Tutto il calcio minuto per minuto, emozioni senza tempo Tutto il calcio minuto per minuto, emozioni senza tempo
Sono le 14.20 di una domenica qualunque, siamo nel pieno degli anni ’90 o, se volete, all’inizio del nuovo millennio. Per qualche nostalgico siamo... Tutto il calcio minuto per minuto, emozioni senza tempo

Sono le 14.20 di una domenica qualunque, siamo nel pieno degli anni ’90 o, se volete, all’inizio del nuovo millennio. Per qualche nostalgico siamo persino ai giorni nostri, in un centro commerciale di Assago stipato all’inverosimile.
Pronti a fermare un’intera compagnia e dire “io mi fermo qui, voi fate quello che volete”, per poi sedersi di fianco ad un personaggio di dubbio gusto mai visto prima. Perchè quello è l’unico punto di quel maledetto posto in cui la ricezione della radiolina supera il confine della decenza.

Oggi è l’eccezione, di chi non si piega alle nuove regole, ieri era la norma che non si poteva infrangere. Le immancabili cuffiette del walkman alle orecchie non ci abbandonano per un istante, stiamo solo aspettando l’appuntamento fisso della domenica pomeriggio.

Il collegamento dagli studi RAI di Saxa Rubra e l’inconfondibile musichetta che vuol dire solo ed un’unica cosa, Tutto il calcio minuto per minuto. C’è chi si affanna a spostare di tasca in tasca la radiolina, chi, non alzando il culo dalla poltrona di mezzo centimetro cerca in tutti i modi di raddrizzare un’antenna che sta ancora attaccata per miracolo.

C’è anche chi si accontenta di sintonizzarsi sulle onde medie di AM dove e come capita e che, a quel fruscio disturbato in sottofondo, ha ormai fatto l’abitudine. Anzi, lo ricerca per creare quell’atmosfera magica in cui ti basta solo ascoltare la melodia delle voci e far correre la mente per i vari campi.

Ti sembra tutto così normale, così uguale alla precedente domenica, ma non vorresti cambiare questo rituale per nulla al mondo. Senti la voce di Alfredo Provenzali che elenca tutte le partite, dal campo principale a quelli delle serie inferiori e di fianco hai l’immancabile schedina giocata al bar qualche istante prima.

“Dagli studi RAI di Saxa Rubra la terza giornata di campionato che si concluderà con il posticipo serale, quello tra Fiorentina e Milan. Il campo principale di questa giornata è quello di Milano per Inter-Torino, a seguire nell’ordine Olimpico per Roma-Sampdoria, Delle Alpi per Juventus-Parma, Dall’Ara per Bologna-Bari e Luigi Ferraris di Genova per Genoa-Udinese. Per tutti gli altri campi solo minuto e punteggio, linea ora a Riccardo Cucchi.

Si ode solo una voce, che si staglia su tutto, accompagnata dal rumore degli spalti. Vengono lette le formazioni e tu con la mente sei lì che corri, da un campo all’altro, ovunque ti trovi. Due minuti prima sei a Genova e di colpo ti ritrovi al Via del Mare di Lecce, senza sapere come.

Ti fai cullare dalle cantilene dei radiocronisti, che ormai hai imparato a riconoscere dalla prima parola. “Attenzione è Bologna che deve intervenire, ha segnato Nervo, pertanto al terzo minuto di gioco il punteggio cambia Bologna 1 Bari 0, linea a chi stava parlando.”

E’ un susseguirsi di emozioni che si rincorrono, tu non vedi il pallone rotolare ma è come se fossi li, al fianco della tua squadra. Le azioni sono per il momento dipinte nella tua mente, prenderanno forma solo alle 18 quando Novantesimo Minuto mostrerà in anteprima tutti i goal della giornata da poco conclusa.

La radiocronaca fila via liscia, per 20 interminabili minuti. Non succede assolutamente nulla ed il valzer dei telecronisti si alterna con cadenza quasi maniacale. Poi la voce di chi sta parlando si interrompe bruscamente, senza preavviso alcuno, e si sente un boato di sottofondo.

Lo capisci subito che hanno segnato, non ci sarebbe bisogno di parola alcuna ma il meticoloso e baritonale Sandro Ciotti, interviene: “Balbo, Roma in vantaggio. Ha realizzato con freddezza dal limite dell’area di rigore dopo essersi liberato dal suo marcatore. Ripetiamo Balbo ha portato in vantaggio la Roma, il punteggio all’Olimpico dunque cambia, minuto 33, Roma 1 Sampdoria 0.”

Non importa se sei a casa, in giro con amici per le vie del centro, o dalla nonna ad abbuffarti. Lo stadio viene ricreato in ognuno di questi luoghi, con una dovizia di particolari che i telecronisti di oggi si sognerebbero. Oggi non serve più, tutti o quasi hanno il privilegio di poter accendere una tv e vedere la partita con i propri occhi. Una volta no.

Una volta eri “obbligato” a seguire i cambi di tono della voce narrante di turno, se questa si faceva incalzante il tuo cuore prendeva a battere più velocemente. L’azione da goal è imminente, non serve vederla, basta ascoltare. E cosa diamine importa se passi dall’euforia allo sconforto in pochi istanti?

Ci sono poi le formule, tipiche di ogni rituale che si rispetti. Il “Clamoroso al Cibali” pronunciato da Sandro Ciotti il 4 giugno 1961, è entrato nella storia. Lo si tira in ballo ancora oggi, riferendosi ad un avvenimento assolutamente imprevisto, paragonabile alla vittoria di quel Catania in cerca di vendetta contro l’Inter che in casa si impose per 5-1 complici 4 autoreti degli etnei.

O come l’inevitabile introduzione di Livio Forma “Per coloro i quali si ponessero solo ora di fronte ai diffusori… “ seguita da minuto e punteggio della partita in questione.

Dal 1959, anno della prima puntata, una trasmissione imprescindibile fatta di un linguaggio cifrato ma comprensibile a qualunque appassionato di pallone. Adatta ad ogni occasione. La cosa bella e magica al tempo stesso era proprio questa, l’ineluttabilità di tutto il calcio minuto per minuto. Erano gli eventi a doversi piegare alla radiolina che, imperterrita, faceva il suo sporco mestiere.

Quello di raccontarci ciò che per noi non è semplicemente un gioco, ma un qualcosa da cui è impossibile staccarsi. Perché è vero, le partite possiamo anche non guardarle alla tv, ma abbiamo bisogno di viverle, minuto per minuto.

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo

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