Quella di stasera, per Mathieu Valbuena, non era una partita come tutte le altre. Tornava infatti, da ex, al Velodrome di Marsiglia, vestendo la...

Quella di stasera, per Mathieu Valbuena, non era una partita come tutte le altre. Tornava infatti, da ex, al Velodrome di Marsiglia, vestendo la casacca del Lione, che ha messo lo scorso anno dopo aver svestito quella dell’OM fino al 2014.

Dopo una breve parentesi alla Dinamo Mosca, oggi per la prima volta giocava da avversario contro il Marsiglia. Ecco, l’accoglienza non è stata delle migliori. Uno striscione che recitava “I veri marsigliesi giocano solo per l’OM, non sei nient’altro che un traditore” e un eloquente manichino impiccato. Questo quello che i tifosi di casa avevano in serbo per il loro vecchio idolo.

Ma non è finita qui. Infatti, anche la partita ha risentito del clima ostile. Tutta la partita è stata una vera e propria caccia all’uomo, di quelle che si facevano una volta, una sorta di spedizione punitiva. Romain Alessandrini si è fatto cacciare per aver steso, con un brutto intervento, proprio Valbuena, e la partita è stata sospesa poi per una ventina di minuti intorno al 65′ dopo che i tifosi di casa avevano lanciato all’indirizzo del giocatore dell’OM oggetti, accendini, razzi e fumogeni.

Partita portata a termine e Valbuena uscito visibilmente colpito nell’anima. Insomma, poteva andargli molto meglio, ma i tifosi dell’OM, noti per la loro visceralità, non sono certo tipi disposti a perdonare certi tradimenti. Per la cronaca, la partita, sospesa sull’1-0 per il Lione (rigore di Lacazette, che aveva anche litigato con Valbuena per tirarlo) è finita poi 1-1 grazie al gol di Rekik firmato di testa dopo la lunga sospensione. Certamente non si sono annoiati al Velodrome stasera, e adesso si attendono le decisioni della giustizia sportiva per questa folle serata marsigliese.