Il calcio è uno sport in continua evoluzione, come testimoniano le recenti sperimentazioni del VAR e le proposte di modifica del regolamento delle quali...

Il calcio è uno sport in continua evoluzione, come testimoniano le recenti sperimentazioni del VAR e le proposte di modifica del regolamento delle quali si sta discutendo proprio in questo periodo.

Ma non è solo il calcio giocato ad essere in continua discussione bensì tutto il sistema che ruota attorno al mondo del pallone; che ci sia una disparità enorme tra club di prima fascia, i cosiddetti top club, e quelli di fascia medio/bassa è un dato incontrovertibile, e questo vale per quasi tutti i campionati maggiori a livello europeo e mondiale.

Questo non vuol dire che non ci possano essere sorprese, come accaduto per il Leicester di Ranieri, destinato probabilmente a rimanere un unicum nella storia del calcio, ovvero squadre di lignaggio molto inferiore a quelle favorite che alla fine riescono ad aggiudicarsi il titolo.

La direzione che sta prendendo il calcio, come dicevamo, è quella di una disparità sempre maggiore tra club grandi e piccoli, soprattutto in sede di mercato dove la potenza di fuoco di alcuni club è assolutamente impareggiabile per quasi tutti gli altri dando vita a campionati spesso molto squilibrati in cui i distacchi tra le prime e le restanti squadra supera facilmente la doppia cifra in termini di punti di scarto.

Per far fronte a questo che da molti viene visto come un problema, in termini di interesse del campionato stesso, la UEFA sta pensando ad alcune contromisure in modo tale da rendere più livellati i vari campionati almeno in linea teorica. Una di queste contromisure potrebbe essere l’introduzione del Salary Cap, analogamente a quello che già avviene in molti altri sport, in particolare quelli americani, come ad esempio la NBA.

In parole povere si tratterebbe di un limite massimo imposto per i salari, che le squadre non potrebbero sforare pena severe sanzioni (alcune ancora da stabilire). Questo non vuol dire che non sarà più possibile per gli squadroni acquistare i migliori giocatori, ma solamente che i club in questione dovranno pagare una somma aggiuntiva (la cosiddetta tassa di lusso o “luxury tax” per rimanere nell’esempio della pallacanestro) qualora dovessero sforare il tetto salariale previsto per gli stipendi (ancora da decidere nel dettaglio).

Per il momento Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, ha lanciato solamente la proposta, in attesa di vedere le reazioni generali a quella che sarebbe una novità epocale.

“Chi ha i soldi ha il potere e continuerà a vincere sempre, eliminando tutta la concorrenza. Vogliamo combattere questo fenomeno e se ci sarà la possibilità di farlo, sarà una rivoluzione storica per tutto il calcio europeo”.

Queste le parole di Ceferin con le quali ha spiegato il motivo della sua proposta, che ha come scopo principale quello di rendere più equilibrati, e quindi automaticamente più interessanti, i campionati europei.

Secondo voi è la strada giusta? E’ attuabile nel mondo del calcio? Attendiamo come sempre il vostro parere.