Il calcio, per noi, è una vera e propria ossessione, ne siamo consapevoli. Non che sia un problema, ormai abbiamo imparato ad accettarlo. Solo...

Il calcio, per noi, è una vera e propria ossessione, ne siamo consapevoli. Non che sia un problema, ormai abbiamo imparato ad accettarlo. Solo che, probabilmente, chi ci osserva da fuori non sa cosa ci passa davvero per la testa, non riesce a capirlo. E, alla fine, non ci importa neppure di quello, dal momento che noi la nostra ossessione ce la teniamo ben stretta.

Chi questa ossessione la vive quotidianamente, ha imparato a riconoscerla. Abbiamo provato a mettere insieme 10 sintomi della nostra malattia, 10 cose che mostrano al mondo quanto siamo pazzi. 10 cose che ti faranno capire che sei ossessionato dal football.

1. Il venerdi sera preferisci restare a casa a guardare l’anticipo di B e la Bundesliga

Le persone normali, o presunte tali, attendono con ansia il venerdi per inagurare il weekend e correre, in giro per il globo, a tracannare birre o alcoolici vari nei pub o nei locali alla moda. Il delinquente ossessionato dal football, invece, attende il venerdi per uno e un solo motivo: è l’inizio del fine settimana calcistico (e se malauguratamente non ci sono state le coppe europee in settimana, è la prima dose di calcio dalla domenica precedente).

Mentre gli altri si organizzano freneticamente, il malato di calcio si gusta il suo anticipo di serie B, un succosissimo Virtus Entella-Latina, oppure decide di fare zapping e dare un’occhiata all’anticipo di Bundesliga. Come rinunciare a un Amburgo-Darmstadt? Non c’è motivo al mondo per dedicarsi alla vita sociale quando il pallone regala queste gioie e queste possibilità.

2. Se invece per caso esci, controlli compulsivamente i livescore in tempo reale

Alla fine i tuoi amici e/o la tua ragazza ti hanno convinto a uscire di casa e a rinunciare ai tuoi programmi di seguire beatamente tutto il calcio che volevi. Ma tu, anche se con il corpo sei lì con loro, con la mente sei altrove. Con la mente stai pensando a tutto quello che ti stai perdendo, e stai cercando un modo per informarti su come stanno andando quelle benedette partite. Anche perchè probabilmente hai in ballo almeno 4-5 scommessine.

E allora, tiri fuori lo smartphone e apri tutte le applicazioni possibili immaginabili, e mentre i tuoi amici stanno cercando di rimorchiare un paio di fregne da paura, tu sei lì, rintanato nel tuo angolo, a cercare di capire dalle statistiche come sta andando Fortuna Duesseldorf-Arminia Bielefeld.

3. Sei più preoccupato dalla salute del bomber del tuo fantacalcio che per quella dei tuoi familiari

Se sei malato di pallone non esiste che tu non faccia il fantacalcio, quando va bene solo con gli amici, nei casi più gravi ti ritrovi a dover gestire sei o sette formazioni. In ogni caso sarai in apprensione ogni qual volta il tuo bomber al fantacalcio venga accostato ad un infortunio, sia esso banale o serio.

Da quel momento in poi non ti importerà di nulla, qualsiasi problema che riguardi anche la tua famiglia verrà messo in secondo piano rispetto a questa dannata pubalgia che tiene fuori il tuo pupillo non si sa per quanto. Ti trasformi in medico, cerchi in ogni sito specializzato i tempi di recupero per quella patologia e quando leggi che sono estremamente variabili cerchi uno sgabello e un cappio per farla finita.

4. Ogni nome proprio, comune, aggettivo, avverbio, ti ricorda il nome di un calciatore

Tutto, ma proprio tutto, ti ricorda il calcio. I tuoi educatissimi e coltissimi amici (ma perchè sono amici tuoi?) stanno discutendo amabilmente dell’ultimo film di Sorrentino. E a te viene in mente solo il portiere del Palermo che insegue i compagni della difesa per tirargli dietro un numero imprecisato di ingiurie.

Se ti chiedono cosa prendi da bere, rispondi “un bicchiere di Acquah” e quando ti portano il pane tu rivedi le gesta di Alessandro Pane, ex empoli. Se ti chiedono un po’ di consigli, tu gli parli del portiere del Sassuolo, e chiedi ai tuoi amici di essere Leali. O, al massimo, al tuo amico di essere Fedele e accogliere i tuoi successi con Letizia.

Si, insomma: la situazione è abbastanza grave, ma piano Pjanic ne potresti uscire. Costi quel che Costa.

5. Dimentichi cosa hai mangiato ieri a cena, ma ricordi ogni singola cosa della squadra del tuo cuore dal giorno della tua nascita a oggi

Puoi essere anche la persona con meno memoria di questo mondo, tanto da ricordarti a stento il tuo nome o ciò che hai mangiato non più tardi di 12 ore fa ma se sei tifoso di una squadra di calcio ricorderai qualsiasi evento collegato ad essa. Non stiamo parlando solo di risultati, per quello non sei ancora ammesso nel lazzaretto degli appestati di calcio, ma anche di episodi precisi e circoscritti, sostituzioni, ammonizioni schiaffi e bestemmie dei tuoi giocatori.

