Il campionato di Serie A sta entrando nel vivo, le gerarchie iniziano a delinearsi, e a breve capiremo se la classifica attuale è frutto...

Il campionato di Serie A sta entrando nel vivo, le gerarchie iniziano a delinearsi, e a breve capiremo se la classifica attuale è frutto solo di un’illusione settembrina o se le cose continueranno ad andare in questo modo. L’Inter coglie il suo quarto successo consecutivo al Bentegodi, la Juventus si rilancia espugnando Marassi, la Roma pareggia in casa con il Sassuolo nella giornata in cui Francesco Totti segna la rete numero 300 con la maglia della Roma. Napoli e Milan si rilanciano, in coda primo sorriso per il Bologna mentre Carpi e Frosinone restano al palo in fondo alla classifica. 

Andiamo a vedere il meglio e il peggio di questa quarta giornata di Serie A, vista con occhi delinquenziali.

TOP

L’Inter guerriera di Mancini

In testa alla classifica si conferma l’Inter di Roberto Mancini. Una squadra che ha fatto del cinismo il suo punto di forza, e che si regge sulla cattiveria agonistica e la grinta di un centrocampo guidato in maniera esemplare da Felipe Melo. Felipe Melo che, concedetecelo, pare essere tornato dalla Turchia in gran forma: sembra Emerson con la carogna dentro. E, quando vinci sempre con scarti minimi, non è un caso: puoi puntare a fare bene. Poi, con Medel in mezzo alla difesa a dettar legge e menare di randello, nulla è impossibile.

Carlos Bacca

Il pescatore di Barranquilla è una delle poche certezze del laboratorio di Sinisa Mihajlovic (le altra sono le numerose Madonne tirate a ogni partita dal tecnico serbo e i cross di Abate dritti dritti su tibia e perone dell’avversario). Bacca sta dimostrando di essere uno straordinario uomo d’area, senza fronzoli e senza orpelli. Il primo gol di sabato è straordinario per difficoltà, un vero colpo di genio che solo un grande attaccante può pensare. E poi delinque pure, cosa diamine volete di più dalla vita? Simone Zaza? (citofonateci se l’avete capita, altrimenti corriamo a impiccarci)

Sarri alla riscossa

La settimana, per Maurizione Sarri, era iniziata all’insegna delle critiche di Maradona, uno che in panchina stava riuscendo a non qualificarsi ai Mondiali con un’Argentina fortissima. Il tecnico del Napoli ha risposto con l’ironia e rifilando 10 pallettoni in due partite a Brugge e Lazio. E, al buon Sarri, perfettamente calato nell’ambiente napoletano, sarà scappato sicuramente un “affammocc” dedicato a Maradona e a tutti quelli che avevano dato il Napoli già spacciato.

Toro e Viola, le strane inseguitrici

Alle spalle dell’Inter volano Torino e Fiorentina. Il Toro, sempre sotto traccia, zitto zitto si trova al secondo posto, senza mai aver perso, a + 6 sulla Juve. E, diamine, Ventura si permette pure di tenere in panchina Zappacosta, altrimenti il primo posto non glielo avrebbe levato nessuno. La Fiorentina di Paulo Sousa, invece, ci pare una squadra psicopatica, nel senso buono del termine. Giovedi le buscava dal Basilea, ieri espugna tranquillamente l’ostico Braglia di Modena, casa del Carpi, grazie ai miracoli di Tatarusanu. L’impressione è che i viola possano vincere con chiunque e perdere con chiunque. E soprattutto, scapocciare. Ah, Borja Valero è IL capo.

Juve al Cuadrado

La Juventus torna a vincere in campionato dopo una quindicina d’anni, ed il protagonista è Cuadrado, l’uomo arrivato in fondo al mercato quasi da reietto e che sta trascinando la squadra di Allegri. Non ci piace, lo ammettiamo, e a ogni doppio passo ci viene la tentazione di stenderlo. Però va detto, sta risultando decisivo per la riscossa bianconera. Ma una legnata educativa ogni tanto non può che fargli bene.

Francesco Totti

300 gol con la stessa maglia. Al di là della fede calcistica e delle rivalità, a uno così non puoi dire niente. Tocca alzarsi in piedi e applaudire.

FLOP

La difesa della Lazio

Molto probabilmente gran parte della retroguardia della Lazio è rimasta in Ucraina. Il lungo viaggio per andare a giocare contro il Dniproioiqrwjriqhndusduquehrtrovsk ha lasciato i segni. Nei 5 gol segnati dal Napoli buona parte del merito è delle cappelle fatte registrare dalla difesa biancoceleste. Questo è quello che accade quando si silura un uomo come Lorik Cana, comunque. Ben gli sta.

La terna arbitrale dell’Olimpico

Gol di Totti in fuorigioco di svariate decine di metri, rigore non concesso ai giallorossi nel finale con Peluso che tira giù Rudiger (che poi ha imbruttito in maniera epica il povero Sansone, comunque: idolo). Insomma, all’Olimpico ieri poteva finire a ceffoni forti.

Juan Manuel Iturbe

Partita da calci nel sedere, in puro stile sudamericano nei giorni in cui non gli va di fare niente. Ciliegina nella torta la scapocciata al momento della sostituzione, con un gran numero di ingiurie lanciate all’indirizzo di Rudi Garcia, colpevole di averlo sostituito. Inoltre, uscendo dal campo, Iturbe se l’è presa con un cartellone pubblicitario e poi è tornato direttamente negli spogliatoi, salvo ripensarci. Prova a farlo con Simeone, vediamo cosa ne viene fuori. Qualche osso, probabilmente.

Il Frosinone al palo

Quattro partite, zero punti, un solo gol, quello realizzato decenni fa da Danilone Soddimo. Questo, finora, il bilancio del Frosinone di Stellone, che se non è riuscito a fare punti contro il Bologna, santiddio, quando pensa di farli? Ci auguriamo una pronta risalita dei ciociari, perlomeno per non archiviare il discorso retrocessione già a novembre. Vogliamo voler volare la delinquenza per rimanere in serie A, non ci deludete. Per favore.

Gli infortuni della Juve

Più che flop, in realtà sono sonore bestemmie. Quelle che i tifosi bianconeri quest’anno sembrano destinati a tirare in lungo e in largo. Dopo Khedira e Marchisio, ieri si sono fermati anche Morata e Mandzukic. E per l’attacco bianconero è già emergenza, con Simone Zaza scongelato. In attesa di valutare l’entità dei due infortuni, Allegri ironizza sulla responsabilità. I tifosi della Juve, nel frattempo, potrebbero prenotare un bel viaggetto a Lourdes.