E’ il 31 Maggio del 2011 ed il Manchester United ha appena perso la finale di Champions League contro il Barcellona. Una brutta giornata,...

E’ il 31 Maggio del 2011 ed il Manchester United ha appena perso la finale di Champions League contro il Barcellona.

Una brutta giornata, anzi, una pessima giornata che diventa addirittura catastrofica quando Paul Scholes, the Silent Hero, come è conosciuto dalle parti di Old Trafford, annuncia il suo addio al calcio giocato.

Dieci Premier League vinte, due Champions League alzate al cielo e svariati trofei che solo per uno che ha avuto la sua carriera si possono considerare minori. Storia.

A 37 anni, con l’asma che lo tormenta fin da quando è ragazzino e le gambe che incominciano a dare i primi segni di cedimento, dopo aver macinato chilometri su chilometri nel corso degli anni, quello che Zidane ha incoronato come miglior centrocampista del mondo decide che è giunto il momento di appendere gli scarpini al chiodo.

Scholes entra a far parte dello staff tecnico di Sir Alex Ferguson: avrebbe potuto chiedere qualsiasi ruolo che glielo avrebbero concesso ma staccarsi dal campo da calcio, lo sapeva bene quel piccolo diavolo dai capelli rossi, non sarebbe stato affatto facile.

Trascorrono 8 lunghi mesi in cui di Scholes si sente parlare poco, intanto lo United fatica a tenere il passo di un Manchester City, allenato da Roberto Mancini, partito con il vento in poppa. Soprattutto a centrocampo gli uomini di Fergie sono contati, con Cleverley e Fletcher costretti ai box per infortunio.

Embed from Getty Images

Arriva il nuovo anno, è l’8 Gennaio 2012 ed in programma c’è proprio il derby di Manchester, non in Premier League bensì per il passaggio del turno in FA Cup. Quello che in pochi sanno è che in quegli 8 lunghissimi mesi in cui Paul Scholes è ormai un ex calciatore non c’è un giorno in cui Sir Alex non provi a convincere il suo eroe silenzioso a ripensarci, a tornare per riprendersi quella maglia abbandonata, secondo il suo dire, troppo precocemente.

E’ sempre triste vedere i grandi calciatori porre fine alla loro carriera, specialmente quando lo fanno troppo presto.

Paul Scholes ci pensa ogni singolo giorno e quell’8 Gennaio 2012 decide che è giunto il momento di tornare. Alla sua maniera, perchè se accanto al termine Hero, nel suo soprannome, c’è l’aggettivo Silent non può essere per puro caso.

Non lo dice a nessuno: solo Ferguson e pochissimi altri dell’entourage conoscono la sua decisione. Gli altri, compagni di squadra inclusi, la conosceranno soltanto al momento dell’ingresso nello spogliatoio prima della partita.

È stato uno schock arrivare nello spogliatoio e vedere Paul cambiato come se dovesse prendere parte alla partita. Nessuno di noi sapeva nulla ma siamo felicissimi di riavere un giocatore della sua qualità per aiutarci.

Wayne Rooney

Sembra incredibile ma la parte più bella della storia deve ancora arrivare. Come racconta Steve Anglesey, giornalista del Mirror, Paul Scholes prende la decisione di rientrare in squadra solo qualche giorno prima del Derby. E’ solo allora che si rende conto che le sue scarpe da gioco, appese metaforicamente al chiodo, non sono più in realtà attaccate al muro ma da qualche altra parte, forse regalate a qualcuno che ora le sta venerando come sacre reliquie.

Embed from Getty Images

Certo, ha le scarpe con le quali allena i bambini ma non sono abbastanza comode per disputare una partita. Potrebbe alzare il telefono e chiamare Nike, piuttosto che Adidas o altri brand commerciali famosi, che sicuramente sarebbero stati ben felici di stringere un accordo commerciale legato al suo rientro.

Non lo fa, preferisce dirigersi verso un punto vendita JJB Sports, dove si vendono appunto articoli sportivi di tutti i generi, e acquistare un paio di scarpini da gara per la modesta cifra di 40 sterline: il modello più economico proposto dal brand Nike, la serie T90 Shoot IV.

Scholes entrerà nel secondo tempo per giocare gli ultimi 31 minuti di partita, che lo United vincerà per 3-2.

Alla seconda partita dal rientro, contro il Bolton, Paul Scholes va subito a segno e lo United riesce a rosicchiare nel corso della stagione tutti i punti di svantaggio nei confronti del City. Fino all’incredibile epilogo dell’ultima giornata, con il gol del Kun Aguero al 93′ contro il QPR che regala la prima Premier della storia al City.

Dopo quella stagione Paul Scholes ne giocherà un’altra per poi ritirarsi definitivamente a Maggio del 2013, qualche giorno dopo l’ufficialità dell’addio di Alex Ferguson.

Se il calcio è così bello è anche grazie a questi aneddoti, venuti fuori quasi per caso, che ci ricordano ogni giorno perchè siamo irrimediabilmente attratti da questo giochino.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo