Un anno per passare da illustre sconosciuto, noto giusto agli addetti ai lavori della Ligue 1 e a qualche appassionato del campionato francese, a...

Un anno per passare da illustre sconosciuto, noto giusto agli addetti ai lavori della Ligue 1 e a qualche appassionato del campionato francese, a oggetto del desiderio dei principali club europei.

Una stagione a livelli altissimi, con statistiche all’altezza dei migliori del mondo, per diventare l’uomo mercato per eccellenza dell’estate 2019. E’ la storia di Nicolas Pépé, l’imprendibile ala destra del Lille che ora tutti vorrebbero nella propria squadra.

Se questo nome non vi dice ancora niente, vi regaliamo un po’ di numeri che vi faranno stropicciare gli occhi: in 37 partite di Ligue 1, Pépé è andato a segno 22 volte e ha offerto 11 assist ai compagni, in pratica ha partecipato a una rete della sua squadra quasi una volta ogni 90′. In Europa soltanto Messi, Mbappé e Quagliarella hanno fatto meglio di lui.

Un exploit incredibile e decisamente imprevisto se si considera che l’anno precedente, il primo con la maglia del LOSC, Pépé veniva inizialmente impiegato fuori ruolo da Bielsa, come punta centrale, con un rendimento non certo entusiasmante. L’avvento di Christophe Galtier al posto dell’argentino sulla panchina del Lille ha riportato Pepé nel suo habitat naturale, sulla fascia, e l’ivoriano classe 1995 ha risposto con 9 gol nel solo girone di ritorno.

Ma quali sono i punti di forza di Pépé? Il suo allenatore l’ha paragonato a Robben per l’abilità nel tagliare il campo da destra e rientrare sul mancino, rispetto all’olandese l’ala del Lille possiede probabilmente meno tecnica pura, ma è bravo a proteggere palla pur non avendo un fisico da corazziere (183 cm x 69 kg) e utilizza la sua velocità per superare gli avversari in dribbling (senza particolari orpelli, puntando sulla rapidità di passo) o gettarsi negli spazi, fondamentale che gli ha regalato molte soddisfazioni in questa stagione. Pépé si è inoltre rivelato quasi infallibile dal dischetto, con 9 rigori realizzati su 10 calciati, a livello dei migliori d’Europa anche in questo particolare fondamentale.

Come suggeriscono i numeri, Pepé è molto bravo anche a servire i compagni grazie a un sinistro educatissimo; diversi assist sono arrivati da calcio piazzato, dato che l’ivoriano è l’incaricato per angoli e punizioni, mentre in campo aperto Pépé preferisce mandare in porta i compagni di squadra con filtranti a spezzare in due le difese piuttosto che andando sul fondo e crossando. L’unico vero punto debole dell’esterno del Lille, infatti, sembra essere la scarsa propensione all’utilizzo del piede destro.

Quale sarà il futuro di Nicolas Pépé? Il presidente del Lille ha già fatto capire che il suo club non avrà la forza economica per trattenerlo in estate, e che il giocatore e la squadra prenderanno insieme la decisione migliore per il futuro del ragazzo. L’asta è aperta, e con ogni probabilità non basteranno i 70 milioni offerti dall’Inter per assicurarselo.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11