Con il frizzante posticipo di ieri sera è andata in archivio anche la quinta giornata del nostro campionato, un campionato che fa registrare il...

Con il frizzante posticipo di ieri sera è andata in archivio anche la quinta giornata del nostro campionato, un campionato che fa registrare il primo tentativo di fuga dell’Inter e l’affannosa rincorsa delle inseguitrici, con una sorprendente Fiorentina al secondo posto. 

Punti importanti in chiave salvezza per Frosinone e Carpi contro le grandi, o presunte tali, Juventus e Napoli. Non saranno una manna dal cielo, ma muovere la classifica in questo momento pesa psicologicamente parecchio. Dopo il necessario quanto inopportuno preambolo, andiamo a vedere di corsa quali sono stati i Top e quali i Flop di questa quinta giornata. Immediatamente, che qui fra poco si scende di nuovo in campo per la sesta giornata.

TOP

Felipe Melo goleador

Ok, i 15 punti in 5 partite dell’Inter, fatti segnando solo 6 gol, sono delinquenzialmente esaltanti, dal nostro punto di vista. Squadra cinica, muscolare, centrocampo legnoso come piace a noi. Insomma, a calcio si può vincere anche senza fare per forza il tiki taka, viva iddio.

Il protagonista di questo turno, ma di questo avvio di campionato in generale, è senza ombra di dubbio Felipone nostro. Che, dopo aver consigliato il tennis a tutti settimana scorsa, mercoledì ha addirittura firmato il gol vittoria. Scusateci se insistiamo, ma Felipe ci costringe.

Riccardo Saponara che sembra Kakà

Ieri a Riccardino mancavano solamente il Frejus, il Monte Bianco e la Manica, e poi la collezione dei tunnel sarebbe stata completa. Cinque tunnel ai malcapitati difensori dell’Atalanta, progressioni, idee illuminanti. Insomma, il Saponara delle prime 5 giornate sembra Kakà, e chissà che al Milan qualcuno non si stia mangiando le mani o imprecando in armeno. Ah, e se Ricky non sarà una colonna portante della spedizione azzurra a Euro 2016, tiferemo Islanda. No, vabbè, dai, tanto l’Islanda la tifiamo lo stesso.

Le conferme di Sassuolo e Chievo

Ok, è ancora presto, magari fra tre giornate sono di nuovo nel mezzo della classifica e non in zona Europa. Ma Sassuolo e Chievo propongono un calcio brillante, ognuno a modo suo. Di Francesco fa giocare il Sassuolo senza paura, e il suo reparto offensivo non ha niente da invidiare a quello di squadre di ben altro livello. Maran invece ha messo su un Chievo da battaglia, una squadra difficile da affrontare per chiunque, una squadra che fa dei ritmi e dell’aggressività i suoi punti di forza, che sa chiudersi e ripartire alla grande, per poi affondare il colpo. Insomma, 11 punti il Sassuolo, 10 il Chievo. Le piccole sanno anche divertirsi.

La Fiorentina di Paulo Sousa

A Firenze hanno imparato ad amare l’ex gobbo. La sua idea di calcio è particolare e va abbracciata in pieno, e come abbiamo detto altre volte, il rischio è che le sue squadre possano scoppiare per “eccesso di ritmo”. Ma fin qui i viola reggono. Tatarusanu sembra Yasin, Astori pare mentalmente recuperato, e insieme a Facundone Roncaglia e Gonzalone Rodriguez ha contribuito a metter su la seconda miglior difesa della Serie A finora. Davanti c’è parecchio talento e un briciolo di delinquenza con la coppia ai limiti della legalità Kalinic (ci piace parecchio, sappiatelo)-Rebic.

La favola di Blanchard

Qualche mese prima era in tribuna a Berlino a tifare Juventus in finale di Champions, mercoledi ha fatto vacillare le certezze bianconere e ha firmato forse il momento più buio della stagione di Allegri, ora costretto a ricominciare tutto daccapo. Leonardo Blanchard è il protagonista della favola di giornata, una storia di quelle che ci fa ancora credere nella sorprendente bellezza del pallone.

Il ritorno di Balotelli

Ok, un paio di indizi fanno una prova. Buona prestazione con l’Inter, comportamento finora impeccabile (a parte qualche finezza di troppo che ha rischiato di far scapocciare Sinisa) e punizione mostruosa nel sette a Udine. Insomma, Marione sembra essere venuto qui con la testa giusta, almeno finora. Non ci accodiamo al coro angelico che già urla alla resurrezione, perchè con Balotelli la follia è sempre dietro l’angolo, ma attendiamo fiduciosi e speranzosi. Perchè forse Marione è uno dei pochi che potrebbe dare un senso alla nostra spedizione agli Europei quest’estate.

FLOP

Il turno infrasettimanale è nemico del popolo

Fare la formazione per il Fantacalcio è un supplizio, in mezzo alla settimana. Molti allenatori hanno pensato bene di far riposare i titolari, mettendo in campo cadaveri che non si vedevano calcare i campi da diversi anni.

I fantallenatori hanno bestemmiato il Creato, lo spettacolo ne ha risentito. Solo due i gol segnati fino all’intervallo, in un tripudio di zerazzero da far invidia alle categorie più infime del globo. Ma è il calcio moderno, pazienza.

La Juve smarrita

Che fine ha fatto la Juventus? In molti, visto che si giocava di mercoledi, potrebbero aver pensato di essere finiti su “Chi l’ha visto?”, solo che allo Juventus Stadium non si vedeva la Sciarelli nè si poteva udire la calda e suadente voce di Gianloreto Carbone. 5 punti in 5 partite, 2 dei quali raccolti in 3 partite allo Juventus Stadium contro Udinese, Chievo e Frosinone. Ecco, i tifosi bianconeri possono cominciare a preoccuparsi. Il passaggio da “episodi sfortunati” a “stagione di transizione” a “stagione demmerda” è dietro l’angolo. Serve invertire la rotta.

Il liscione di Manolas

La Roma è uscita sconfitta da Marassi, eppure non ha poi demeritato così tanto. Ha fatto una partita onesta, che forse si può dire decisa dagli episodi. A portieri invertiti, forse, sarebbe finita diversamente, e l’assenza di Coso in porta inizia forse a diventare pesante. Il protagonista della partita è stato però Kostas Manolas, con il suo liscio devastante trasformatosi in comico autogol. Se conosciamo il ragazzo, a fine partita avrà preso a pugni la sua immagine nello specchio per punirla. Ma sono cose che possono capitare.

L’Udinese ko

Ecco, l’Udinese. Dopo la gloriosa sfangata in casa della Juventus, la truppa di Colantuono sembrava destinata a un gran bel campionato. E invece sono arrivate batoste piuttosto pesanti. La squadra non è male, sicuramente molto più attrezzata rispetto ad altre concorrenti della metà bassa della classifica. Totò Di Natale ci appare un po’ appannato (e ci mancherebbe, con tutto il rispetto per un’icona come lui) e tenere fuori Duvan Zapata è un po’ tafazziano. I Pozzo potrebbero scapocciare fortissimo se la loro squadra dovesse andare in B giusto l’anno in cui hanno completato lo stadio nuovo, per cui il buon Colantuono è il primo candidato a veder zompare a gambe all’aria la propria panchina.