezzala ora addirittura attaccante. è risultata un rebus irrisolvibile per la Juventus, che l’ha visto letteralmente spuntare da tutte le parti. Se non l’aveste visto lì a centrocampo sui campetti prepartita, dal grafico dei suoi tocchi riuscireste a capire in che posizione gioca van de Beek? Destra o sinistra, davanti alla difesa e in area di rigore, il nazionale oranje ha impressionato per la capacità di spuntare sempre dove c’era bisogno di lui.

Alla mappa dei tocchi va doverosamente aggiunta la sua heatmap, che rende merito al suo impressionante contributo quantitativo, costante e fondamentale per l’Ajax, che anche grazie a lui ha potuto mantenere la superiorità numerica in praticamente ogni zona del campo. Pure con questa, identificare la sua posizione media appare davvero arduo.

grafiche: Corriere dello Sport

In altre squadre la sua imprevedibilità potrebbe portare scompensi ai compagni di reparto, ma non nell’Ajax dove ognuno dei giocatori è naturalmente abituato a ricoprire le posizioni lasciate vuote dai compagni. Guardiamo insieme l’azione del gol, seppur fortunoso nelle dinamiche: al momento del tiro di Ziyech, che dovrebbe essere l’ala destra e invece è al centro, il mediano Schone è nella posizione di trequartista di van de Beek, che a sua volta è l’uomo più avanzato al posto di Tadic, abbassatosi e allargatosi per coprire gli stessi Schone e Ziyech. Tutto con la massima naturalezza.

Van de Beek il prossimo anno potrà essere un uomo mercato preziosissimo, ma ha bisogno di una squadra che assecondi la sua intelligenza e la sua poliedricità, una squadra che giochi un calcio fluido e propositivo, non per forza simile a quello dell’Ajax. Ingabbiarlo in compiti o schemi prefissati che non ne esaltino il talento sarebbe un peccato mortale.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11

 

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