Se sei in questa cerchia di persone sarai abituato a ricevere telefonate dagli amici, i pochi che ancora ti stanno accanto e  hanno accettato la tua malattia, di questo tenore: “Ciao, ascolta, volevo chiederti ma Ibou Ba in che occasione rifilò quella testata per cui venne espulso e a chi?” Al che tu risponderai, con estrema naturalezza come se ti avessero chiesto cosa fai stasera, “era il 22 settembre 1999, ai danni di Macellari in un Perugia-Cagliari, serve altro?” “No, ti ringrazio, gentilissimo come sempre, ciao”.

6. Vai forte in geografia, ma conosci solo le città che hanno una squadra almeno in Europa League

Una delle cose positive del calcio è che ti fa conoscere un sacco di posti nuovi. Ad esempio quelli in cui va a giocare la tua squadra del cuore, fossero anche ai margini dell’universo conosciuto. Così, con gli amici, ti fai bello, e sciorini tutte le capitali d’Europa in scioltezza. Facile, la maggior parte ha una squadra in Champions League. D’altronde, una persona normale, secondo voi, ha un qualche interesse a sapere dove si trovi (o soprattutto come si scriva) Dnipropetrovsk?

Quando qualcuno ha un dubbio, viene da te: ma Klagenfurt è in Austria o in Germania? Semplice, in Austria. Te lo ricordi da quella volta in cui perdesti al 90′ una scommessa in cui ti mancava solo l’over 2.5 tra il Klagenfurt e l’Austria Vienna. E in quel momento giurasti che avresti dato fuoco a tutta l’Austria intera.

7. Il tuo umore varia in funzione dei risultati della tua squadra del cuore

Il lunedi mattina è difficile per tutti. Infatti, le facce dei tuoi colleghi d’ufficio parlano chiaro. Tutte bianco cadavere, con la morte nel cuore e la voglia di vivere finita sotto le scarpe. Tu, invece, arrivi in ufficio carico di vita e con il morale a mille, con il sorriso stampato su quelle labbra. Perchè? Semplice, la tua squadra del cuore ieri ha vinto il derby per 3-0, e quindi di tutto il resto non ti importa.

Altro scenario: venerdi pomeriggio, tutti i tuoi colleghi stanno facendo il conto alla rovescia per il weekend, tu sei in un angolo a riflettere su quanto infame possa essere il destino. La tua squadra ieri ha perso in Europa League e tu ancora non mandi giù la sconfitta.

Può succedere qualsiasi cosa, ma la verità è una sola: l’umore di un malato di calcio è direttamente proporzionale all’andamento di quello della sua squadra del cuore. E non vogliamo sentire ragioni.

8. Costringi le persone a te care a seguirti nella tua malattia

Nonostante tutto, hai ancora qualche affetto che ti è rimasto vicino. Una ragazza, una moglie, degli amici che assecondano la tua malattia e ti danno conforto, oltre che supporto. E la cosa bella è che alla fine dei conti sei anche riuscito a tirarli dentro questo calderone infernale.

Ecco quindi che la tua ragazza viene costretta (almeno quando non è acclarato un suo influsso negativo, nel cui caso PUSSA VIA, RAUS) a guardare con te almeno i big match, oppure, alle volte, si riesce a mediare diplomaticamente. Andiamo a cena fuori, ok, però cerchiamo di andare in quel ristorantino che ha la pay tv e riesce a farci vedere Sassuolo-Bologna…

Se resiste per più di qualche anno a torture di questo tipo, non fatevela scappare, sposatela e mettete al mondo un paio di eredi.

9. Progetti da anni di chiamare tuo figlio con il nome del tuo idolo

Ecco, gli eredi. Hai già progettato tutto, tuo figlio si porterà dietro il nome del tuo idolo calcistico. E se il tuo idolo è Del Piero, Totti o Maccarone, potrai quasi quasi sfangarla e riuscire a far passare l’operazione come assolutamente lecita. Il mondo è pieno di marmocchi che si chiamano Alessandro, Francesco, o Massimo.

In altri casi, però, la fortuna non ti assiste. Ed ecco che se il tuo idolo è Radja Nainggolan o Felipe Melo, sarà molto più difficile convincere la madre di tuo figlio a rifilare al pargolo un nome del genere. Ma tu, incessantemente, continuerai a provarci, perchè tanto, alla fine, tentar non nuoce.

10. Per strada provi a calciare qualsiasi oggetto possa essere calciato, a rischio della tua incolumità

Essere malato di calcio vuol dire anche ricondurre tutto ciò che può essere ricondotto nella vita reale a questo dannato gioco. Qualche volta, a causa di qualche impiccio che ci fa imprecare sonoramente, siamo costretti ad uscire di casa per sbrigare faccende varie. Anche in queste occasioni riusciamo a far emergere la nostra malattia in modo prepotente.

Come, penserete voi? Semplice, per strada ci imbatteremo inevitabilmente in sassi, barattoli, oggetti vari che sono tutti più o meno atti ad essere calciati e noi non perderemo occasione di farlo anche a costo di mettere a repentaglio la nostra salute e quella altrui. Chi di voi, per prendere a calci un oggetto lungo tutta la strada, non ha rischiato l’investimento? O chi ancora, cadendo nella tentazione di calciare un sasso grande quanto un’arancia non ha rischiato la frattura dei metatarsi? Ovviamente statuette, quadri, soprammobili vari dentro casa e finiti inevitabilmente in frantumi li diamo per scontati.