Stoke City, seriously? Stoke City, seriously?
Riceviamo e pubblichiamo da un nostro fan in trasferta londinese: Immagina una vacanza a Londra con la tua ragazza. Immagina di doverti fare 500... Stoke City, seriously?

Riceviamo e pubblichiamo da un nostro fan in trasferta londinese:

Immagina una vacanza a Londra con la tua ragazza. Immagina di doverti fare 500 km a piedi per vedere tutti gli Harrods, Bershka e H&M di questo mondo quando il tuo solo desiderio è entrare nel primo negozio di sport che trovi e comprare la maglia dei tuoi sogni.

Ma non parlo di Arsenal, Chelsea, Tottenham, City, Liverpool o United. Io parlo di quella del terzo club più vecchio al mondo, quella di chi la sfanga ogni maledetta domenica con le buo..no solo con le cattive, quella dei vasai del fiume Trent, quella dello STOKE CITY. Giro 5 negozi che vendono maglie da calcio e la risposta è sempre la stessa: “Why Stoke City?”.

Non capiscono, e come potrebbero? Loro abituati a vendere commercialissime magliette dei top 5 club della premier, come potrebbero capire lo spirito di sacrificio, la rabbia, l’agonismo di chi ogni domenica parte sfavorito dai pronostici, ma che alla fine lotta con il cuore per strappare un risultato utile? Semplicemente non possono capire, mi dico.

Loro, abituati a vedere le magie di Rooney, Aguero e Di Maria non possono apprezzare l’ignoranza di un tackle palla/tibia di Ryan Shawcross o aver sentito un brivido ad ogni rimessa laterale della catapulta umana Rory Delap. Neanche la vendono la maglia dello Stoke.

Esco, ogni volta sempre più abbattuto, ma non mi arrendo, pronto a sfangarla nello stile dei Potters. Arriva l’ultimo giorno di permanenza nella capitale inglese, e mi sento sconfitto come lo United al Britannia Stadium il 1 febbraio 2014. Ho perso.

Prendere un treno in direzione Stoke in Trent è escluso, tra poche ore devo ripartire e non riuscirei a tornare in tempo. Con il cuore più in pezzi dei menischi degli attaccanti dopo un intervento di Robert Huth mi rassegno a fare la valigia, quando ho come una visione improvvisa: una piccola bancarella in un angolo di Camden Town con appese magliette da calcio.

stokeleiceNessuno sembra notarla, tutti ci passano davanti senza fermarsi attratti dalle altre attrazioni dei mercati. Mi dico che un ultimo tentativo lo devo fare, questa è la mia occasione, il mio calcio d’angolo al 93esimo quando sono sotto 1-0 e facciamo salire anche il portiere, il mio tiro della disperazione quando ormai tutto sembra perso.

Ed eccola li; stesa sotto una pila di magliette blasonate spunta una manica bianca e rossa, la tiro fuori con il sorriso di un bambino la mattina di Natale, è mia. La taglia non è quella giusta, ma conta poco, la stringo fra le mani, non mi sembra vero. È mia.

Vado a pagare al vecchio proprietario che mi guarda come se avesse visto un fantasma, mi chiede “Stoke City buddy? Seriously?” Si dico, Stoke City. Lui ride con i pochi denti che ha in bocca, prende il portafogli e ne tira fuori uno stemma tutto stropicciato; sulla cima capeggia maestosa la scritta “The Potters”.

Mi dice di scegliere un’altra maglia, quella che voglio, me la regala. Ho scelto quella del Leicester City. Sfangata State Of Mind.

Marco Faeti

Related Posts

L’Hull City ci aveva visto lungo

2019-08-05 15:18:46
delinquentidelpallone

18

In Cina si sono arrabbiati parecchio con il Manchester City

2019-07-23 07:52:19
delinquentidelpallone

18

Il gol pazzesco di Wayne Rooney contro l’Orlando City

2019-06-27 08:27:30
delinquentidelpallone

18

La nuova maglia dell’Hull City ci piace parecchio

2019-06-14 09:56:00
delinquentidelpallone

18

Il primo Manchester City di Vincent Kompany

2019-05-19 09:49:44
delinquentidelpallone

18