Timo Werner, il giocatore più odiato di Germania Timo Werner, il giocatore più odiato di Germania
Nelle ultime 5 partite giocate con la maglia della Nazionale tedesca, Timo Werner ha messo a segno sei gol, aggiungendoci anche due assist per... Timo Werner, il giocatore più odiato di Germania

Nelle ultime 5 partite giocate con la maglia della Nazionale tedesca, Timo Werner ha messo a segno sei gol, aggiungendoci anche due assist per i compagni.

A 21 anni, è uno degli attaccanti più promettenti della nuova generazione, e la Germania potrebbe aver trovato il suo nuovo centravanti, per i prossimi dieci anni almeno: quello che mancava a una squadra che è semplicemente perfetta.

Ma c’è un problema.

Ovunque vada, qualunque cosa faccia, quando indossa la maglia della Nazionale, Timo Werner viene travolto dai fischi.




Fischi che arrivano dagli stessi tifosi che dovrebbero gioire per i suoi gol, fischi che arrivano dai suoi connazionali, fischi che arrivano da altri tedeschi, fischi che arrivano anche quando Timo, come appunto è successo molto spesso in questi ultimi mesi, manda il pallone in rete.

Si potrebbe tranquillamente affermare che Timo Werner è il giocatore più odiato di Germania: e, a ben pensarci, la colpa non è neppure la sua.

La colpa di Timo Werner è quella di indossare la maglia dell’RB (RasenBallsport, ufficialmente, Red Bull per tutti) Lipsia, la maglia della squadra che in Germania, e nel resto d’Europa fa storcere il naso a parecchia gente. Soprattutto a quelli affezionati a una certa idea di calcio.

Il Lipsia, che pure è riuscito a guadagnarsi lo scorso anno una storica qualificazione in Champions League, è stato accolto in Bundesliga dall’odio e dal disprezzo di tutti i tifosi delle altre squadre: la squadra viene vista come una pura operazione commerciale, il simbolo di un calcio che è ormai lontano da quello giocato per passione e, appunto, per fare contenti i tifosi.

In tutti i campi, il Lipsia viene fischiato, contestato, insultato.

E Timo Werner, che lo scorso anno ha segnato 21 gol in Bundesliga con quella contestatissima maglia, è diventato un po’ il simbolo di quella squadra, portandosi dietro anche in Nazionale la cattiva reputazione del suo club.

Tutto, ufficialmente, è cominciato quasi un anno fa: nel match contro lo Schalke, Werner si è guadagnato – piuttosto furbescamente – un calcio di rigore con quella che è sembrata da subito una simulazione bella e buona.

Da quel giorno, i fischi sono stati inevitabili, per lui, accompagnati spesso da parole difficilmente ripetibili.

E, quando Timo ha cominciato a giocare (e segnare) anche con la Nazionale, i fischi lo hanno seguito anche lontano dalla Bundesliga.

Lui, che giocava in una squadra legata alla tradizione come lo Stoccarda, diventato simbolo della nuova squadra devota al dio denaro: un tradimento ritenuto inaccettabile dai tifosi tedeschi.

Timo Werner ha più volte ripetuto di non dare troppo peso ai fischi, di essersi abituato al trattamento che riceve ogni sabato o domenica con i suoi compagni del Lipsia, e di sperare ancora di riuscire a convincere, a suon di gol, anche i suoi detrattori più ostinati.

D’altronde, il povero Timo può consolarsi: anche Mario Gomez, che pure aveva ancor meno colpe di lui – tranne quella di mangiarsi qualche gol di troppo – per parecchi anni è stato fischiato e contestato da gran parte del pubblico tedesco.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro