I tifosi da Mondiale I tifosi da Mondiale
Iniziano oggi i Mondiali e, come ogni grande manifestazione che si rispetti, siamo tutti pronti a piazzarci davanti al televisore per seguire con trepidazione... I tifosi da Mondiale

Iniziano oggi i Mondiali e, come ogni grande manifestazione che si rispetti, siamo tutti pronti a piazzarci davanti al televisore per seguire con trepidazione le gesta dei nostri beniamini. Ognuno di noi però vivrà questa rassegna iridata a modo suo. Abbiamo cercato di mettervi in guardia da alcune tipologie di tifosi che potreste incrociare sul vostro cammino nel prossimo mese. O, magari, qualcuno di questi siete proprio voi.

L’occasionale

Generalmente, sta al calcio come Malgioglio in mezzo ad un festino di Playboy. Durante il Mondiale, scopre il suo lato di tifoso e segue con grande entusiasmo e passione il cammino degli Azzurri. Ammira la grande competenza e professionalità dei telecronisti e delle spalle tecniche della RAI, resta a bocca aperta davanti ai lanci millimetrici di Bonucci dalla difesa, elogia il comportamento impeccabile e la tenuta mentale di SuperMario Balotelli. Generalmente, al primo gol subito chiede perchè non stia giocando Cannavaro, per quale motivo Prandelli abbia convocato Immobile e tenuto a casa Bobo Vieri, e chiede conferma al vicino di posto se siamo quelli bianchi o quelli azzurri.

La fidanzata

Il 12 giugno promette fedeltà eterna al suo ragazzo, si fa spiegare per delle ore la regola del fuorigioco, condivide su Facebook speranzose frasi di buon augurio per la partita della Nazionale. Dopo 15′ di inverecondo possesso palla, lanci in tribuna e ingiurie al mondo di Balotelli, tira fuori il telefono per controllare qualche messaggio. Dopo 30′, mentre Abate sta mandando in orbita l’ennesimo cross sbagliato della sua partita, scrive scocciata all’amica. All’intervallo, mentre in Brasile si raccolgono i palloni scagliati da Bonucci nella foresta amazzonica, chiede se la partita sia finita. Alla risposta negativa e scazzata del fidanzato, telefona all’idraulico, abbandona la postazione tv con una futile scusa (nel totale disinteresse del maschio) e va a farsi montare fino a fine partita e probabilmente fino a fine Mondiali.

Il talent scout (detto anche il “Claudio Onofri”)

Per questo individuo, i Mondiali non sono altro che un’occasione per confermare e mostrare al mondo le sue certezze e le sue grandi conoscenze in tema di pallone. Salta in piedi sul divano per la diagonale difensiva di Hashem Beykzadeh, ricordandosi di quella volta che lo ha visto in streaming con la maglia dell’Esteghlal. Inonda il whatsapp degli amici di “Ragazzi, non potete capire quanto è forte Kim Shin-Wook, l’allenatore non lo vede, ma se gioca non fa meno di 5 gol”. Il pomeriggio studia i filmati dell’under 14 honduregna per rispolverare quella partita memorabile di Marvin Chavez, giusto prima del passaggio ai Colorado Rapids. Solitamente, un buon 95% dei suoi protetti si rivelerà una sega di proporzioni bibliche, ma quel 5% di giocatori che supereranno la soglia di decenza ve lo farà pesare vita natural durante.

L’esagitato

Segue la partita come fosse una battaglia. Ingurgita birre come non ci fosse un domani, si mangia nervoso le mani. Dimentica le regole del vivere civile, sdogana la bestemmia in tutti i luoghi e in tutti i laghi, scaglia oggetti di varie dimensioni e forme al televisore ad ogni passaggio sbagliato da De Rossi. Se per caso la sua squadra sbaglia un gol che sembrava fatto, rischia l’infarto. L’arbitro è il nemico pubblico numero uno, la rovina del genere umano, l’unico responsabile della crisi che attanaglia questo sporco e lurido mondo infame. In genere, questo personaggio non capisce un cazzo di pallone, ignora del tutto le regole del giuoco nonchè l’identità dei personaggi in campo e si comporta in questo modo solamente per sfogare la rabbia accumulata nel corso della sua vile esistenza.

L’alternativo

Questo personaggio schifa il calcio, i Mondiali, lo sport in genere e probabilmente schifa anche l’esistenza e l’umanità intera. Cambia canale inorridito ogni volta che vede un pallone rotolare, ferma sul nascere i discorsi della gente per strada che gli chiedono se Prandelli deve scegliere il 4-4-2 o il 3-5-2, seleziona un attento calendario di mostre, esibizioni, eventi culturali con il quale soppiantare quella volgare manifestazione di trivialità che è il calcio. Non trovando nessuno che asseconderà le sue devianze, finirà suo malgrado a vedere la partita con gli amici, ritrovandosi a riflettere su quanto il calcio rifletta l’apollineo e il dionisiaco, di quanto il primo impressionismo francese abbia influenzato la nascita del trappolone del fuorigioco e di quale misteriosa legge dell’universo abbia spinto il nostro commissario tecnico a schierare Thiago Motta dal primo minuto.

Il delinquente

Il pallone è un’altra cosa, e noi lo sappiamo. Mentre Fabio Caressa esalta pomposamente l’elastico di Neymar, il delinquente strombazza entusiasta alle pedate di Nigel De Jong. Mentre la fidanzata ammira estasiata il fisico di SuperMario Balotelli, il delinquente guarda con gli occhi dell’amore il fisico tozzo e ruvido di Diego Perez. Mentre l’amico scout ricorda i tempi belli di quando Jose’ Miguel Cubero era il padrone delle giovanili del Costa Rica, il delinquente ricorda con nostalgia la parentesi palermitana di Arevalo Rios. Mentre tutto il resto del mondo esulta per un goal, il delinquente si esalta per i palloni che da Rio finiscono a Copacabana, per 12 cartellini gialli in una partita e per gli interventi scomposti a palla lontana. E forse, sotto sotto, il delinquente è quello che si diverte più di tutti.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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