Trapani, sulle ali di Serse Trapani, sulle ali di Serse
Il campionato di Serie B, quest’anno, ha seguito una trama piuttosto elementare. Due squadre partite subito forte, andate subito in fuga, Cagliari e Crotone,... Trapani, sulle ali di Serse

Il campionato di Serie B, quest’anno, ha seguito una trama piuttosto elementare. Due squadre partite subito forte, andate subito in fuga, Cagliari e Crotone, e poi, dietro, un intrigo difficile da sciogliere. La zona playoff è sempre stata caratterizzata dalla mancanza di certezze e da una matassa di squadre in pochi punti. 




Fino a che, da qualche settimana, una squadra, che per quei playoff forse non avrebbe neppure dovuto lottare, non ha deciso di mettersi a vincere. E pare non abbia alcuna intenzione di fermarsi. Una squadra guidata da un allenatore che è in cerca di una sorta di seconda vita, una nuova identità. Una squadra che oggi viaggia a ritmi da prima della classe, e che ai playoff si giocherà la sua possibilità di coltivare un sogno che fino a qualche mese fa sembrava non avere nemmeno diritto di esistere.

E’ il Trapani di Serse Cosmi, che ieri, espugnando il Partenio di Avellino ha messo in fila la settima vittoria consecutiva. Vittoria che ora vale il quarto posto in classifica, con 62 punti, e che proietta i siciliani tra i favoriti nella lunga e impronosticabile lotteria dei playoff che assegneranno l’ultimo posto libero per volare in Serie A. Un epilogo che, a inizio anno, nessuno avrebbe immaginato, per una squadra costruita con ben altre intenzioni. Salvarsi, possibilmente senza playout.

Però, lontano da Trapani, non avevano fatto i conti con Serse Cosmi. L’uomo del fiume in cerca di riscatto, l’uomo del fiume in cerca di una nuova vita. Da troppo tempo Serse non si sentiva così. Da troppo tempo non aveva la possibilità di prendere una squadra dal primo giorno di ritiro e plasmarla secondo i suoi dettami.

Foto: Joe Pappalardo - Pagina Facebook Trapani Calcio

Foto: Joe Pappalardo – Pagina Facebook Trapani Calcio

Perchè Serse ci tiene a farlo sapere. Lui non è solo la macchietta che grida, sbraita, si lascia andare a gestualità e comportamenti evidenti. No, Serse Cosmi è anche un grande uomo di calcio, un grande insegnante. Uno che il suo lavoro lo prende sul serio e, anche se tecnicamente la squadra non sarebbe da prime posizioni della griglia playoff, ora vuole crederci.

Ho avuto esperienze contraddittorie… Ma quando ho potuto allenare dall’inizio ho sempre fatto bene.

Serse Cosmi ci tiene a non passare alla storia solo come l’uomo con il cappellino che fece grande il Perugia di Gaucci. Vuole dimostrare che è ancora in grado di dare qualcosa al calcio. Il suo Trapani è una squadra solida, senza grandi individualità, ma con un bel gruppo compatto. Cosa che, in un campionato complicato e indecifrabile come quello di serie B, vale tantissimo. Il suo giocatore più tecnico, Felipe Sodinha, lo ha perso all’improvviso. Lo ha sostituito con un altro furetto tutta tecnica, uno che sembra aver imparato il calcio di strada, quello più romantico: Nicola Citro, il Messi di Fisciano.

Una squadra come il Trapani è un patrimonio non solo mio e della società, ma l?orgoglio di una intera città che si identifica nel grande attaccamento che questi ragazzi hanno per la maglia che indossano. Un gruppo che non smette mai di stupire e che merita tutta la passione della tifoseria granata.

Non sappiamo dove, quando e come finirà la cavalcata del Trapani di Serse Cosmi. Non sappiamo se questo gruppo di ragazzi regalerà un’altra favola al calcio italiano. Sappiamo solo che l’uomo del fiume, tolto il cappellino dalla testa, guarderà dritto davanti a sé, con i suoi occhiali scuri, fino a che potrà ancora stringere questo sogno tra le mani.

Non lo mollerà così facilmente. Lui, d’altronde, è fatto proprio così.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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