Stregati da Piotr Zielinski Stregati da Piotr Zielinski
Avete presente quel tipo di giocatore che vedi giocare una volta, quasi per caso, e subito te ne invaghisci? Ebbene sì, il colpo di... Stregati da Piotr Zielinski

Avete presente quel tipo di giocatore che vedi giocare una volta, quasi per caso, e subito te ne invaghisci? Ebbene sì, il colpo di fulmine, nel calcio come nella vita, secondo me esiste. E’ il 24 ottobre 2015 quando allo stadio Castellani di Empoli scendono in campo i padroni di casa contro il Genoa, una partita come tante altre. L’Empoli, allenato da Giampaolo, fino a quel momento sta giocando bene ma raccogliendo poco.

Molto poco a dire il vero: viene da 5 sconfitte nelle prime 8 gare disputate e molti lo danno già per spacciato. Di fronte il Genoa, che se la passa un po’ meglio ma nemmeno così tanto. Ne viene fuori una partita godibile, in cui un giocatore su tutti mi cattura l’ occhio, la testa ed il cuore. Si chiama Piotr, viene dalla fredda Polonia, e dietro la maglia c’è scritto Zielinski.

Non è la prima volta che lo vedo a dire il vero, quindi parlare di colpo di fulmine non è proprio esatto, in ogni caso è questa la partita che sancisce ufficialmente la mia idolatria nei confronti del centrocampista polacco.

In campo ricopre il ruolo di mezzala ma, quando il pallone capita nella sua disponibilità, fa veramente di tutto. Passaggi precisi, incursioni con la palla incollata al piede, destro o sinistro senza alcuna differenza, tiri scagliati da qualsiasi distanza, di cui uno si insacca alle spalle di Perin.
Fa, in poche parole, quella che potremmo definire la partita di un centrocampista totale.

Piotr Zielinski, in effetti, non nasce mezzala: quando fu portato in Italia, manco a dirlo dalla famiglia Pozzo su segnalazione dell’allora Ds dell’Udinese Fabrizio Larini, il suo ruolo era quello di trequartista, destino comune a tutti quei giocatori con troppo talento per essere relegati ad una zona all’apparenza meno nobile del campo. All’Udinese, d’altra parte, di giocatori giovani e di belle speranze ne arrivano tanti, normale che qualcuno possa perdersi per strada. Questo sembra poter essere anche il destino di Piotr Zielinski che, nella sua esperienza friulana, viene impiegato con il contagocce, senza lasciare traccia alcuna del suo passaggio.

Nel 2014 viene ceduto in prestito all’Empoli, fresco di promozione dalla serie cadetta e guidato da Maurizio Sarri. Deve inserirsi in un gruppo che, per buona parte già si conosce e possiede quegli automatismi che, andare a toccare, potrebbe essere molto pericoloso. Sarri lo sa e per questo chiede a Piotr pazienza. Arriverà anche il tuo momento, gli dice, intanto guarda e impara.
Quello che il tecnico toscano non ha ancora ben chiaro, per sua stessa ammissione, è il ruolo più adatto per quel talento purissimo, ma ancora tutto da sgrezzare.

All’Empoli arrivò con la prospettiva di giocare trequartista, ma in quella posizione non mi faceva impazzire e così non lo facevo giocare. Una volta successe che Croce era squalificato e decisi di provarlo da mezzala. In quel preciso istante capimmo che, in quel ruolo, sarebbe diventato tanta roba – M. Sarri

Zielinski inizia a prendere forma con Sarri, ma è sotto la guida Giampaolo che il suo talento sboccia e fiorisce, regalando alla platea toscana, che assiste ad ogni suo spettacolo, giocate di classe sopraffina. L’Empoli a fine anno si salverà. Merito dei gol di Saponara e Maccarone, senza dubbio, merito di una difesa con buone individualità e ben organizzata, altrettanto sicuramente. Ma nella salvezza della squadra toscana c’è anche tanto Zielinski, capace di imporsi come uno dei migliori centrocampisti in prospettiva futura, un giocatore sul quale sono destinati a posarsi gli occhi dei top club europei.
Che lo voglia Jurgen Klopp, per plasmare il Liverpool a sua immagine e somiglianza durante il mercato estivo, non è certo un mistero: basta fare un giro sui forum inglesi, in cui il centrocampista polacco viene scandagliato da cima a fondo.

