Tanti auguri, Fabio. Tanti auguri, Fabio.
E’ il momento più importante della tua vita. Non vuoi pensarci. Non puoi pensarci. Non devi pensarci. E un attimo, un istante. Ma dura... Tanti auguri, Fabio.

E’ il momento più importante della tua vita. Non vuoi pensarci. Non puoi pensarci. Non devi pensarci. E un attimo, un istante. Ma dura una vita intera. Tutto sta per cambiare.

Per niente al mondo devi pensarci, è l’ultima cosa che devi fare. Devi solamente chiudere gli occhi per un istante, riaprirli, e percorrere quella cinquantina di metri scarsi che dal centrocampo conducono al dischetto del rigore.

Non vuoi pensarci. Non puoi pensarci. Non devi pensarci. A quello che sta per succedere, a quello che è già successo. Raccogli il pallone da terra. Lo controlli, lo guardi. Non ricordavi pesasse così tanto. Devono averti ingannato, ti hanno messo in mano un pallone nuovo, che pesa quanto il piombo. Ti domandi dove troverai la forza di calciarlo senza romperti il piede.

Ti fai coraggio. Non vuoi pensarci. Non puoi pensarci. Non devi pensarci. A chi c’è undici metri più avanti. A chi c’è dietro quella porta. A chi c’è davanti al televisore, a casa, nei bar, alla radio, nei posti più importanti del mondo. A quello che quel rigore porta con sè. A cosa significa quel rigore. Per te, per i tuoi compagni, per il tuo Paese, per il Mondo. Si, per la storia.

Guardi dritto davanti a te. Lo sguardo perso nel vuoto. Solo così puoi salvarti, solo così puoi non impazzire. Solo così puoi trovare la forza. Solo così puoi rimanere dritto sulle tue gambe. Solo così puoi evitare di rimanere schiacciato dal peso della storia. Metti il pallone sul dischetto e ti volti per tornare indietro. Incroci gli sguardi dei tuoi compagni di squadra abbracciati nel cerchio di centrocampo. Sono aggrappati a te. La loro sorte, il loro futuro, dipende da te. Il tuo sinistro, di lì a poco, deciderà del loro destino. Deciderà se loro, con te, passeranno alla storia, se diventeranno eroi. Se rimarranno impressi nella memoria collettiva per sempre. Oppure se sarete solamente un ricordo da dimenticare nel più breve tempo possibile.

E’ ora. Non te ne sei accorto, l’arbitro ha fischiato. Devi partire. Parti. Non puoi, non vuoi, non devi, non puoi, non vuoi, non devi non devi non devi non devi non devi pensarci. Vai. Più forte possibile. Più alto possibile. Più angolato possibile. Con te, in milioni chiudono gli occhi. Io, ho fatto così. Io l’ho visto il giorno dopo quel rigore. Non volevo pensarci. Non dovevo pensarci. Non potevo pensarci.

L’ho sentito, quel rigore. L’ho sentito, il boato. Chissà dove l’hai messa, Fabio, chissà dove l’hai piazzata. Quando ho riaperto gli occhi, Fabio, ero abbracciato a uno sconosciuto. A terra. Nel posto più felice del pianeta. Quando ho riaperto gli occhi, Fabio, ero Campione del Mondo, io con te.

Grazie per quell’istante, Fabio, allora. Grazie per avermi fatto dimenticare tutto, grazie per avermi dato, almeno per una sera, l’impressione che il Mondo stesse girando nel verso giusto. E’ solo un istante. E’ solo un rigore. Ma certi istanti valgono una vita intera.

Buon compleanno, Fabio.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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