Le dieci scommesse che hai giocato (e perso) almeno una volta Le dieci scommesse che hai giocato (e perso) almeno una volta
Le scommesse sportive, gioia e dannazione degli amanti del calcio. Ma le possibilità offerte da questo fantastico mondo sono praticamente illimitate, e ognuno ha... Le dieci scommesse che hai giocato (e perso) almeno una volta

Le scommesse sportive, gioia e dannazione degli amanti del calcio. Ma le possibilità offerte da questo fantastico mondo sono praticamente illimitate, e ognuno ha la sua tipologia di scommessa preferita. C’è chi ama i lenzuoloni giocati a caso, e chi invece preferisce studiare meticolosamente ogni singola partita, anche quella in cui l’1 è dato a 1.09.

Abbiamo provato a mettere insieme le 10 tipologie di scommessa che, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo provato. Consapevoli del fatto che comunque tutte conducono a una sequela praticamente certa di bestemmie e ingiurie.

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1. La bolletta a casaccio

Parliamoci fuori da denti: si può studiare finché si vuole, ponderare, fare statistiche avanzate e capirne di pallone più di qualsiasi analista sportivo presente sulla faccia della terra. Questo non ci garantisce in alcun modo che la nostra bolletta risulti vincente, anzi il più spesso delle volte succede che la scommessa salti per un singolo risultato, frutto di quella che si chiama sfiga, in questo caso, ma può anche trasformarsi in culo, qualche rara volta, e permetterci di portare a casa qualche bel soldino. Sì perché è innegabile che in questo settore il fattore “caso” giochi un ruolo assolutamente di primo piano che spesso viene taciuto quando la bolletta risulta vincente e invece urlato a squarciagola in caso di fallimento.

Proprio per questo fatto può capitare che, di proposito o presi dallo sfinimento per una serie di giocate perse per un singolo errore, ci si abbandoni anima e corpo alla cosiddetta “bolletta a casaccio”, giocata senza fare alcun ragionamento solo per il gusto di buttare quei 2 euro che appesantivano il nostro portafoglio. Solitamente questo tipo di scommessa naufraga dopo circa 5 minuti dal fischio di inizio della prima partita in schedina, facendoci sentire delle merde per non aver voluto devolvere quei due euro in beneficenza.

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2. La fajolada

Partendo dal presupposto che per uno scommettitore incallito c’è sempre un numero sufficiente di partite di calcio da giocare, a costo di andare ad attingere dal campionato Qatariota, può accadere che i campionati principali non offrano un palinsesto così ampio o soddisfacente. Ecco allora materializzarsi la “fajolada” che, come si intuisce facilmente dal nome, è un pot-pourri in cui finisce dentro un po’ di tutto.

Si vanno a cercare prima gli sport con cui si ha maggior familiarità, solitamente basket tennis o pallavolo, ma si finisce immancabilmente per rimanere invischiati nello snooker o, peggio ancora, nel badminton. Col senno di poi era assolutamente meglio cedere alle lusinghe del campionato Qatariota, ma ormai la frittata è fatta…

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3. La scommessa scientifica

Ore e ore passate a studiare ogni minimo dettaglio che possa far saltare il banco: i precedenti, tutti, rigorosamente dal dopoguerra ad oggi, le probabili formazioni controllate su 50 siti diversi, affidabili quanto le dichiarazioni di Zamparini che conferma un allenatore, i momenti di forma delle squadre e chi più ne ha più ne metta.

Diciamoci la verita, se avessimo passato sui libri di scuola anche solo un decimo del tempo impiegato per queste elucubrazioni mentali probabilmente ora saremmo dei baroni nel nostro ambito. Invece ci ritroviamo puntualmente a smadonnare l’altissimo quando l’unico evento non previsto, ad esempio la scapocciata di uno che fino a quel momento era sempre stato uno stinco di santo, manda in fumo ore e ore di inutili studi.

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4. Il lenzuolone da oltre 1000 euro

Diventare ricchi giocando 3 euro su una quindicina di partite. Questo il sogno di chi, ogni maledetto fine settimana, prende i suoi soldi e li investe nel classico lenzuolone che punta su quota e bonus. In genere, il giocatore del lenzuolone non segue il giuoco del calcio, a malapena conosce i nomi di 5 squadre del campionato di Serie A. Eppure, la possibilità di vincere migliaia di euro in maniera semplice, nella testa del giocatore del lenzuolone, è talmente allettante da fargli superare ogni ostacolo.

Dalle dieci alle quindici partite, con quote intorno all’1.50/2, ma anche magari 10 partite a quota 3. Il lenzuolone è una ragione di vita, un modo di vedere il mondo e non va compreso. Va semplicemente giocato e bruciato dopo nemmeno dieci minuti della prima partita.

