Sognare a Ferrara Sognare a Ferrara
Sembrava già quasi tutto scritto ad inizio anno: il Verona si presenta ai nastri di partenza con uno squadrone, che tutti o quasi gli... Sognare a Ferrara

Sembrava già quasi tutto scritto ad inizio anno: il Verona si presenta ai nastri di partenza con uno squadrone, che tutti o quasi gli addetti ai lavori davano come principale candidato alla vittoria della serie cadetta. Praticamente una formalità.

E’ vero, qualcuno ammoniva : “guardate che la serie B è un campionato strano, ci sono altre squadre forti come ad esempio il Frosinone, il Carpi, non sottovalutate qualche sorpresa che salta fuori sempre”.

Poi c’erano alcuni tifosi che, ad inizio anno, stavano già vivendo il loro personalissimo sogno. Una promozione in serie B che mancava dalla stagione ’92’93, una realtà ormai consolidata dopo lo spettro del fallimento scampato solo qualche stagione prima, scongiurato anche grazie alla fusione con la Giacomense, che il presidente Colombarini era riuscito a portare miracolosamente in Lega Pro.

Un campionato da vivere senza pensieri, senza assilli, cercando di far fare esperienza ai tanti giovani in squadra e mettendo da parte il tutto per le stagioni a venire. L’allenatore è il medesimo del grande salto dalla Lega Pro alla serie B, ovvero Leonardo Semplici. Stiamo parlando ovviamente della Società Polisportiva Ars et Labor, da tutti conosciuta come SPAL.




L’entusiasmo della piazza è alle stelle, più di 4000 abbonati ed uno stadio, il Paolo Mazza, sempre pieno e pronto a spingere la squadra. Ci sono tutti gli ingredienti perché si crei attorno alla squadra di Ferrara un’alchimia magica, pronta a far accadere qualcosa che nessuno si sarebbe mai immaginato di poter vedere.

L’inizio, come prevedibile, non è dei più facili: una vittoria, qualche pareggio e alcune sconfitte. Un cammino assolutamente normale ed in linea con le aspettative per una società neopromossa.
Si intravedono però già alcune potenzialità: la ricerca costante della conduzione del gioco, anche contro avversari teoricamente superiori, alcune buone individualità, giovani di spicco sui quali costruire qualcosa di buono.

Iniziano ad arrivare i risultati positivi, la squadra scala posizioni in classifica e si ritrova, come per magia, a guardare molte squadre dall’alto verso il basso.
Al tempo stesso, quelle che dovevano recitare il ruolo di schiacciasassi, iniziano ad avere battute a vuoto, non più sporadiche ma sempre più frequenti.

Siamo a Natale, anzi alla Vigilia: la Spal regola senza troppe difficoltà una Ternana sin troppo arrendevole. Quattro a zero, tripletta di Zigoni. Ancora nessuno lo può sapere né probabilmente se lo può immaginare che da quel giorno, ad oggi che scriviamo, la Spal non avrebbe più perso nessuna partita.

Dodici risultati utili consecutivi, compresa la vittoria di oggi in casa del Carpi per 4-1, la striscia più lunga di imbattibilità di quest’anno per quel che riguarda la serie cadetta.
Un gioco spettacolare, offensivo e sfrontato, tipico di chi gioca con la mente leggera e non ha nulla da perdere. Un gioco che ti catapulta in testa alla classifica senza che nemmeno te ne rendi conto.




Spal 58, Frosinone 56, Verona 54. Miglior attacco della serie B e una delle difese meno battute del campionato.

Si incomincia a parlare insistentemente dei giovani di questa squadra, in particolare di Alex Meret e Kevin Bonifazi, chiamati addirittura da Giampiero Ventura in Nazionale. Un evento storico, se pensiamo che l’ultimo giocatore della Spal a vestire la maglia azzurra risale all’inizio degli anni ’50.

Nominare solo due giocatori sarebbe però scorretto nei confronti di un gruppo che ha dimostrato di essere incredibilmente affiatato e completo in ogni reparto. Il tassello mancante, che poi si è rivelato essere anche assolutamente perfetto, è stato aggiunto nel mercato di Gennaio con l’acquisto di Sergio Floccari, finalizzatore dell’enorme mole di gioco creata dalla squadra e uomo di esperienza a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà. Con il suo innesto la squadre estense sembra aver cambiato decisamente passo, diventando un rullo compressore che macina avversari di partita in partita.

Domenica arriva il bello: lo scontro al vertice con il Frosinone si preannuncia assolutamente imperdibile e ci dirà di più riguardo alle ambizioni di gloria di questi ragazzi.

Qualcuno tra quelli che assieperanno le gradinate del Paolo Mazza, sarà stato presente anche nella stagione ’67-’68, l’ultima della Spal nella massima serie.
Un sogno che dura da quasi 50 anni e che potrebbe presto essere realtà. Quando molti avevano smesso persino di crederci, quando tutto sembrava perduto.

Sognare a Ferrara oggi è possibile: grazie a due colori, il bianco e l’azzurro e grazie ad una squadra giovane, spettacolare e sfrontata, che non ha paura di sfidare le “grandi” della categoria.
Quelle che ad inizio anno dovevano dominare e stravincere, quelle che ora si trovano ad inseguire questi ragazzi che di voltarsi indietro non hanno la benché minima intenzione.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo

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