Certe notti di inizio ottobre segnano l’addio definitivo all’estate, anche agli ultimi sprazzi che ne erano rimasti. Certe notti di inizio ottobre mettono addosso...

Certe notti di inizio ottobre segnano l’addio definitivo all’estate, anche agli ultimi sprazzi che ne erano rimasti. Certe notti di inizio ottobre mettono addosso un po’ di malinconia, quella malinconia che ti prende la domenica sera quando sai che il weekend sta finendo, è già finito, e domani dovrai tornare a lavorare, o a scuola, o alla tua normale vita di tutti i giorni, quella da sudare e faticare.

Ma non a Firenze, non questa sera. La domenica sera del Franchi è tutt’altro, è il sogno di una città che si è ritrovata in testa alla classifica, di colpo, questa volta finalmente da sola. Dopo la magica notte di San Siro, il tre a zero all’Atalanta mette il punto esclamativo. La Fiorentina, sissignori, la Fiorentina, è da sola in testa alla classifica, e ha tutta l’intenzione di restarci, in un campionato senza certezze e con tante difficoltà da parte delle cosiddette grandi.

Il sogno di Firenze è della Fiorentina è tutto nella gente del Franchi che, dopo aver assistito alla netta vittoria sui bergamaschi, non vuole andare via dal Franchi. Non vogliono varcare i cancelli del loro stadio e tornare alle loro vite normali, i tifosi viola. Vogliono godersi, fino all’ultimo, il sapore dell’alta classifica, il gusto del primato. Vogliono continuare a inneggiare ai loro eroi, vogliono continuare a guardarsi in faccia e convincersi l’un l’altro che, si, è tutto vero, è tutto reale.

La Fiorentina gioca bene, è divertente, si fa guardare. Le geometrie di Borja Valero, che vede spazi e tempi dove gli altri vedono il buio cosmico, i gol e le sportellate di Kalinic, gli sprint di Alonso, le mine di Ilicic, la difesa invalicabile. Si, la Fiorentina di Paulo Sousa non è solo un sogno, è una realtà che sta diventando grande giorno dopo giorno.

Forse lo scudetto è ancora troppo, forse le grandi, Roma e Napoli su tutte, e la Juve pian pianino, stanno ritornando in carreggiata. Forse, forse, forse, intanto a Firenze si sogna, legittimamente. Il pubblico del Franchi lentamente va via dallo stadio, con la sciarpa viola arrotolata intorno al collo. Le mani ancora arrossate per gli applausi, gli occhi ancora lucidi per la gioia di aver visto ancora una vittoria. La gola provata dalla fatica dell’esultanza. Il cuore pieno di felicità, quella felicità che solo una partita perfetta della tua squadra può darti.

La bocca, piena di una parola che si vorrebbe dire ma non si può dire. Per scaramanzia o per realismo. In sogno, forse solo in sogno, però, quella parola si può dire. A Firenze, da oggi, si può parlare di tricolore. O perlomeno si può sognare senza paura di essere presi per matti.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro