Fuori dallo Stadion An der Alten Försterei, nel quartiere di Köpenick, a Berlino, c’è un monumento molto particolare. E’ un caschetto da muratore, o...

Fuori dallo Stadion An der Alten Försterei, nel quartiere di Köpenick, a Berlino, c’è un monumento molto particolare. E’ un caschetto da muratore, o da operaio, dipende da come volete vedere le cose, e sotto ci sono, incisi, più o meno duemila nomi di persone comuni.

Non sono morti in battaglia, non sono personalità eminenti della città. Sono, semplicemente, i tifosi dell’Union Berlin, che qualche anno fa quel caschetto se lo sono messi in testa: si sono rimboccati le maniche e hanno contribuito, gratis e nel loro tempo libero, alla ristrutturazione di uno stadio che stava piano piano perdendo pezzi.

Grazie al lavoro dei suoi tifosi, così, l’Union ha potuto ricostruire il suo stadio. Ma non è mica finita qui: lo stadio è stato venduto, letteralmente a pezzi, agli stessi tifosi.

Un azionariato popolare di circa 4000 persone detiene infatti piccole quote del der Alten Försterei, il primo stadio di un campionato professionistico letteralmente di proprietà dei suoi tifosi.

Ma questo è solo l’inizio della nostra storia, del nostro viaggio. Il viaggio che ci porterà a conoscere una delle squadre più alternative e ribelli di Germania, la squadra degli Eisernen, gli uomini di ferro, la squadra di Berlino Est che si è opposta fieramente alle angherie -anche sportive- della Stasi.

Il calcio, nella Germania Est, è sempre stato qualcosa di parecchio particolare. Negli anni d’oro, la Dynamo Berlin ha sempre monopolizzato i campionati: dal 1978 al 1989 la squadra, diventata di proprietà della Stasi, ha vinto dieci titoli consecutivi, grazie anche ad aiuti e operazioni sempre poco chiare. Insomma, per una fascia di popolazione ben precisa, a metà degli anni ’60, l’Union Berlin rappresentò una vera e propria ancora di salvezza.

La storia societaria dell’Union è parecchio travagliata. La società che oggi milita in Zweite Liga -con concrete possibilità di promozione in Bundesliga- origina dalla rifondazione del club avvenuta nel 1966. E’ in quegli anni che l’Union diventa la squadra degli operai, dei dissidenti, degli uomini di ferro appunto. Da allora, la squadra si è legata visceralmente ai suoi tifosi, che in più di qualche occasione hanno dimostrato qualcosa che va oltre il vero amore.

Come quando, nel 2004, diedero letteralmente il sangue per la loro squadra: un buco di circa un milione e mezzo di euro aveva messo a rischio l’esistenza della squadra. I tifosi dell’Union, aiutati da quelli del St.Pauli, gemellati con loro (e come potrebbe essere altrimenti) vendettero il loro sangue, per davvero. E ricavarono una somma ingente che versarono nelle casse del club.

Per capire l’atmosfera che si respira a Köpenick, basta entrare, una sola volta, nello stadio Alte Försterei. Le tribune a ridosso del campo ti fanno sentire ancora più vicino alla squadra, il tabellone manuale che ha fatto la storia, fermo su un punteggio storico: un 8-0 rifilato nel 2005 alla Dynamo, la squadra degli odiati rivali.

Quando arrivò il momento di sostituire quel tabellone manuale, che funzionava ancora con i cartoni e i numeri stampati, nessuno ebbe dubbi. Fu installato un moderno tabellone elettronico, ma quello manuale restò lì, fermo su quello storico 8-0 che ricorda a tutti cosa sia, davvero, l’Union.

O, ancora, se volete capire cosa significhi tifare Union, potete provare ad affacciarvi da quelle parti durante il periodo natalizio, per quella che è diventata ormai una tradizione famosa in tutta Europa. Prima di Natale, i tifosi dell’Union si raccolgono nel loro stadio, considerato giustamente alla stregua di una casa, spengono le luci, accendono le candele, e cantano a squarciagola canti natalizi. Oltre, naturalmente, ai cori della loro squadra del cuore.

L’Union divenne famoso anche per una curiosa iniziativa durante i Mondiali del 2014. Lo stadio venne aperto a tutti, per guardare le partite della nazionale tedesca impegnata in Brasile. Il maxischermo venne fornito dal club, i posti a sedere dai tifosi. Ma visto che l’Union non è una squadra come tutte le altre, i tifosi si sono portati i divani. Per stare comodi. E per trasformare il terreno di gioco dello stadio in un vero e proprio salotto…

Se vi capita di fare un giro a Berlino, passate dalle parti di Köpenick. Troverete la squadra più ribelle dell’ex Germania Est.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro