Che il Barcellona non faccia nulla per nascondere al mondo la sua anima, la sua appartenenza e il suo orgoglio catalano non è una...

Che il Barcellona non faccia nulla per nascondere al mondo la sua anima, la sua appartenenza e il suo orgoglio catalano non è una novità. Solo che, almeno a giudicare dalla multa imposta dall’Uefa al club blaugrana, ogni tanto forse esagera.

Più di qualche volta è capitato infatti che l’Uefa abbia sanzionato, con multe anche piuttosto salate (si parla di 40.000 €, che certo, per il Barcellona sono comunque briciole) alcune bandiere esposte dai tifosi del Barcellona durante le partite del Barcellona. Si trattava, ovviamente, delle bandiere catalane che i tifosi portano sugli spalti del Camp Nou, una tradizione che non è iniziata certamente oggi e alla quale i tifosi del Barca non hanno assolutamente intenzione di rinunciare.

Secondo l’Uefa, invece, quelle bandiere sono un messaggio estraneo alle dinamiche del calcio, qualcosa che poco hanno a che vedere con il pallone e più con la politica. Insomma, per la Uefa quei bandieroni sono quasi alla stregua di provocazioni di carattere “terroristico” e vanno quindi tenute alla larga dallo stadio.

Le alte sfere del Barcellona hanno detto che si, quelle bandiere hanno significato politico, ma per i tifosi della squadra di calcio, oggi, sono diventate anche un simbolo della loro appartenenza calcistica. Le due cose, insomma, sarebbero si legate, ma il messaggio politico, al Camp Nou, sarebbe mescolato con quello calcistico.

Dopo le ultime battaglie con la Uefa, con tanto di ricorso blaugrana al Tas, Josep Bartomeu ha deciso di lasciare libertà ai propri tifosi: pare che per la prossima partita interna di Champions contro il BATE Borisov ci saranno oltre 20.000 bandierine catalane e striscioni inneggianti alla libertà di espressione. Il presidente può già preparare il bonifico per la UEFA, insomma.