Tornare campioni: il viaggio della Germania a Russia 2018 Tornare campioni: il viaggio della Germania a Russia 2018
“Il calcio è un gioco semplice: ventidue uomini rincorrono un pallone per novanta minuti, e alla fine la Germania vince”. La dichiarazione rilasciata da... Tornare campioni: il viaggio della Germania a Russia 2018

Il calcio è un gioco semplice: ventidue uomini rincorrono un pallone per novanta minuti, e alla fine la Germania vince”.

La dichiarazione rilasciata da Gary Lineker qualche anno fa può sembrare in parte azzardata, ma l’inglese, in realtà, non è andato troppo lontano dalla verità.

La Nazionale tedesca di calcio è una delle squadre più titolate della storia. Quattro Mondiali vinti e tre Europei, oltre ad una Confederations Cup, questo, al momento, il Palmarès invidiabile dei teutonici. Le affermazioni mondiali sono arrivate nel 1954 in Svizzera, nel 1974 nel Torneo organizzato in casa, nel 1990 in Italia e nella Competizione brasiliana di quattro anni fa. I tedeschi, inoltre, sono la Nazionale ad aver giocato il maggior numero di Finali nella storia dei Campionati del Mondo, ben otto. Oltre alle quattro vittorie ottenute, troviamo anche quattro secondi posti nel 1966, 1982, 1986 e 2002.

Questi numeri appena elencati, fanno della Germania una squadra tra le più sportivamente temute e rispettate al mondo.

Dopo aver vinto in Brasile quattro anni fa, nella Finale conto l’Argentina, decisa da un gol di Mario Gotze nei supplementari, ed essere poi stata eliminata in Semifinale dai padroni di casa della Francia nell’Europeo del 2016, la Nazionale tedesca si è qualificata in modo agevole per i Mondiali di Russia. Inserita in un Girone ampiamente alla portata, i tedeschi hanno seguito un cammino netto, ottenendo dieci vittorie in altrettanti incontri disputati contro le malcapitate Irlanda del Nord, Repubblica Ceca, Norvegia, Azerbaigian e San Marino.

L’uomo al comando della Nazionale è Joachim Low che si appresta a disputare il suo terzo Mondiale consecutivo da Commissario Tecnico. La squadra a sua disposizione è una delle più serie candidate alla vittoria finale. In caso di successo, i tedeschi eguaglierebbero il record di due vittorie consecutive che ad oggi appartiene all’Italia (1934-1938) e al Brasile (1958-1962). Inoltre, un’eventuale affermazione in terra di Russia, permetterebbe alla Germania di staccare l’Italia e raggiungere il Brasile a quota cinque mondiali vinti.

Per tentare di compiere quella che sarebbe una vera e propria impresa sportiva, Low ha convocato i seguenti 23 calciatori:

Portieri: Manuel Neuer (Bayern Monaco), Marc-André ter Stegen (Barcellona), Kevin Trapp (PSG).

Difensori: Jerome Boateng (Bayern Monaco), Matthias Ginter (Borussia Mönchengladbach), Jonas Hector (Colonia), Mats Hummels (Bayern Monaco), Joshua Kimmich (Bayern Monaco), Marvin Plattenhardt (Hertha Berlino), Antonio Rudiger (Chelsea), Niklas Sule (Bayern Monaco).

Centrocampisti: Julian Brandt (Schalke 04), Julian Draxler (PSG), Leon Goretzka (Schalke 04), Ilkay Gundogan (Manchester City), Sami Khedira (Juventus), Toni Kroos (Real Madrid), Mesut Ozil (Arsenal), Sebastian Rudy (Bayern Monaco).

Attaccanti: Mario Gomez (Stoccarda), Thomas Muller (Bayern Monaco), Marco Reus (Borussia Dortmund), Timo Werner (RB Lipsia).

Inserita nel Gruppo F insieme a Svezia, Corea del Sud e Messico, la Germania punterà naturalmente ad ottenere il primo posto nel suo Girone.

Con il recupero dall’infortunio di Manuel Neuer il posto tra i pali sarà suo. La difesa a 4 sarà composta da Mats Hummels e Jerome Boateng centrali, mentre sulle fasce agiranno Jonas Hector (appena retrocesso in Zweite Liga con il Colonia) e il fortissimo laterale del Bayern Monaco, Joshua Kimmich. In mezzo al campo giocheranno con ogni probabilità l’insostituibile Toni Kroos e lo juventino Sami Khedira. Il centravanti sarà Timo Werner, alle sue spalle si muoveranno Thomas Muller, Julian Draxler e uno tra Mesut Ozil, Marco Reus e Julian Brandt. Quest’ultimo è forse l’unico dubbio di formazione che Joachim Low si porterà dietro fino a pochi minuti prima del fischio d’inizio della gara d’esordio contro il Messico.

Guardando giocare la Germania spesso si ha la sensazione di trovarsi davanti agli occhi una squadra di club più che una Nazionale, ciò dipende dalle strette connessioni e conoscenze che i giocatori hanno tra di loro.

Leggendo i convocati del Tecnico tedesco balza immediatamente all’occhio la presenza smisurata di veri e propri campioni presenti in Rosa. Fa ancora più impressione pensare che Low ha rinunciato a giocatori del calibro di Mario Gotze e Leroy Sanè che con ogni probabilità sarebbero titolari a mani basse in quasi tutte le Nazionali presenti in Russia.

La Germania, storicamente riconosciuta come una squadra solida e pragmatica, dopo la rivoluzione post 2006 ha fondato le sue vittorie puntando su giocatori giovani, dotati di un altissimo tasso tecnico. Questa è stata l’innovazione, ottenuta grazie ad un lavoro specifico e fondamentale nei settori giovanili, che fin qui ha fatto le fortune dei teutonici e che anche nell’imminente Mondiale russo, potrebbe continuare a dare i suoi frutti vincenti.

L’obiettivo dichiarato alla vigilia dalla Nazionale tedesca è quello della vittoria finale.

Staremo a vedere se saranno ancora una volta i “Bianchi” di Germania a gioire, oppure alla fine, dopo aver rincorso un pallone per novanta minuti non ce la faranno a spuntarla, sconfessando, così, per una volta l’affermazione di Lineker.

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo

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