Se è vero che nella vita ci sono pochissime cose certe, figuratevi nel calcio, dove tutto cambia e si evolve alla velocità della luce....

Se è vero che nella vita ci sono pochissime cose certe, figuratevi nel calcio, dove tutto cambia e si evolve alla velocità della luce.

Eppure, negli ultimi anni, una costante a livello calcistico sembra esserci: un giocatore, praticamente sconosciuto a chiunque non sia tifoso della squadra di provenienza, sbarca ad Udine e diventerà in brevissimo tempo un gioiello conteso sul mercato dai top club europei.

Gli esempi, negli ultimi anni, sono davvero tanti per pensare che sia frutto di pura e semplice casualità: pensate ad Handanovic, acquistato nell’ormai lontano 2004 dal Domzale e ora considerato tra i più forti portieri al mondo, oppure a Medhi Benatia, pescato dalla Ligue 2 francese.

Non vi bastano? Potremmo continuare con gli esempi di Cuadrado, Muriel o Alexis Sanchez, tutti giocatori arrivati al Friuli con un grossissimo punto interrogativo appiccicato addosso e finiti per diventare calciatori di livello mondiale.

Nella passata stagione il ruolo di “gioiellini” scovati dal nulla dalla famiglia Pozzo sembrava potesse appartenere a Fofanà e Jankto, autori di una stagione sorprendente che li ha posizionati sui radar degli scout di mezza Europa, senza che nessuno, alla fine, se la sia sentita di rischiare.

Quest’anno il giocatore da osservare sembra invece un altro, che in comune con Jankto ha la nazionalità e la squadra di provenienza: stiamo parlando di Antonin Barak, il centrocampista della Repubblica Ceca acquistato dallo Slavia Praga.

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Il suo acquisto, in realtà, risale alla scorsa stagione quando l’Udinese comunica, senza suscitare alcun clamore, di essersi assicurata le prestazioni di tale Antonin Barak e di lasciarlo impresto allo Slavia Praga, fino al termine della stagione. Barak vincerà il campionato ceco, segnando 8 reti, e garantendosi la chiamata della Nazionale maggiore.

In pochi parlano di lui durante le classiche analisi delle formazioni che si fanno sotto l’ombrellone in estate: gli unici che cercano di capire chi sia Antonin Barak sono quelli che lo hanno preso per ultimo, come scommessa, al fantacalcio. Per tutti è un oggetto semi misterioso o poco più.

La stagione dell’Udinese, nella prima parte, vive di pochi alti e molti bassi con Luigi Delneri che fatica enormemente a trovare la quadratura del cerchio, senza peraltro riuscirci.

Dopo le prime due giornate in cui Barak non viene schierato da titolare, dalla terza in poi il centrocampista ceco parte nell’undici titolare e non esce più. Delneri continua ad andare a singhiozzo, tant’è che alla tredicesima giornata viene sollevato dall’incarico, sostituito da Massimo Oddio, mentre Antonin Barak cresce partita dopo partita.

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La sua presenza, là in mezzo al campo, si nota eccome e non solo per il fatto che si porti a spasso 190 centimetri e 85 chilogrammi di peso. Barak, in poco tempo, dimostra di essere un ottimo centrocampista moderno, con buonissimi piedi, notevole capacità di inserimento e naturale propensione al gol. La prima rete arriva in Ottobre nella partita contro il Sassuolo e consente all’Udinese di portare a casa l’intera posta.

A questa ne seguiranno altre 3, l’ultima delle quali arrivata a San Siro sabato scorso contro l’Inter. Se nella prima parte di stagione le attenzioni erano rivolte principalmente a Jakub Jankto, per vedere se fosse in grado di ripetere quanto di buono fatto vedere nella passata stagione, da un certo punto in poi il focus si è spostato sull’altro gioiellino ceco.

Anche in Nazionale l’impatto di Barak è stato devastante: gol all’esordio, contro la Danimarca, e 3 reti nelle prime tre partite disputate. Ad oggi il suo score dice 5 realizzazioni in 7 presenze totali, mica male per uno che gioca in mezzo al campo.

Il percorso di Antonin Barak è solamente all’inizio, gli interrogativi sono ancora tantissimi così come i margini di crescita: quello che invece sembra sempre più probabile è il fatto che per trovare il nuovo gioiello di casa Pozzo non ci si debba allontanare molto da questo indirizzo.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo