Giovanni Trapattoni ci piace da morire. Questo dovrebbe essere assodato. Per cui, quando il Trap parla, noi stiamo a sentire e ascoltiamo, in silenzio,...

Giovanni Trapattoni ci piace da morire. Questo dovrebbe essere assodato. Per cui, quando il Trap parla, noi stiamo a sentire e ascoltiamo, in silenzio, prendendo appunti. Se poi si scaglia contro uno degli allenatori il cui gioco meno ci convince (scusate, è che siamo abituati troppo al calcio di provincia, quello in cui il pallone vola per aria, mica viaggia a filo d’erba) allora l’applauso scatta in automatico.

Parlando con Sport Bild, infatti, il Trap ha aspramente criticato il gioco del Bayern di Pep Guardiola, colpevole di essere troppo fumo e poco arrosto.

Nel calcio attuale vedo troppo possesso palla: tick, tack , tick , tack, tuck , tuck , tuck. Avanti ed indietro, e magari il primo tiro in porta arriva al 27° minuto.

E’ evidente che il destinatario delle parole dell’ex allenatore proprio dei bavaresi è il tecnico catalano del Bayern, criticato in patria per lo striminzito 1-0 con cui si è liberato del più debole (almeno sulla carta) Benfica.

Bisogna essere più determinati quando si cerca il goal. I centrocampisti passano il pallone all’indietro a 70 metri dalla porta: questo per me è davvero troppo e non porta a risultati efficienti.

Poi Trapattoni chiude ricordando a tutti che questa tattica non è esattamente innovativa, ma era già stata portata in campo da altri…

Al Milan 30 anni fa ci fu uno svedese: Niels Liedholm portò il possesso permanente nel calcio, che però è tirare e magari segnare, non passare all’infinito. Questo però con Guardiola raggiunge dei punti davvero estremi.

Trap, niente da dire, noi siamo con te. Abbasso il tiki-taken, viva la concretezza.