St.Pauli,i pirati di Amburgo St.Pauli,i pirati di Amburgo
La passione per una squadra di calcio può portare con sé tanto altro. Può nascondere  l’appartenenza ad un gruppo, oppure può significare l’identificazione con... St.Pauli,i pirati di Amburgo

La passione per una squadra di calcio può portare con sé tanto altro. Può nascondere  l’appartenenza ad un gruppo, oppure può significare l’identificazione con certi valori, valori che sentiamo nostri ma che probabilmente è difficile ritrovare nella squadra che tifiamo. Che, tutto sommato, è solamente una squadra di calcio. Poi, invece, c’è la passione per certe squadre che vanno oltre tutto questo, che diventano un simbolo di qualcosa di più grande, qualcosa in cui il pallone è un megafono per gridare al mondo le proprie idee, la propria appartenenza, il proprio modo di essere.

Tutto questo, e molto altro ancora, è il St.Pauli, la squadra del quartiere portuale di Amburgo. La squadra dei pirati. Amburgo è una città particolare. Una città, che anche all’interno della Germania, ha la fama di essere una città con regole a sè stanti, con dinamiche particolari. Una sorta di città stato. E, dunque, potete immaginare cosa possa significare sentirsi diversi in una città come Amburgo. Partiamo da un quartiere ad ovest del centro cittadino, il quartiere che si affaccia sul porto. Il quartiere che, da sempre, è lo sbocco sul mare della città, un luogo di passaggio in cui si incrociano le storie di chi viene e quelle di chi va. E, come tutti i luoghi di passaggio, il quartiere portuale di Amburgo è un intreccio di culture, un universo particolare con regole particolari. E solo qui, solo e soltanto qui poteva nascere una squadra di calcio come il St.Pauli.

No, il St.Pauli non è una squadra qualsiasi, e basta mettere piede al Millerntor Stadion per rendersene conto. Nell’imponente tribuna in piedi, occupata dai tifosi più accesi, sventolano centinaia di Jolly Roger, la bandiera con le ossa incrociate e il teschio, il simbolo dei pirati. Dall’altoparlante, prima del match, partono le note degli AC/DC. Hells bells, per la precisione. Quando il St.Pauli segna, gli stessi altoparlanti sparano a tutto volume Song 2 dei Blur. No, una partita al Millerntor Stadion non è un’esperienza qualsiasi. Il St.Pauli è diventato la squadra simbolo di questo quartiere. Sin da quando il distretto a luci rosse venne spostato nel quartiere, nella celeberrima Reeperbahn, il miglio del peccato, gli spalti del Millerntor si sono riempiti di prostitute, di reietti, di ribelli. Di tutti quei soggetti che insomma potete trovare in un quartiere portuale come St.Pauli. E, di questa loro identità, i tifosi del St.Pauli ne vanno orgogliosi.

stpauli 2

Perchè il calcio, al Millerntor Stadion, è un di più. Prima ancora che il calcio, ci sono le idee da portare avanti. Un antifascismo radicato, un riflesso della sottocultura punk che negli anni ’80 si è impadronita del quartiere con le occupazioni delle case che gli operai dei cantieri navali stavano progressivamente abbandonando, una lotta a tutte le forme di discriminazione e razzismo. Questo significa tifare St.Pauli. Al Millerntor i tifosi di destra non solo non son ben visti. Non li fanno proprio entrare. Il St.Pauli fa la spola tra la Bundesliga e la Zweite Liga da anni. L’ultima apparizione in Bundes è stata nella stagione 2010-11, una fugace avventura conclusa all’ultimo posto. Ma di quella stagione, i pirati ricorderanno una data, quella del 16 febbraio 2011, la vittoria nel derby contro l’Amburgo, contro i rivali dell’HSV, quelli di destra, quelli della parte “sbagliata” della città.

Perchè chi tifa St.Pauli è abituato alla lotta, alla sofferenza. Della lotta e della sofferenza ha fatto una ragione di vita. Il Jolly Roger rappresenta la lotta, mai terminata, dei ricchi contro i poveri, dei ribelli contro i capitalisti. Dei buoni contro i cattivi. Perchè al Millerntor non importa la categoria. Perchè chi tifa il St.Pauli non tifa una semplice squadra di calcio. Chi tifa St.Pauli tifa per delle idee, per degli ideali, per delle convinzioni che vanno oltre le categorie, oltre il risultato. Chi tifa St.Pauli sa che forse vincerà poco o nulla, ma proprio per questo andrà sempre e comunque a testa alta, perchè la vera vittoria, in quel quartiere di Amburgo, sta nel non cedere nemmeno un centimetro al nemico, nel restare orgogliosamente e ostinatamente attaccati ai propri valori.

Non established since 1910. In questa frase c’è tutto l’orgoglio di tifare St.Pauli. Tutto l’orgoglio di essere l’anima del calcio popolare. Perchè il calcio, almeno in questo anfratto di Amburgo, è ancora solo e soltanto della gente.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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