Tutti i problemi della Roma di quest’anno Tutti i problemi della Roma di quest’anno
Dopo tredici giornate di campionato, un terzo esatto di stagione, possiamo cominciare a tracciare dei bilanci abbastanza attendibili. E il bilancio della Roma, almeno... Tutti i problemi della Roma di quest’anno

Dopo tredici giornate di campionato, un terzo esatto di stagione, possiamo cominciare a tracciare dei bilanci abbastanza attendibili.

E il bilancio della Roma, almeno per quanto riguarda la Serie A, parla di un mezzo disastro: i giallorossi di Di Francesco, dopo la sconfitta di sabato a Udine, sono al settimo posto, momentaneamente fuori dalla zona Europa, addirittura un punto sotto il Parma neopromosso. Il peggior avvio da sette anni a questa parte, da quando sulla panchina della Roma arrivò Luis Enrique nel 2011-12.

L’obiettivo minimo stagionale, il quarto posto che vale l’accesso – di vitale importanza – alla Champions League si è già allontanato a 4 punti, occupato, beffa nella beffa, dai rivali cittadini della Lazio.

Ma cosa succede alla Roma? La squadra di Di Francesco vale davvero quella classifica o sta rendendo al di sotto delle sue possibilità?

La risposta giusta è sicuramente la seconda. Nonostante sia uscita palesemente indebolita dal mercato estivo, la rosa a disposizione del tecnico abruzzese è sicuramente attrezzata per piazzarsi almeno tra le prime quattro, e le difficoltà in questo avvio di stagione sono evidenti. Diversi i problemi che stanno affliggendo la Roma in questo inizio di stagione, e oggi abbiamo provato a metterli in fila.

1. La costruzione della rosa e la confusione del progetto tecnico

Come detto, il mercato fatto da Monchi è stato abbastanza particolare: il DS spagnolo ha puntato su tante scommesse, ma forse per sostituire gente del calibro di Nainggolan e Strootman serviva qualche giocatore di caratura internazionale. Ci ha provato, all’ultimo, puntando su Nzonzi, ma il francese per il momento non si sta dimostrando l’innesto di qualità che si pensava potesse essere, nonostante le sue prestazioni siano più che oneste. Allo stesso modo, Cristante per il momento ha dimostrato di non poter prendere per mano il centrocampo di una squadra top della Serie A. Insomma, Monchi si è mosso forse senza una direzione precisa sul mercato, e alla fine le scommesse (Kluivert su tutti, ancora troppo acerbo) si sono rivelate degli azzardi troppo pericolosi.

2. La mancanza di un’identità precisa

Il primo problema porta dritti al secondo: dopo il mercato, la Roma si è ritrovata con una rosa poco adatta alle idee di gioco del suo allenatore. L’esempio principale di questa situazione è Javier Pastore: giocatore tecnicamente indiscutibile, seppur tormentato da tanti problemi fisici e ora fermo proprio ai box. Ma per Di Francesco trovare la collocazione giusta all’argentino, prima che si fermasse, è stato un mezzo dramma, e ad oggi non si è ancora ben capito come debba giocare questa squadra. Probabilmente, senza l’esplosione di Lorenzo Pellegrini, che ha dato diverse opzioni in più al suo allenatore, la situazione sarebbe stata ancora peggiore.

3. La superficialità nell’approccio alle partite e la mancanza di leadership

Per spiegare la stagione della Roma, basta forse solo una statistica: prima degli impegni in Champions, la Roma ha raccolto una vittoria, un pareggio e due sconfitte. A dimostrazione del fatto che probabilmente i giallorossi non riescono a mantenere alta la concentrazione sul doppio impegno, e finiscono per sottovalutare avversari sulla carta più deboli, come successo in campionato più volte, visto che molti di quei punti lasciati per strada sono stati persi contro le cosiddette piccole (Chievo, Bologna, SPAL, la stessa Udinese). La carenza di leadership si vede da un semplice dato di fatto: quando manca Daniele De Rossi, la Roma sembra davvero trasformarsi in una squadra senza cattiveria, senz’anima. E non può essere un caso.

4. La scarsa concretezza

Come è risultato abbastanza evidente dalla partita di Udine – terminata con il 76% del possesso palla e 26 tiri verso la porta di Musso – la Roma raccoglie molto meno di quanto creato. I giallorossi, secondo le statistiche, tirano in porta 17.1 volte a partita, e hanno segnato 22 gol (di cui 4 a testa al Frosinone e alla Sampdoria, dato che inquina un po’ la statistica), un dato certamente non sufficiente. Per fare un esempio, l’Atalanta, tirando quasi quanto la Roma, ha segnato 3 gol in più.

E in campionato mancano i gol degli attaccanti: il miglior marcatore in Serie A quest’anno è El Shaarawy, con 5 gol, mentre Edin Dzeko è fermo a quota 2, per non parlare di Patrick Schick, che sta faticando tantissimo e si è sbloccato solo qualche settimana fa contro la Sampdoria. Insomma, la Roma fa fatica a concretizzare, e in questo caso le colpe vanno probabilmente divise tra allenatore e giocatori che scendono in campo.

5. Le insicurezze della difesa

Anche qui, parlano i numeri. Lo scorso anno, la Roma concluse il campionato con 28 gol subiti, seconda miglior difesa del campionato dopo i 24 della Juventus. Quest’anno i gol subiti in campionato sono già 16, un dato preoccupante in prospettiva. In particolare, però, a preoccupare sono i tanti cali di tensione della retroguardia giallorossa. In particolare Fazio sembra aver fatto un passo indietro, Manolas continua ad alternare buone prestazioni a momenti in cui sembra staccare la corrente, Juan Jesus è cresciuto ma non è ancora totalmente affidabile, il nuovo acquisto Marcano non ha convinto. Il passaggio da Alisson a Olsen era sembrato inizialmente traumatico, ma dopo un avvio incerto il portiere svedese sembra aver trovato una sua continuità. In definitiva, però, la Roma sembra molto meno solida dietro, quest’anno, e ancora una volta, guardando il gol di De Paul di sabato, la cosa appare evidente.

Le prossime settimane saranno decisive: anche quest’anno, la Champions League potrebbe essere l’ancora di salvezza di Di Francesco, e in caso di passaggio del turno è oggettivamente difficile pensare che la Roma possa cambiare guida tecnica. Ma, se le cose non dovessero cambiare nel giro di poche partite, almeno a livello di atteggiamento, il cambio di panchina potrebbe essere anche un’ipotesi concreta.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

Related Posts

Champions League 16-17: la guida delinquenziale

2016-08-25 18:39:18
delinquentidelpallone

1

Il derby Inter-Milan farà registrare un nuovo record

2017-10-07 18:51:06
delinquentidelpallone

1

Le squadre più dominanti d’Europa secondo il CIES

2018-03-05 13:58:31
delinquentidelpallone

1

Steven Gerrard e altri dieci

2014-10-28 11:21:30
delinquentidelpallone

1

I consigli dei delinquenti per il Fantacalcio – 8a giornata

2015-10-16 23:14:23
delinquentidelpallone

1

Coppa d’Africa: lo spettacolo degli spalti

2017-01-17 20:00:34
delinquentidelpallone

1

Blaž Slišković, storia del Maradona dei Balcani

2015-12-08 11:25:29
delinquentidelpallone

1