TDW: la terza giornata di serie A TDW: la terza giornata di serie A
Dopo due turni, la serie A inizia a farsi avvincente: i primi big match, le squadre che iniziano a prendere confidenza, i primi eroi... TDW: la terza giornata di serie A

Dopo due turni, la serie A inizia a farsi avvincente: i primi big match, le squadre che iniziano a prendere confidenza, i primi eroi che iniziano ad andare in diffida. Andiamo a scoprire partita per partita cosa ci aspetta e chi potrà regalarci emozioni, possibilmente violente, durante il weekend prossimo venturo.

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Cesena-Empoli

Diciamolo immediatamente: se avete delle commissioni da sbrigare, delle fidanzate da vedere, dei bambini da portare al parco, sabato alle ore 18 è la vostra grande occasione. L’Empoli è reduce da due brutte sconfitte, e piuttosto che provare a fare bottino pieno fuori casa, potrebbe provare a barricarsi all’indietro per portare a casa il primo punticino stagionale. Pierpaolo Bisoli è già in largo anticipo sul ruolino di marcia che prevedeva 38 pareggi, ha 3 punti dopo 2 giornate e il calcolo è presto fatto: 3+1=4.

Insomma, l’ipotesi più accreditata per questo fantasmagorico incontro del sabato pomeriggio è che le due formazioni, subito dopo il calcio d’inizio, lascino il pallone lì in mezzo al campo e aspettino, pacatamente, il triplice fischio finale. Se per caso invece decidessero di giocare, occhio ad improbabili incroci Hysaj-Cascione, che circolano in zone diverse del campo, ma che se si dovessero trovare vicini potrebbero fare scintille.

Milan-Juventus

Mille incroci e mille sfide in questo superclassico dal sapore antico, che impregna passato presente e futuro con tante storie da raccontare. Su tutte quelle della panchina, con due che non si possono proprio vedere, tra l’altro: il primo big match di Pippo Inzaghi sulla panchina rossonera, il ritorno di Max Allegri in un San Siro che l’anno scorso rischiò più volte di lasciare in orizzontale. Allegri che, ripensandoci a distanza di anni, ha detto che poi il pallone di Muntari quella volta non è che fosse proprio dentro dentro. In campo, invece, tanti protagonisti pronti a scaldarci.

A partire da un Lichtsteiner in grande forma nelle ultime apparizioni: la revisione al motorino che si porta dietro ha dato i suoi frutti, anche in considerazione del fatto che devono accidentalmente avergli alzato la levetta dell’irascibilità. Inzaghi, dopo il rocambolesco 4-5 di Parma, conferma il suo tridente senza punte: come abbia fatto a segnare 5 reti con Menez-Honda-Bonaventura davanti  è un mistero nel quale non intendiamo addentrarci. Amici tifosi bianconeri, perdonateci una cosa: se Tevez dovesse riproporre l’esultanza di Champions, preferiremmo restasse a secco.

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Chievo-Parma

Per le vie di Verona forze dell’ordine e Protezione Civile hanno ancora qualche problema a tenere a bada gli scalmanati tifosi clivensi che si sono riversati in strada dopo il successo -anzi, la sfangata- dei gialloblu a Napoli. Se e soltanto se i tutori dell’ordine dovessero riuscire a riportare la calma nella città di Romeo e Giulietta, scenderanno in campo due squadre pronte a dare spettacolo: Cesar e Dainelli sono alla ricerca della centocinquantanovesima partita consecutiva in cui almeno uno dei due si vede sventolare il cartellino giallo sotto il naso come segno di buon auspicio.

Nel Parma, dubbio Mirante: il portiere dei ducali è ancora al Tardini a cercare di capire dove diavolo si sia infilato Menez. Occhio a possibili collisioni Radovanovic-Acquah, potrebbero nascere astri e corpi celesti. Se poi volete dedicare la vostra attenzione a lasagne e polpettone, onestamente non ce la sentiremmo di biasimarvi troppo.