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5. La scommessa in live

Premesso che il delinquente vero va all’agenzia di scommesse, in mezzo al fumo, gli improperi e le scatarrate amare, al giorno d’oggi ci sono varie possibilità per scommettere anche online. Oltre a poter fare le classiche scommesse vi potrete sbizzarrire con le giocate live, ovvero in corso di svolgimento della partita. In poche parole non appena vedete che il Napoli di turno va sotto contro il Frosinone del caso potete scapicollarvi ad ipotecare casa sul pareggio o sulla vittoria del Napoli che, ovviamente, avrà una quota più allettante che in partenza.

Le scommesse live portano con sé un carico d’ansia spropositato, in quanto il tempo scorre inesorabile e si è sempre li davanti allo schermo in attesa che le barricate imbastite dalla squadra più debole crollino. La sfangata, sempre dietro l’angolo pronta ad accadere, è nemica giurata di questo tipo di scommessa.

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6. Le doppie chance

Per lo scommettitore che non se la sente di rischiare, la doppia chance è un confortevole abbraccio. Variante del lenzuolone, lo scommettitore insicuro si rifugia nella delicata sicurezza di un 1x a quota 1.10 e si sente protetto, caldo, tranquillo. In genere non ha senso giocare meno di 15 doppie chance, e ci vuole un grosso aiuto dal Padreterno per raggiungere almeno la quota 3. Siccome sono studiate, sulle doppie chance ci si investe in genere almeno un cinquantino.

Ma, attenzione, non è detto che rifugiarsi nella doppia chance sia sinonimo di successo o di vincita sicura. Anzi, perdere una scommessa per una sola doppia chance può portare lo scommettitore al tilt più assoluto, e a giocare 100 euro la settimana dopo su un risultato esatto a quota 25.

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7. Quella con tutti over o tutti under

Tipologia di scommessa fetish, per gli scommettitori delusi che non ne vogliono più sapere di scommettere sui risultati che vengono poi puntualmente smentiti dal campo. Se nemmeno la Juventus in casa contro il Frosinone offre più certezze, tanto vale buttarsi su scommesse in grado di dare soddisfazioni indipendentemente dall’esito finale. E allora, ecco che lo scommettitore si specializza in under o over.

Studia ogni partita con dovizia di particolari, si immerge nelle statistiche per scovare le squadre che segnano di più o di meno. Il venerdi è il giorno più bello della settimana per lo scommettitore amante dell’over: può giocare tutto il suo stipendio sulla serie B olandese.

8. La scommessa sui marcatori

Tra le tante cose su cui è possibile scommettere al giorno d’oggi poteva forse mancare il marcatore dell’incontro? Assolutamente no. Certo facile scommettere Ronaldo, Messi, Lewandowski, Ciccio Caputo, ‘sta gente qua.

Se vete le palle vi giocate Don Camillo Ciano.

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9. Il sistemone

Il vero scommettitore, quello che del betting ne ha fatto una professione, guarda lo scommettitore occasionale, quello che gioca una sola bolletta (a caso) come se avesse la peste, la malaria e l’ebola tutto insieme. Perchè il vero scommettitore sa che c’è un solo modo per sconfiggere i bookmakers, per fare scacco matto al caso e al destino e metterla in quel posto alla varianza. Il vero scommettitore sa che l’unico modo per fare i soldi con le scommesse è giocare IL SISTEMONE.

Per cui, armato di calcolatrice, carta e penna manco dovesse dimostrare qualche teorema matematico, l’amante del sistemone elabora il suo infernale metodo per sbancare il bookmaker. Il problema è che, tra il dire e il fare c’è di mezzo il campo, che, sistemone o no, fa quello che vuole. Occhio che a furia di giocare sistemoni finire nelle mani sbagliate è un attimo.

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10. La scommessa sicura

Posto che di sicuro in questo mondo c’è solo il nome delle squadre, e a volte nemmeno quello, c’è chi il brivido del rischio non vuole proprio correrlo, per nessuna ragione al mondo. Ecco allora che si va a caccia di quote infime, di partite dall’esito scontato che se non si mettono per il giusto verso già dopo 5 minuti ci fanno piombare nello sconforto più totale. “Ecco, lo sapevo che era un azzardo troppo grosso” l’immancabile esclamazione dopo pochi minuti di Barcellona-Eibar,  partita per cui, a partita finita, ci vorrà il pallottoliere.

Requisiti fondamentali per questo genere di scommessa: non ci sono mai più di 2 o 3 partite, proprio per minimizzare le probabilità di errore sui grandi numeri,  le quote non superano MAI l’1.20, ad essere generosi, e la quota scommessa raramente supera i 5 euro. Va bè ma che gusto c’è direte voi? Bè, le goleador hanno il loro sporco fascino.