La dodicesima giornata di serie A ha in programma, tra le altre, una sfida che per un giocatore rappresenta qualcosa di più di una...

La dodicesima giornata di serie A ha in programma, tra le altre, una sfida che per un giocatore rappresenta qualcosa di più di una semplice partita. E’ talmente particolare che il giocatore in questione, Totò di Natale, questa partita non la gioca dalla stagione 2012-2013.

Il match di cui stiamo parlando è Napoli-Udinese, partita in cui i partenopei si devono confermare ai vertici alti della classifica mentre per i friulani strappare un punticino equivarrebbe ad un’impresa. Proprio alla vigilia della gara arriva una notizia su cui più di qualcuno aveva già scommesso da giorni: Antonio Di Natale salterà la trasferta a Napoli per un affaticamento muscolare che ne mette in dubbio addirittura la disponibilità per la panchina. Che c’è di strano penseranno invece i meno attenti? Non è certo la prima volta che un malanno muscolare affligge un giocatore improvvisamente e non sarà nemmeno l’ultima. Giusto, se non che per Totò questa sarebbe la quinta assenza in sei scontri tra le due squadre dalla stagione 2011-2012 ad oggi.

L’eccezione è rappresentata dalla partita disputata il 7 ottobre 2012. Partita in cui l’attaccante dell’Udinese scese in campo al San Paolo disputando 79 minuti abbastanza anonimi. Prima di quell’occasione Di Natale aveva saltato i due precedenti incontri tra Udinese e Napoli, nella partita di andata del 2011 per un problema al piede, che comunque non gli ha impedito di giocare la partita successiva. In quella di ritorno la decisione fu presa abbastanza clamorosamente da Guidolin senza fornire spiegazioni precise in merito.

Vuoi per l’età, vuoi per qualche problemino fisiologico o per il fatto che in un caso si trattava di un turno infrasettimanale la cosa non ha destato molto interesse né fatto scalpore nell’opinione pubblica. Quella che a prima vista poteva sembrare una banale casualità ha fatto sempre più fatica ad esser considerata tale dopo i 3 successivi episodi.

Nella stagione 2013-2014 la motivazione addotta per l’assenza è la medesima che lo porterà a saltare anche la partita di domani, il galeotto e nebuloso affaticamento muscolare. Totò non scende in campo nemmeno nel match di coppa Italia del 22 gennaio 2015 in cui al timone della squadra friulana c’era Stramaccioni, che pure decise di portarlo in panchina senza però impiegarlo nemmeno un minuto.

L’ultimo episodio della saga risale a febbraio del 2015 ed è quello forse più clamoroso, in quanto Di Natale, in diffida, si prende un cartellino giallo al novantesimo minuto di Udinese-Juve per un fallo di mano a centrocampo assolutamente evitabile. La società friulana cercò di abbassare le luci dei riflettori che si stavano accendendo su questo caso dicendo che il fallo di mano era ampiamente giustificato in quanto atto ad impedire una pericolosa ripartenza, ma la motivazione addotta non convinse particolarmente. Tanto che la Gazzetta dello Sport il giorno seguente ammiccò: “Totò ce l’ha fatta anche stavolta a saltare la trasferta di Napoli”.

A noi, che viviamo il calcio in una certa maniera, piace pensare che l’amore per la propria gente, per la propria terra sia vissuto alla stregua di una fede, impossibile da spiegare con la logica e la razionalità umana. Ci piace pensare che a Totò, al solo pensiero di varcare il campo di Fuorigrotta e giocare contro la sua “famiglia estesa”, tremino le gambe a tal punto da non potercela fare. Un professionista sopraffatto dall’emozione e dai sentimenti: per oggi ci piace immaginarlo così Totò Di Natale.

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo