I due emozionantissimi posticipi del lunedì hanno chiuso la sesta giornata di campionato, tra sorprese, conferme e delinquentate che hanno allietato anche stavolta il...

I due emozionantissimi posticipi del lunedì hanno chiuso la sesta giornata di campionato, tra sorprese, conferme e delinquentate che hanno allietato anche stavolta il nostro weekend. Torna anche il nostro tradizionale appuntamento con il riepilogo di quanto successo, con i Top e i Flop della giornata di campionato.

Visto che fra poco già si ricomincia con la Champions League, andiamo a vedere subito, di corsa, chi si è fatto rispettare e chi si è fatto insultare in questo turno di campionato.

TOP

La Fiorentina perfetta di Paulo Sousa

Vincere 4-1 a San Siro, dipingendo calcio e dando una sonora lezione alla capolista non è roba di tutti i giorni. E infatti i ragazzi di Paulo Sousa, al ritorno da Milano, sono stati accolti a Firenze da eroi, per una squadra che non vedeva la vetta della classifica dal lontano 1999. Domenica sera, a San Siro, complici gli errori dell’Inter, la Viola si è presa la scena. Con un super Kalinic, supportato alla grande dal suo centrocampo (un po’ meno da Tatarusanu che ha provato a sabotare tutto con uno sciagurato liscione) i viola hanno dato uno scossone al campionato.

Primo posto a pari merito con l’Inter. Sognare non è reato. Basta che Nikola Kalinic non decida di mettere in scena la mossa alla Edmundo e a gennaio fare una puntatina al carnevale di Zagabria.

Il Torino

A Torino, sponda granata, nemmeno il più ottimista degli ottimista avrebbe potuto immaginare un +8 sulla Juventus dopo solo 6 giornate di campionato. E, soprattutto, il Torino è una delle squadre più divertenti da veder giocare in questo campionato. La mano di Ventura è di nuovo ben visibile, la squadra granata è a due punti del primo posto dopo aver venduto i suoi pezzi pregiati e dopo aver aggiunto un nucleo di giovani speranze.

In attacco la faccenda è affidata ai vecchi bucanieri come Quagliarella (che non fa mai mancare un gol dell’ex a una delle sue settecento vecchie squadre) e Maxi Lopez, che un modo per arrabattarsi lo trovano sempre. E poi, con un Frecciarossa come Bruno Peres, la vita è più bella.

Lorenzo il Magnifico

Il calcio italiano ringrazia: dopo tanti anni e dopo un infortunio che sembrava avergli stroncato le ambizioni più grandi, Lorenzo Insigne sembra essere rinato, e il futuro sembra essere più luminoso che mai. Dopo le difficoltà con Mazzarri, che non lo vedeva proprio, e dopo qualche comprensibile alto e basso durante la gestione Benitez, con Maurizio Sarri lo scugnizzo sembra aver ritrovato (o forse trovato) la continuità di rendimento che gli mancava.

Ad oggi, Lollo non può non essere una delle colonne della spedizione italiana agli Europei, se continua così. Vederlo in campo, ad oggi, è un vero e proprio spettacolo.

I cartellini

Ok, siamo noi che siamo malati, questo è poco ma sicuro. Questo però per noi è stato un turno carico di emozioni, emozioni concentrate soprattutto nei tanti cartellini gialli e rossi che i direttori di gara hanno potuto allegramente sventolare sotto il naso dei calciatori di mezza Italia. Il totale? Una cinquantina tra cartellini gialli e cartellini rossi, con qualche perla, tipo quella di Obi, che passerà alla storia del campionato.

Il livello qualitativo di un campionato, per noi, si vede anche e soprattutto dalla grinta e dalla cattiveria agonistica che i protagonisti mettono in campo. E, almeno per questa volta, i nostri desideri sono stati esauditi. Avanti così, evviva il giuoco maschio!

FLOP

Il primo tracollo interista

Avevamo elogiato la squadra di Mancini per la solidità e il cinismo. E’ arrivata una batosta clamorosa che ha ridimensionato le ambizioni dei nerazzurri. Certo, la formazione messa in campo da Mancini domenica sera era un buon preambolo a una partita di sofferenza. Purtroppo per l’Inter, Jovetic, dopo aver messo in mostra il meglio del repertorio, ha messo in mostra anche quello che era uno dei suoi colpi migliori: l’infortunio muscolare a tradimento.

L’Inter non le avrebbe vinte tutte, questo era sicuro, ma sicuramente i tifosi nerazzurri avrebbero fatto a meno di questa tranvata nei denti senza preavviso. Da salvare, nella sciagurata gara contro la Fiorentina, solo Medel, ormai a suo agio nel ruolo di centrale di difesa.

Il Carpi e l’esonero di Castori

Un fulmine a ciel sereno ha sconvolto il nostro lunedi. Fabrizio Castori è stato allontanato dalla panchina del Carpi, dopo sole 6 giornate. Eppure, con una squadra poco attrezzata per la massima serie e un calendario praticamente impossibile (già affrontate Samp, Roma, Napoli, Fiorentina) era difficile fare più di quanto Castori abbia effettivamente fatto. L’esonero appare quindi un pochino frettoloso, anche in virtù del fatto che, forse, a Carpi avrebbero potuto riservare un trattamento diverso al mister della promozione.

Ma il calcio, a volte è anche questo, e tocca ingoiare qualche boccone amaro.

Il liscio di Moisander

La settimana scorsa avevamo assistito al liscio clamoroso di Manolas che, nei minuti di recupero, aveva regalato alla Sampdoria la clamorosa vittoria a Marassi contro la Roma. Ieri sera, invece, nell’ultimo posticipo, ci ha pensato il finlandese Niklas Moisander a movimentare la serata. Liscione inverecondo su innocuo cross dalla sinistra e palla alle spalle di Viviano per il gol del vantaggio della Sampdoria.

Insomma, la serie A sembra essere diventata terreno di conquista per la sagra del liscio. Ci fa piacere, perlomeno ci si diverte un po’.

La Juve sempre peggio

Presenza abituale in questa rubrica, la Juventus si è abituata ormai a recitare il ruolo del flop. Altra sconfitta in campionato per la truppa di Allegri, che vede scivolare sempre di più le posizioni di testa e si vedrà costretta a inseguire affannosamente nei prossimi mesi per ritornare almeno in zona Champions.

Ok, la ricostruzione, gli infortuni, le circostanze. Certo, Max Allegri ci sta mettendo del suo: ottava formazione diversa in otto partite stagionali e squadra in campo che ci sta probabilmente capendo poco. Agnelli e Marotta, a breve, scenderanno a tirare qualche bestemmia per la scellerata gestione di Dybala e Alex Sandro (80 milioni in due che vedono poco il campo) e probabilmente pareggeranno quelle dei tifosi. Vedremo in Champions come andranno le cose.

Sinisa: peggio di Pippo!

L’anno scorso Pippinzaghi aveva fatto collezione di ingiurie da parte dei tifosi del Milan ma, udite udite, a ben vedere era partito meglio di quanto fatto da Sinisa Mihajlovic finora. Alla sesta giornata, infatti, erano 11 i punti racimolati dal Pippo nazionale, contro i 9 raccolti dal tecnico serbo in questo avvio di campionato. Vero anche che poi, per Inzaghi, le cose andarono a scatafascio, mentre Sinisa promette già pronto riscatto.

Il Milan di Mihajlovic però è ancora un cantiere aperto. La difesa continua a prendere gol evitabili, a centrocampo non ci si capisce poi molto, con trequartisti bruciati uno dopo l’altro e giocatori schierati fuori ruolo (De Jong mezzala è roba da far venire giù un calendario intero. Resisti, Nigelone).

In attacco poi, Balotelli sta andando bene, ma la sua incompatibilità con qualsiasi altra punta è oramai acclarata: se gioca Mario vuole la palla tra i piedi anche a 500 metri dalla porta, e sia Bacca che Luiz Adriano faticano ad andare d’accordo, sul campo, con Marione. Sinisa dovrà ancora urlare parecchio per mettere a posto tutto.