Dopo la sosta per le nazionali, è tornata finalmente la nostra amata serie A. E, con essa, il nostro appuntamento del lunedì con il...

Dopo la sosta per le nazionali, è tornata finalmente la nostra amata serie A. E, con essa, il nostro appuntamento del lunedì con il meglio e il peggio del nostro fantasmagorico campionato.E’ stato un turno abbastanza movimentato, con la degna conclusione di un derby d’Italia in posticipo che solo per qualche interferenza divina non è finito a ceffoni forti nelle arcate dentali. Continua a volare il Napoli del Professor Sarri, diventato ormai beniamino della città, continua a deludere il Milan di Sinisa sempre più sulla graticola. Battuta d’arresto per Lazio e Sampdoria, mentre in fondo alla classifica sorride il Frosinone, che per adesso viene fuori dalle sabbie mobili, e piangono lacrime amare Bologna e Carpi, che vedono allontanarsi le concorrenti per la zona salvezza.

Andiamo  a scoprire quali sono stati i Top e i Flop di questa giornata di campionato.

I TOP

Un Derby d’Italia ad alta tensione

Ok, per le persone normali e non disturbate, l’Inter-Juve di ieri sera sarebbe stato da inserire a buon diritto tra i flop. Per le persone normali, appunto. Perchè la partita è stata tesa ed agitata come piace a noi, con 8 ammoniti (anche se questo è da addebitare al buon Valeri che aveva deciso di estrarre il cartellino a ogni sospiro) e tanti momenti di non trascurabile tensione.

Peccato per lo zero a zero, ma peccato, per noi, che il clima di tensione non si sia poi esplicitato in un patatrac finale come ci saremmo aspettati. Comunque, una partita con tanti spunti delinquenziali, un Felipe Melo che ha rischiato di venire alle mani con chiunque, un paio di coraggiosi che hanno provato a mettere in pericolo la loro vita provocando Mario Mandzukic, un Ciccio Barzagli da monumento equestre, un paio di pali che hanno fatto tirare qualche madonnina di troppo.

Noi, tutto sommato, ci siamo comunque divertiti.

Dopo la partenza a rilento, il Napoli di mister Sarri ha ingranato la quarta e non ne vuole sapere di fermarsi, anzi, vuole mettere pure la quinta. Sotto i colpi dell’armata azzurra sono caduti, nelle ultime settimane, gli scalpi di Juventus, Milan (vabbè) e Fiorentina. Insomma, adesso nascondersi, dalle parti del Vesuvio, è diventato praticamente impossibile. La parola che non si poteva pronunciare per scaramanzia, ha adesso diritto di cittadinanza. Si, questo Napoli è da scudetto.

L’entusiasmo dei tifosi napoletani è tornato alle stelle (lo avete visto quel lord inquadrato dopo il gol del Pipita che festeggiava facendo ampi gesti all’indirizzo degli amici fiorentini, si?) e la truppa di Sarri si gode di nuovo le zone alte della classifica. In testa al campionato c’è ancora la Fiorentina (uscita sconfitta ma non ridimensionata dal San Paolo: i viola lotteranno per le posizioni di testa per tutto l’anno) ma il Ciuccio mai come quest’anno può dire la sua. Maurizio Sarri può sorridere, ma non troppo, altrimenti si vedono i denti consumati da anni e anni di tabagismo incallito.

L’eterno Pellissier

Ci sono calciatori che, oltrepassata una certa età, smettono di incantare e si avviano verso un triste declino. Questa sembrava la strada intrapresa da Sergio Pellissier, che ieri pomeriggio, però, ha messo tutti a tacere mettendo a segno uno dei gol più belli di questo avvio di campionato, che però non è servito alla squadra di Maran per uscire imbattuta da Marassi, per colpa del gol di Tachsidis in extremis.

Sergio Pellissier però si è inventato un gol da antologia, un tacco volante che ha battuto un Perin che era francamente incredulo dopo quanto accaduto. Un gol che ricorda quello più famoso messo a segno da Amantino Mancini in un derby di qualche anno fa, ma che per noi, fatto da Sergione, vale doppio, fate pure triplo.

Pjano Pjanic la Roma risale

Alle spalle della viola, a pari punti con l’Inter e a un solo punticino dalla vetta, c’è la Roma di Garcia che sembra aver superato il momento difficile e sembra pronta a tuffarsi a bomba nella corsa scudetto. Sabato i giallorossi hanno avuto bisogno di un tempo e poco più per carburare. C’è voluta la solita magia di Pjanic su punizione (come lui, in Europa, nessuno, finora) per sbloccare la gara contro l’Empoli, andata poi in archivio con la zuccata di De Rossi e il sigillo di Mimmo Salah.

Insomma, Garcia è stato fortunato a trovare i gol che hanno sbloccato la partita su calcio piazzato, visto che la mossa di mettere Gervinho centravanti non era sembrata la più azzeccata della storia del calcio. Ma i campionati si vincono anche giocando male, sbloccando le partite sui calci piazzati o con le giocate dei campioni. Alla fine lo scudetto passa anche (e soprattutto) da partite del genere.

I FLOP

L’ennesimo portiere bruciato dal Carpi

L’ultima volta, prima della sosta, avevamo esultato tutti. Finalmente il Carpi sembrava aver trovato un portiere, dopo la dannazione delle prime giornate in cui Brkic e Benussi avevano preso gol anche dagli spettatori. Belec sembrava la risposta al problema dell’estremo difensore per i poveri biancorossi di Sannino, accolto come salvatore della patria dopo la vittoria contro il Torino.

Ebbene, è bastata una partita sola per ripiombare dritti dritti nell’incubo. Il gol olimpico del Papu Gomez è quantomeno da dividere con la papera del portiere che battezza, cresima e unge il tiro dell’atalantino, e se lo lascia scappare alle spalle. Insieme ai distratti compagni della retroguardia, contribuisce a far affossare le speranze del Carpi. Brkic, Benussi, Belec. Sarà un caso che tutti e 3 iniziano con la lettera B? Tocca prendere un numero uno che magari inizia con la lettera A se si vuole puntare alla salvezza.

Salutiamo Delio Rossi

Il Bologna sembra essere decisamente naufragato. La peggior squadra di serie A, fino a questo momento, sono senza discussione alcuna i rossoblu di Delio Rossi. Che, peraltro, non sembra essere destinato a rimanere troppo a lungo su quella panchina. Ieri il Palermo di Iachini ha vinto quello che sembrava essere lo scontro tra due squadre prontissime a far saltare il proprio allenatore. Beppone ringrazia Franco Vazquez e si aggrappa con tutte le sue forze al suo posticino di lavoro.

Delio Rossi, invece, trema. Già pronte le alternative, noi speriamo sempre in un poco probabile ritorno di Malesani, che però ormai ci sembra dedito ad altre faccende. Il Bologna americano sembrava destinato a far sognare, qui invece ci sembra

Abituale presenza nella nostra parte bassa della top&flop, anche questa settimana il buon Sinisa Mihajlovic è sul banco degli imputati (anche se non abbiamo ancora il coraggio di andare a dirglielo in faccia: vorremmo vivere ancora qualche anno). Il Milan non vince da parecchio tempo, e il gioco è latitante come il peggior boss della malavita. Il primo colpevole è, ovviamente, l’allenatore.

Le squadre del serbo hanno sempre avuto un carattere ben preciso: abituate a faticare e a lottare su ogni singolo pallone, ordinate e disciplinate. Tutte qualità che in questo Milan, finora, non si sono mai viste. Le colpe sono da dividere con la dirigenza che ha costruito la squadra un po’ a casaccio, ma un allenatore dovrebbe anche essere in grado di arrangiarsi con quel che ha. Insomma, Sinisa, tra poco, potrebbe rischiare di essere mandato via? Vedremo. L’unico a salvarsi? Ovviamente l’eroico Bacca.

La schizofrenia della Samp

La Sampdoria vince fin qui l’ambito premio di squadra schizofrenia. I blucerchiati alternano ottime prestazioni a blackout sconcertanti. Dopo il buon pareggio in casa contro l’Inter, la squadra di Zenga avrebbe potuto ripetersi a Frosinone e lanciarsi in zona Europa. E invece, sotto i colpi di Paganini e Dionisi, la Samp si è sbriciolata.

Contro ogni previsione, ieri tra i migliori in campo c’è stato Antonio Cassano, nonostante una panza da competizione che a volte gli impediva di guardarsi i piedi. Dimostrazione che il talento supera pure i chili di troppo. Il che, però, deve far riflettere i compagni di reparto Eder e Muriel, troppo evanescenti e poco concreti, nonostante i chilometri macinati. La Samp ha nel reparto arretrato il suo tallone d’Achille. A gennaio toccherà spendere qualche milionazzo per prendere qualche vecchio bucaniere in grado di far mantenere in piedi la baracca.