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Genoa-Lazio

Solo una parola, anzi due: Madonna mia. Domenica pomeriggio, dalle ore 15, tenete lontani bambini, donne e anziani dal Ferraris di Genova. Abbiamo visto guerre mondiali scoppiare per molto meno. Ci perdoni la buonanima dell’arciduca Francesco Ferdinando perito per mano di Gavrilo Princip, ci perdonino gli amici dell’ISIS, ma poche cose potrebbero scatenare una guerra mondiale come un calcio d’angolo in un’area affollata da Burdisso, Pinilla, Gentiletti, De Vrij, Biglia e via dicendo.

Forse solo la squalifica di Facundo Roncaglia risparmierà all’umanità l’onere di un terzo conflitto mondiale. Per cui: caschetto in testa, mazza ferrata in mano e domenica Genoa-Lazio è la nostra partita del cuore. In più, attenzione alle interviste post-partita e alla possibile, nonchè probabile, baruffa Lotito-Preziosi.

Roma-Cagliari

Siete avvisati: noi abbiamo venduto ogni nostro avere per metterlo sull’over 2.5 di questa partita, per cui, se dovesse finire con meno di 3 gol, non avrete più notizie di noi, se non in cronaca nera. In ogni caso, tanti sono gli spunti di interesse per questa partita anche per coloro i quali il demone del giuoco d’azzardo l’hanno allontanato dalla propria vita. Il padrone del centrocampo, e a breve ottavo re di Roma, Radja Nainngolan, affronta i suoi ex compagni del Cagliari.

Solo a pensare ai poveri Ceppitelli e Rossettini in balia delle accelerazioni di Gervinho e Ljajic ci viene la tentazione di alzare la cornetta, chiamare il Telefono Azzurro, abbracciare i due centrali del Cagliari e, carezzandogli la testa, digli che andrà tutto bene e che fra poco passerà tutto. Non appena arriverà Giovanni Galeone al posto di Zeman, si intende. Molto atteso anche Daniele Conti, che contro la Roma fa sempre qualcosa per farsi amare. La sua presenza, è però in dubbio, dopo che in settimana ha preso un giallo al semaforo andando così in diffida.

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Sassuolo-Sampdoria

Il Sassuolo, passato dall’euforia della settimana scorsa per le gesta in azzurro e azzurrino di Zaza e Berardi alle Madonne ossessivo-compulsive dovute alle oramai classiche sette pappine prese dall’Inter e dall’ancor più classica gomitata di Berardi, è bramoso di riscatto. Di fronte si troverà però una Sampdoria in gran forma, dopo il 2-0 al Torino nel sonnacchioso lunch match di domenica scorsa. Di Francesco si ricorda che avere Vrsaljko in campo è sempre cosa buona e giusta e quindi rilancia il terzino tra gli 11 titolari. Noi speriamo che il croato abbia qualcosa in serbo per noi. (Scusate, questa era davvero triste)

Silvestre e Gastaldello continueranno a fare collezione di altrui arti, mentre in attacco purtroppo ancora non si dovrebbe vedere Bergessio, un po’ in ombra in questo avvio di campionato. Per la gioia di Tavecchio e del suo fruttivendolo, confermatissimo Okaka lì davanti.

Colantuono
Atalanta-Fiorentina

La novità delle partite delle ore 18 della domenica è una gioia per noi disadattati che al pallone proprio non sappiamo dire di no. E Atalanta-Fiorentina è un buon motivo per dire di no a qualsiasi proposta per sfangare la domenica pomeriggio, indi per cui guarderemo ovviamente anche questa. Gli orobici (qualcuno ci spiega cosa vuol dire orobici?) sono reduci dalla vittoria di Cagliari, anche se onestamente, con Zeman e quella difesa, “reduci dalla vittoria di Cagliari” è una frase che potrebbe ricorrere spesso nelle nostre preview.