A spuntarla alla fine è il Napoli, grazie alla possibilità per Piotr di rimanere in Italia e lavorare nuovamente con chi, per primo, gli ha dato fiducia ed ha contribuito in maniera sostanziale alla sua valorizzazione. Più di qualcuno, inizialmente, sembra scettico: intanto i partenopei hanno un trio di centrocampo rodato, completo ed assolutamente efficiente. Hamsik, Jorginho ed Allan garantiscono qualità, quantità ed un discreto numero di gol. Se a ciò si aggiungono gli acquisti di Rog e Diawara, entrambi frutto di un esborso economico non indifferente, si può ben capire come il timore di chi possa vedere Zielinski relegato ad un ruolo marginale, sia tutt’altro che infondato.

Bisogna però considerare un paio di fattori: intanto Piotr Zielinski conosce già il tecnico toscano ed il suo modo di lavorare, ciò che gli chiede e come vuole che interpreti il ruolo. In seconda istanza, a ben guardare, uno dalle sue caratteristiche non esiste nella rosa del Napoli. Uno in grado di giocare la palla con entrambi i piedi indifferentemente, con la sua capacità di accelerare e spaccare in due le difese, il tutto condito dalla classe tipica di un trequartista puro. E’ vero, qualche difetto ce l’ha, eccome se ce l’ha. Tende a piacersi un po’ troppo, a portare la palla quel secondo in più del dovuto prima di scaricarla, vede ancora troppo poco la porta per le occasioni che gli si presentano. Se però guardiamo la carta d’identità, che recita 20 maggio 1994, non possiamo far altro che inchinarci. Guardando le partite della squadra di Sarri è assolutamente evidente come esista un Napoli con Zielinski ed un Napoli senza, il che non vuol dire necessariamente più o meno forte.

L’impressione è che contro le squadre teoricamente più deboli, quelle che tendono a chiudersi e a concedere il possesso palla all’avversario per colpire in contropiede, la capacità di fraseggio e gestione della palla del polacco siano assolutamente un’arma in più per questo Napoli.

Sarri sembra innamorarsi ogni giorno di più di questo calciatore, arrivando a provare Marek Hamsik in regia al posto di Jorginho, ufficialmente perché i ricambi del playmaker italo-brasiliano (Diawara in particolare) non sono ancora pronti, in realtà perché è già quasi impossibile rinunciare a Piotr Zielinski. Basta andare a vedere un po’ di numeri per rendersi contro dell’importanza che già riveste questo giocatore: 6 partite disputate (3 da subentrato 3 partendo titolare), 306 minuti giocati in campionato a fronte dei 268 disputati da Allan, solo per citare i più lampanti.

Dal punto di vista tecnico è fenomenale, ma ancora non riesce a trasformare in gol le sue potenzialità.

Maurizio Sarri

Non appena arriveranno anche i gol, state sicuri che arriveranno, sarà difficile mantenere un minimo di obiettività su questo giocatore. Perché Piotr Zielinski è già una pedina importante, quasi fondamentale ci spingiamo a dire, ma ben presto diventerà insostituibile.

Paolo Vigo
Twitter @Pagolo

Related Posts

Insigne mostra la maglia di Zielinski: ecco cosa c’era sotto!

2017-09-26 21:51:54
delinquentidelpallone

18

Alfredo Donnarumma: il mestiere del gol

2019-09-16 13:45:45
delinquentidelpallone

8

La strepitosa partita di Robin Olsen contro il Parma

2019-09-16 13:16:41
delinquentidelpallone

8

Lorenzo Pellegrini ha una missione da compiere

2019-09-16 09:28:00
delinquentidelpallone

8

È arrivato il momento del tempo effettivo

2019-09-16 08:04:44
delinquentidelpallone

8

Verona-Milan: le formazioni ufficiali

2019-09-15 18:09:22
delinquentidelpallone

8

Paco Alcacer ha ricominciato la stagione alla grandissima

2019-09-15 10:05:36
delinquentidelpallone

8

I 5 allenatori che prenderanno più cartellini gialli in Serie A

2019-09-15 08:50:24
delinquentidelpallone

8

In Portogallo c’è una capolista inaspettata

2019-09-15 08:17:57
delinquentidelpallone

8