Che il campionato ci mancasse, lo sapevamo tutti. Che il suo ritorno ci avrebbe fatto immensamente piacere, pure. Ma che ci riservasse una sorpresa...

Che il campionato ci mancasse, lo sapevamo tutti. Che il suo ritorno ci avrebbe fatto immensamente piacere, pure. Ma che ci riservasse una sorpresa del genere, già alla prima giornata, senza preavviso, bè, forse, quello non se lo aspettava proprio nessuno. Già ieri il Verona aveva rischiato di sorprendere la Roma al Bentegodi, ma oggi l’Udinese si è superata, ha fatto qualcosa che può essere definito tranquillamente storico.

Mai la Juve aveva perso all’esordio in casa. Mai, 33 vittorie e 7 pareggi negli esordi interni per i bianconeri fin qui. Fino ad oggi, fino alla clamorosa e inaspettata vittoria della truppa di Colantuono. Una vittoria arrivata nel modo in cui piace a noi, in effetti. Giocando una partita di sofferenza, aspettando l’avversario per tutto il tempo necessario per poi colpirlo a freddo, senza pietà, quando era ormai già troppo concentrato sul cercare di segnare piuttosto che sul cercare di non prenderle. Una partita disegnata in maniera praticamente perfetta da Colantuono. Che, probabilmente, non poteva fare diversamente, e lo sapeva. Sotto una pioggia battente, con il suo inseparabile cappellino, si lasciava bagnare dall’acqua che scendeva copiosa giù dal cielo, e imprecava. Urlava ai suoi di rimanere compatti, di aspettare, di non cedere nemmeno di un centimetro. Come se sapesse già quello che stava per succedere.

Il primo tempo, per l’Udinese, è stato una sofferenza immane. Con la Juve che avrebbe potuto dilagare ma non l’ha mai fatto. Con Mario Mandzukic lì davanti troppo impegnato a battagliare con Danilo per essere pericoloso. Con Coman troppo giovane e troppo leggero per essere davvero incisivo. Con Pogba che sentiva evidentemente sulla schiena il peso della numero 10 e della responsabilità di dover rimpiazzare, da solo, Pirlo, Vidal e Tevez. Colantuono lo sapeva, che la Juve avrebbe dovuto giocare prima contro i fantasmi che contro un avversario vero. E ha saputo far aspettare i suoi ragazzi, li ha saputi far resistere. Nell’intervallo, poi, gli ha dato forza. Gli ha fatto capire che la Juventus, insistendo, avrebbe lasciato degli spazi, si sarebbe scoperta. Lasciando campo alle ripartenze. Ed è stato esattamente quello che è successo.

A dodici minuti dalla fine Thereau, che fino a quel momento aveva quasi fatto il terzino, approfitta di una distrazione della difesa della Juve, si inserisce, segna il gol a sorpresa che regala i tre punti all’Udinese. Tre punti storici, tre punti ottenuti giocando con umiltà e senza paura di risultare brutti da vedere. Perchè alla fine, nel calcio, conta il risultato. A tutti i costi, purtroppo o per fortuna.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro