Torneremo ancora a cantare Torneremo ancora a cantare
Oggi è dura, oggi è veramente dura. La nostra vita precedente sembra lontana anni luce. Sembra un secolo fa quando aspettavamo il fine settimana... Torneremo ancora a cantare

Oggi è dura, oggi è veramente dura.

La nostra vita precedente sembra lontana anni luce. Sembra un secolo fa quando aspettavamo il fine settimana per schierare la formazione del Fantacalcio, per riversarci in massa sui gradoni dello stadio, per sederci in poltrona ad aspettare il fischio d’inizio della partita della nostra squadra del cuore.

Ripensare a quei fine settimana in cui un gol sbagliato o un errore arbitrale potevano cambiare l’umore delle nostre giornate oggi fa quasi ridere.

Oggi la nostra quotidianità è cambiata, è fatta di paure, di timori per il futuro, di incertezza e di attesa. L’attesa del momento in cui potremo tornare a una parvenza di normalità, per quanto ormai ci siamo già rassegnati al fatto che non sarà mai più la normalità di prima, almeno fino al momento in cui non avremo trovato questo benedetto vaccino.

Ma è proprio in questo momento, forse, che dobbiamo stringere i denti e tenere duro ancora di più. Come se fossimo una squadra del Cholo Simeone arroccata nella sua metà campo nel tentativo di contenere l’attacco avversario.

Perché magari non sarà domani, magari non sarà presto. Ma tutto questo, in ogni caso, passerà. No, forse non andrà tutto bene come ci stiamo ripetendo da tempo, per esorcizzare la paura, questo dobbiamo dirlo. Ma passerà, eccome se passerà.

E allora torneremo a preoccuparci del turnover di Gasperini che ci scombina le scelte al Fantacalcio, delle formazioni sbagliate dal nostro allenatore, degli errori del VAR e di quel rigore che non c’era, torneremo a disperarci per un gol sbagliato, ma soprattutto torneremo ad esultare per un gol segnato.

Immaginatelo un po’, quel momento. Perché ve lo ricorderete tutta la vita. Sarà il primo gol che potremo festeggiare con un abbraccio, urlando a squarciagola in uno stadio, felici di essere tornati a pensare al calcio come le due ore più belle della nostra settimana.

Non sarà facile, non sarà subito, e ci porteremo dietro le cicatrici di tutto questo per parecchio tempo. Ma, questo è garantito, come diceva Francesco De Gregori, “torneremo ancora a cantare“. Anche e soprattutto per ricordarci di quanto siamo fortunati ad essere vivi, di quanto siamo stati fortunati ad innamorarci del calcio.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro