Si parla poco della Lazio, quest’anno Si parla poco della Lazio, quest’anno
Il difficile avvio di stagione, con due sconfitte nelle prime due giornate di Serie A, e qualche prestazione forse non proprio all’altezza, aveva un... Si parla poco della Lazio, quest’anno

Il difficile avvio di stagione, con due sconfitte nelle prime due giornate di Serie A, e qualche prestazione forse non proprio all’altezza, aveva un po’ abbassato il volume delle conversazioni riguardo la Lazio di Simone Inzaghi.

Una squadra che comunque lo scorso anno, con mezzi forse minori rispetto ad altre squadre, è andata a un calcio d’angolo dal conquistare una qualificazione in Champions League.

I primi 180′ in Serie A quest’anno sono stati uno schiaffo in faccia per i biancocelesti: 1-2 in casa contro il Napoli, 0-2 a Torino, contro la Juventus, senza quasi mai entrare in partita.

Così, con settembre che ancora doveva arrivare, qualcuno aveva già deciso di emettere le sue sentenze, e di considerare la Lazio fuori dai giochi per quest’anno, di certificare la fine della favola della squadra di Simone Inzaghi e il suo ritorno tra color che son sospesi.

Piano piano, comunque, i biancocelesti hanno ricominciato a mettere punti in cascina, anche se senza mai rubare l’occhio e senza mai impressionare. Complici, probabilmente, uno stato di forma non proprio eccellente di alcuni degli uomini chiave della scorsa stagione, come Luis Alberto o Sergej Milinkovic-Savic.

Sono arrivate vittorie sofferte, ma importanti, quelle di misura contro Frosinone o Empoli, o, per arrivare più vicini nel tempo, le ultime due in campionato contro Fiorentina e Parma. Mai prestazioni che hanno fatto sobbalzare i tifosi sulla sedia, o entusiasmanti, ma silenziosamente la Lazio ha rimesso in piedi la sua classifica e oggi, in Serie A, è quarta, a un solo punto dall’Inter e a tre punti dal Napoli.

Insomma, tutto fa pensare che anche quest’anno la Lazio sarà un osso duro per tutti.

Ieri sera, poi, è arrivato anche il riscatto in Europa League, dopo la brutta sconfitta di Francoforte. I biancocelesti hanno espugnato Marsiglia con una prova solida, determinata, in una sola parola cinica. L’OM di Rudi Garcia ha tenuto il pallone per la maggior parte del tempo, la Lazio (completando quasi la metà dei passaggi degli avversari, e sbagliandone anche tantissimi) ha punito, con tre gol che potranno essere pesantissimi nell’economia del girone.

La Lazio non corre a vuoto, gioca in verticale, aspetta il momento giusto e punisce l’avversario. Semplice, preciso, e soprattutto funzionale e concreto. E la partita di ieri è la sintesi perfetta di questo concetto.

Nelle difficoltà, Inzaghi è riuscito a chiedere qualcosa in più anche agli uomini che finora, e anche lo scorso anno, erano stati impiegati poco, come Felipe Caicedo, a segno proprio ieri sera.

Di sicuro, la Lazio finora non ha incantato, e anche per questo se ne è parlato poco. Ma, se nonostante tutto questo i biancocelesti sono lì, a ridosso delle prime in campionato, e sono tornati brillantemente in corsa in Europa, sono gli altri a doversi preoccupare.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro