Tributo al gol più bello del Fenomeno Tributo al gol più bello del Fenomeno
Nei giorni scorsi, mentre passavo in rassegna vecchi VHS impolverati, imprigionati in una bacheca dei ricordi, lo sguardo si è fermato su quello dedicato... Tributo al gol più bello del Fenomeno

Nei giorni scorsi, mentre passavo in rassegna vecchi VHS impolverati, imprigionati in una bacheca dei ricordi, lo sguardo si è fermato su quello dedicato al Fenomeno, Luis Nazario de Lima in arte Ronaldo.

Ronaldo 2000, tutti i gol del Fenomeno“, prezzo al pubblico 9.900 lire, in allegato con il Guerin Sportivo, esce in realtà nel 1997 quando il centravanti brasiliano firma per l’Inter di Moratti. Un acquisto celebrato da chiunque, figurarsi da giornali e riviste del settore.

Nonostante siano passati oltre 20 anni, e all’epoca ne avessi solo 13, ricordo con esattezza il giorno in cui lo guardai per la prima volta. La voce di Italo Cucci che descrive le prodezze di quel calciatore brasiliano di cui sapevo ancora pochissimo, i gol, prima in Brasile con il Cruzeiro e poi in Europa, prima ad Eindhoven e successivamente a Barcellona.

Rimasi incantato quel giorno, quasi in estasi. Folgorato dai gol, una rete più bella dell’altra, un compendio di prodezze difficilmente eguagliabili, una velocità unita ad una naturalezza nei movimenti mai vista prima e mai più vista in seguito.

Arrivato ad un certo punto però non ho potuto proseguire nella visione senza tornare un attimo indietro, senza verificare se ciò che avevo appena visto era frutto della suggestione, della fantasia o di chissà cos’altro.

Il Fenomeno indossa la maglia blaugrana del Barcellona, corre l’anno 1996, e siamo alla settima giornata di Liga. Si affrontano il Santiago de Compostela e, ovviamente, il Barcellona: la cornice è quella del minuscolo San Lázaro, stadio di 14000 posti a sedere.

Quello che va in scena quel 12 ottobre 1996 è semplicemente incredibile, uno dei gol più belli della storia del calcio a cui purtroppo poterono assistere dal vivo solo 14.000 anime.

Un gol che per bellezza, per complessità di esecuzione, per strapotere tecnico e fisico non può lasciare indifferenti e merita, ogni qual volta se ne presenti l’occasione, di essere visto e rivisto. Non so quante volte ho mandato indietro quella benedetta videocassetta, l’unica cosa certa è che lo stupore, ogni volta, era esattamente lo stesso.

Ronnie parte da poco prima di metà campo, resiste ad intervento falloso ripetuto dell’avversario che prima ci prova con i calci, poi trattenendo la maglia ed infine di nuovo con i calci, prima di arrendersi e lasciare che la storia faccia il suo corso.

Con un gioco di gambe dei suoi prende velocità e a quel punto, per chi aveva già visto il Fenomeno all’opera, era chiaro che non si sarebbe più fermato, se non per esultare. Troppo veloce da prendere, troppo potente l’accelerazione per opporre qualsivoglia resistenza.

Siamo al limite dell’area di rigore, sono trascorsi solo pochi secondi da quando è partito, e due avversari provano l’intervento disperato in chiusura. Poveri loro, la palla è già in fondo alla rete prima che possano realizzare ciò che è successo, ammesso che lo abbiano mai fatto.

“Immagina di chiedere a Dio di diventare il più forte calciatore del mondo… e Dio t’ascolta”

La Nike non si fa attendere e acquisisce i diritti con le immagini di questa prodezza per farne uno spot, le cui parole recitano esattamente ciò che avete appena letto sopra.

I giocatori del Santiago de Compostela però, ad eccezione del portiere, non ci stanno e fanno causa al colosso americano perchè a rivedere quelle immagini si sentono sbeffeggiati, lesi nell’orgoglio, danneggiati nella professione in una sola parola: umiliati.

Solo questo fatto dovrebbe darvi la cifra di ciò che è accaduto quel 12 Ottobre 1996.

A margine, il processo darà ragione alla Nike in quanto, come si legge nella sentenza di assoluzione: “Si tratta di una giocata antologica, la riproduzione delle immagini è solo strumentale, per esaltare le qualità del brasiliano. Non c’era l’obiettivo di intaccare la dignità professionale dei giocatori del Compostela”.

Trovare un gol brutto tra la marea di quelli realizzati dal Fenomeno in carriera è impresa assai ardua ma trovarne uno più bello di questo, probabilmente, è impresa impossibile.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo

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