Tre su tre (o di quanto ostinati sappiano essere i sogni) Tre su tre (o di quanto ostinati sappiano essere i sogni)
L’avevano preannunciato in tanti che questa sarebbe stata una stagione di sofferenza per il Leicester campione d’Inghilterra. E anche i più sfegatati e accaniti... Tre su tre (o di quanto ostinati sappiano essere i sogni)

L’avevano preannunciato in tanti che questa sarebbe stata una stagione di sofferenza per il Leicester campione d’Inghilterra. E anche i più sfegatati e accaniti fan delle Foxes, quelli che hanno festeggiato il più incredibile titolo di sempre, almeno da quelle parti, erano non dico rassegnati, ma quasi consapevoli del fatto che quello che è successo una volta non si sarebbe ripetuto mai più.

Per questo motivo, ad ogni partita del Leicester, anche ora che la squadra di Ranieri sta raccogliendo più sconfitte di quante non ne abbia subite in tutta la scorsa stagione, non c’è nessuno che fiata, nemmeno mezzo mormorio, come è giusto e scontato che sia. Nemmeno un pazzo avrebbe osato immaginare che le Foxes avrebbero potuto solamente pensare di ripetere la scorsa stagione, per cui quest’anno la Premier League è solo un lungo viaggio in cui ostentare l’alloro di campioni conquistato. Sperando di mettere al più presto in cascina i punti salvezza.

Anche perché, in effetti, quando arriva il martedì – o in religiosa alternanza il mercoledì- è come se di colpo il tempo si fermasse, e le lancette dell’orologio tornassero, come in una fiaba, a qualche mese fa. E si, perché, neanche a dirlo, il Leicester è a punteggio pieno in Champions League. Tre su tre, senza subire neppure un gol. Come la Juventus, come (almeno nel momento in cui scriviamo) l’Atletico Madrid.

E l’ultima vittoria, quella di ieri sera contro il Copenhagen, è stata la classica vittoria da Leicester 2015-16. Un copione che non ci saremmo stupiti di trovare in mezzo alle pagine della favola della scorsa stagione: sofferenza, un gol di Mahrez (sull’assist di uno dei pochi e preziosi innesti del mercato, l’altro algerino Islam Slimani) e poi di nuovo sofferenza. All’infinito.

Gli ingredienti sono tornati tutti, davvero. Compreso il miracolo d’ordinanza di Kasper Schmeichel, al minuto 93, su un pallone destinato a finire inesorabilmente in porta. Se il Leicester in Premier League si è sciolto, lasciando di nuovo spazio alle grandi irrise nel corso della stagione scorsa, in Champions League sembra aver ritrovato la magia.

Non sappiamo se sia qualcosa di razionale. Non sappiamo se sia esclusivamente merito di un girone ampiamente alla portata della squadra di Ranieri. Non lo sappiamo e forse non lo vogliamo nemmeno sapere. Perché magari illuderci che possa tornare indietro qualcosa che non tornerà mai più fa parte della natura umana. Ed è un sogno al quale tutti abbiamo disperatamente bisogno di aggrapparci.

Leicester o non Leicester.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

 

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