Soualiho Meïté, la sorpresa granata Soualiho Meïté, la sorpresa granata
Alzi la mano chi si sarebbe aspettato che dopo quattro giornate di campionato Soualiho Meïté avrebbe già avuto in mano le chiavi del centrocampo... Soualiho Meïté, la sorpresa granata

Alzi la mano chi si sarebbe aspettato che dopo quattro giornate di campionato Soualiho Meïté avrebbe già avuto in mano le chiavi del centrocampo del Torino.

Ecco, diciamo che di mani dovrebbero essersene alzate pochine, perché il centrocampista francese classe 1994 è arrivato in Italia senza squilli di trombe, e senza grandi aspettative sulle sue spalle: lui doveva essere un tassello del nuovo Torino di Walter Mazzarri, ma in realtà, in 360 minuti di campionato, si è già rivelato come uno degli uomini più in forma della Serie A, almeno in mezzo al campo.

Dopo diverse stagioni spese tra Auxerre, Lille e Zulte Waregem il Monaco aveva puntato su di lui, ma dopo metà stagione, lo scorso anno, a gennaio lo ha ceduto al Bordeaux, dove perlomeno ha fatto intravedere qualcosa di buono.

Anche per questo motivo, soprattutto per la scarsa continuità di rendimento, quella di Petrachi sembrava una scommessa, una scommessa che oggi si potrebbe dire vinta: almeno dal punto di vista realizzativo, Meïté ha già eguagliato la sua miglior stagione, visto che non aveva mai segnato più di due gol nella stessa annata in carriera.

Arrivato al Torino come un incontrista, un uomo di fatica e quantità, il centrocampista francese ha dimostrato di poter essere decisivo anche in altri modi, trovando la porta contro l’Inter, a San Siro, e soprattutto domenica scorsa ad Udine, con un bel sinistro finito all’incrocio dei pali, una conclusione molto difficile da fuori area, soprattutto per lo scarso spazio a sua disposizione per coordinarsi.

Ma Meïté ha dimostrato di poter abbinare anche la qualità alle doti che hanno spinto Mazzarri a lanciarlo subito in campo, ovvero il fisico, la corsa, la grinta e la capacità di recuperare palloni, nel ruolo che negli ultimi anni, al Toro, è stato di Acquah.

La partita con l’Udinese, anche nei numeri, racconta di un giocatore completo e che sa essere determinante anche oltre la linea di centrocampo.

3 tiri – tutti nello specchio della porta –  54 passaggi completati sui 60 tentati, 2 dribbling riusciti, 2 tackle, 2 palle recuperate, 2 duelli aerei vinti, e 2 falli subiti. Un giocatore sempre nel vivo dell’azione e capace di mettere una marcia in più a una squadra che a volte sembra aver bisogno di una scossa per potersi esprimere al meglio.

Elegante e potente, il Soualiho Meïté visto in questo avvio di campionato ha tutto per diventare un interessante prospetto per la Serie A, e poi chissà. A lui, ora, il compito di convincere tutti di non essere solo un fuoco di paglia.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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