Colantuono schiererà il suo classico sporchissimo 4-4-1-1, che tradotto significa più o meno “Voi 9 là dietro vi arrabattate come meglio potete, fate arrivare la palla a Maxi e Denis che poi se Iddio vuole in qualche modo la buttano dentro”. Noi, delinquenzialmente, approviamo. La Fiorentina aspetta ancora che si sblocchi Mario Gomez, e purtroppo dovrebbe lasciare in panchina grossa parte dei nomi che ci emozionano o ci potrebbero emozionare: Richards, Basanta, Badelj, Kurtic. Maledizione. Cuadrado se la dovrà vedere con Dramè, e speriamo che se la dovrà vedere male.

Udinese-Napoli

Entrambe le squadre vengono da una sconfitta ma gli stati d’animo sono opposti. Benitez rischia già di esser fatto cappone in caso di sconfitta, mentre Stramaccioni è alla ricerca di uno scalpo illustre da donare al patron Pozzo. Koulibaly ci sembra una sciagura ambulante e con i guizzanti Di Natale e Muriel (che anche se non dovesse partire dall’inizio subentrerà) potrebbe allegramente scapocciare regalandoci momenti di gioia e ilarità.

La mediana bianconera con Allan e Badu arretrati e Kone più avanzato garantisce quantità e qualità, oltre che calcioni in abbondanza. Insigne, che a Napoli è fischiato pure dalla madre, può trovare la serenità lontano dal San Paolo e mettere in ambasce la spigolosa difesa di casa. Se volete sapere il significato dell’espressione “mettere in ambasce”, non chiedete a noi. Il pipita Higuain, a cui ogni notte appare Bardi in sogno con la madonnina appollaiata sulla spalla, cercherà di scacciare gli incubi tornando ad insaccarla.

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Palermo-Inter

Appena terminati di rimbombare nelle orecchie i sacramenti lanciati da Iachini durante Verona- Palermo che il fato gioca un altro brutto scherzo. Al Barbera Arriva un’Inter ringalluzzita dai 7 fischioni rifilati al Sassuolo e in cerca di conferme dopo la vittoria in una partita tesa in Ucraina. Torna Vidic dopo l’esordio col botto nel nostro campionato, espulsione per protesta alla prima apparizione sul suolo italico, ed è confermato Medel in mezzo al campo.

Tanto dovrebbe bastare per garantire un certo interesse. Iachini, con una discreta dose di pepe al culo avendo come presidente Zamparini, potrebbe andare di barricate sperando che i 2 argentini davanti gliela sfanghino in qualche maniera. Anzi, sarebbe il piano partita più logico da seguire se possiamo permetterci un consiglio…

lucatoni
Torino-Verona

Rivelazioni nella passata stagione sono attese ad una riconferma in questo campionato. Avendo visto Immobile ed Iturbe segnare in Champions i tifosi saranno in preda ad uno sconforto supremo soprattutto vedendo chi li ha rimpiazzati. Amauri, che nel precampionato aveva abbondantemente scollinato la quintalata, è in cerca di una propria identità mente Mandorlini sta ancora studiando l’ultima variante dello schema “Palla lunga a Toni e speriamo in Dio”.

In difesa da una parte la coppia Bovo-Glik dall’altra Moras-Marquez dovrebbero garantire elevati livelli di testosterone in area. A centrocampo incroceranno i propri destini, oltre che tibie, peroni e malleoli, il macrocefalo Halfredson ed il sempreverde Nocerino. Le premesse per assistere ad una bella contesa ci sono tutte, vedremo se il campo manterrà fede alle nostre attese. Ad arricchire la partita ci pensa Giampiero Ventura che, ieri, con un colpo di teatro, ha abbandonato la conferenza stampa quando gli hanno chiesto della sterilità offensiva del suo Toro. In effetti, l’ultimo gol i granata l’hanno segnato quando c’era ancora la lira, ma non ditelo al Mister che se no si arrabbia.