I 10 calciatori tatuati che non passano inosservati I 10 calciatori tatuati che non passano inosservati
I calciatori hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con i tatuaggi. Vuoi perchè spesso hanno storie particolari, vuoi perchè la vita ha lasciato i... I 10 calciatori tatuati che non passano inosservati

I calciatori hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con i tatuaggi.

Vuoi perchè spesso hanno storie particolari, vuoi perchè la vita ha lasciato i segni, vuoi perchè è oramai diventata una moda alla quale i grandi giocatori non hanno voluto rimanere indifferenti.

E, di colpo, il mondo del calcio si è riempito di calciatori tatuati in ogni singola parte del loro corpo.

Ci sono tatuaggi che raccontano storie, tatuaggi dedicati ad eventi particolarmente dolorosi, tatuaggi che ricordano un momento o un giorno particolare.




Poi ci sono tatuaggi dedicati ad amici, mogli, figli, parenti, fidanzate, animali domestici. Oppure quelli dedicati agli idoli dell’infanzia, le frasi ad effetto, quelli dal significato indecifrabile. Insomma, c’è un po’ di tutto, e in alcuni casi il tutto finisce in un mix letale, e possiamo tranquillamente assistere ad accozzaglie di colori, forme, immagini, fumetti, una collezione degna dei peggiori inquilini del braccio della morte di un penitenziario.

Abbiamo cercato di mettere ordine in questo bailamme e di presentarvi i tatuaggi più belli dei calciatori, almeno secondo noi.

Ecco dunque la classifica dei 10 tatuaggi più belli del mondo del calcio.

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10. Zlatan Ibrahimovic

Lo svedese fece parlare di sè parecchio quando, tempo fa, dopo l’ennesimo gol realizzato si tolse la maglia e mostrò un numero impressionante di tatuaggi sul corpo. Erano una trovata per promuovere una campagna contro la fame nel mondo, erano temporanei e portavano il nome di bambini morti a causa della malnutrizione. Ma Ibra ha anche diversi tatuaggi veri sul suo corpo, come ogni ragazzo cresciuto nel ghetto che si rispetti. Quello più bello? Quello che campeggia sul costato: “Only God can judge me”, solo Dio può giudicarmi. Considerato quello che pensa Zlatan sulla divinità, non è da escludere del tutto che questo giudizio possa manifestarsi davanti allo specchio.

9. Djibril Cissè

L’istrionico attaccante, intravisto anche da queste latitudini con la casacca della Lazio, si stima possa avere più di 40 tatuaggi in tutto il corpo. La parte alta è quasi completamente occupata, e tra quelli che ci incuriosiscono maggiormente ci sono senza dubbio le macchie di leopardo nella parte sinistra. Pare che queste siano esattamente uguali al numero di goal realizzati dall’attaccante in carriera. Sulla schiena troviamo due grosse ali con il nome dei figli, qualcuno ha collegato questo tatuaggio alla fede religiosa legata all’Islam del calciatore. Oltre a questi campeggiano in bella vista composizioni tribali e decorazioni floreali perché il buon Djibril non si fa mancare proprio nulla.

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8. Carlos Tevez

L’Apache è una new entry in classifica, ma l’ingresso lo ha fatto con il botto. L’attaccante argentino della Juventus si è recentemente fatto tatuare sulla schiena una scena dell’Inferno, infatti.

Ed è davvero tutto molto crudo e realistico, tra fiamme, dannati, demoni, sembra davvero una scena degna del capolavoro di Dante. L’ultimo capolavoro va ad unirsi con i tatuaggi che Tevez già aveva sul braccio destro, dove campeggiano un numero 32 (quello che aveva prima di arrivare alla Juventus) e il volto di una donna, e quello dello zio Segundo, quello che lo ha cresciuto in assenza del suo padre naturale.

Carlitos tutto cuore.

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7. Radja Nainggolan

Il centrocampista belga della Roma, di origini indonesiane da parte paterna,  è un altro che pare un libro stampato. Tantissime scritte campeggiano sul suo corpo a partire dalla vistosa One life One wish che domina il petto. La schiena è dedicata al ricordo della madre scomparsa, sotto la scritta Rest in peace si vede una figura alata che rappresenta la madre Lizy. Sul dorso delle mani troviamo rappresentate delle coppie di dadi, in una la scritta è Hate to Lose mentre nell’altra si legge la frase opposta, Love to win.




Sulle gambe si vedono un microfono del tipo anni ’50  con un paio di cuffie, un cappellino rosso con le iniziali del suo nome ed il suo numero di maglia, il 4. E’ presente inoltre un veliero e la scritta Fighter, a dimostrazione della sua indole da combattente nato. Anche gli animali non mancano, una carpa stile giapponese ed un leone raffigurato a bocca aperta nel momento del ruggito. Ai tempi del cagliari il giocatore legò molto con l’amico Pinilla (a proposito, l’ultimo tatuaggio di Pinigol è la traversa presa al Mondiale contro il Brasile…) tanto da farsi tatuare sul polpaccio due carte da gioco con il suo numero di maglia e quello di Mauricio.

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6. Martin Skrtel

Quando giocavano insieme il difensore slovacco del Liverpool e Daniel Agger, davano vita alla coppia di centrali più tatuati della storia del calcio.  Sul costato di Skrtel si staglia, imponente, un “Veni, Vidi, Vici” a caratteri cubitali. Entrambe le braccia coperte da diversi colori, e poi, un angelo enorme dietro la schiena. Il significato? E’ spiegato più sotto, con la dedica ai suoi angeli (incastonata da un cuoricino colorato che appare poco consono per la personalità dello slovacco), la moglie Barbara e il figlio Matteo. Curiosità: Skrtel ha anche provato l’ebbrezza di fare il tatuare per un giorno, quando, in occasione di un evento benefico in memoria dei 96 caduti di Hillsborough, tatuò un tifoso del Liverpool in prima persona.

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5. Francelino Matuzalem

Difficile capirci qualcosa nei tatuaggi di Francelino ma, detto in tutta franchezza, non ce la sentivamo proprio di lasciarlo fuori da questa speciale classifica. Sul collo originariamente era presente quello che doveva essere un pallone infuocato, salvo poi esser stato corretto in qualcosa di non ben definibile. Sul petto la scritta in corsivo This is my life con l’immagine di una croce con le ali ed i volti delle persone importanti nella sua vita. Ci sono anche due orme di piedini con in mezzo una data, che dovrebbe celebrare la nascita dell’ultimo figlio avuto dalla moglie Federica, il cui nome compare nella parte bassa a sinistra dell’addome. Sulle braccia siamo ancora in camera di consiglio, vi faremo sapere se e quando avremo novità.

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4. Ezequiel Lavezzi

Il Pocho è un grandissimo appassionato di tatuaggi, e la sua passione la si legge sulla pelle. Non tutti sono riusciti bene, a dire la verità: sulla schiena ha una sorta di Giano Bifronte quasi irriconoscibile. Altri testimoniano (come spesso accade in verità con i calciatori argentini) il legame con la religione e la spiritualità: è il caso del Rosario tatuato sul fianco e del Gesù Cristo enorme che campeggia all’altezza del cuore, luogo inequivocabile. Poi, a proposito di Dio, un Maradona che palleggia con la testa. Ma quello più bello di tutti, quello che ci fa volare, il più tamarro, è quella pistola che gli spunta dal pantaloncino all’altezza del fianco destro…

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3. Josè Holebas

Per me i tatuaggi hanno un significato speciale e corrispondono a un momento preciso della mia vita. Non intendo i tatuaggi come una semplice decorazione del corpo

Braccia, petto, schiena, in pratica tutta la parte alta del corpo di Jose Holebas è un’opera d’arte. Sul petto si legge chiaramente la scritta Trust Nobody con una chiave a forma di teschio nel mezzo, che sarebbe il ciondolo di una catena tatuata sotto al collo. Sul braccio sinistro si distingue una figura di donna col capo chino e più in alto, in corrispondenza della spalla, due mani congiunte in preghiera da cui pende una croce.




Sulla schiena la parte più bella: in altro il suo nome JOSE scritto a caratteri cubitali, mentre sotto è raffigurato un paesaggio con la figura di un uomo, all’imbocco di un sentiero che conduce al castello di Aschaffenburg, sua città natale in Germania.

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2. Raul Meireles

Il centrocampista portoghese è un altro di quei giocatori in cui si fatica a trovare un centimetro di pelle non coperta da inchiostro. Sulla schiena si staglia un fierissimo drago colorato mentre sulle braccia troviamo, tra gli altri, il ritratto della moglie, Ivone, e della sua unica figlia, Lara. Non si salvano nemmeno le gambe, fatte oggetto di ritratti, schizzi e tribali. Insomma, mettere ordine nei tatuaggi del buon Raul Meireles (che aggiunge alla passione per i tatuaggi una bella faccia da cattivo ragazzo) non è per nulla facile.

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1. Daniel Agger

Il corpo dell’ex difensore del Liverpool sembra una tela dipinta in ogni sua parte. Sulla braccia troviamo tatuaggi colorati con la bandiera danese a fare capolino sulla spalla sinistra. Sulla schiena il vero capolavoro: un paesaggio apocalittico popolato da vichinghi che vegliano su alcune lapidi. In alto, appena sotto al collo, il titolo dell’opera: Mors Certa, Hora Incerta. Anche le mani non vengono risparmiate dall’inchiostro, sulle nocche infatti sono incise le iniziali del celebre inno dei Reds YNWA che lo hanno reso un vero e proprio idolo tra i seguaci della Kop. Scegliere il più bello tra questi è impresa ardua, noi li ammiriamo e apprezziamo in blocco.

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