Con il campionato di Serie A 2016-17 ormai alle porte, le rose quasi completate e le ambizioni di ogni squadra in via di definizione,...

Con il campionato di Serie A 2016-17 ormai alle porte, le rose quasi completate e le ambizioni di ogni squadra in via di definizione, la nostra guida delinquenziale vi orienterà al meglio tra tutte le 20 squadre che saranno protagoniste della prossima serie A.

Sarà un campionato all’insegna della Juventus, ma non solo. I bianconeri si sono rinforzati e soprattutto hanno indebolito le due principali rivali dello scorso anno, sottraendo due giocatori del calibro di Miralem Pjanic e Gonzalo Higuain alla Roma e al Napoli, puntellando la squadra con acquisti di lusso.

Attenzione però a commettere l’errore di credere che il campionato sia già chiuso: nel calcio, seguendo un luogo comune abbastanza abusato, niente  è scontato, e tutto può succedere. Dietro, tante le squadre con ambizioni, tante le possibili sorprese e apertissima la lotta per non retrocedere, quella che noi, da buoni delinquenti, seguiremo forse con maggiore attenzione.

Insomma, ad agosto, come ogni anno, la frenesia di voler vedere tutte le squadre all’opera è tanta. E noi non vediamo l’ora che questo magnifico spettacolo cominci ancora una volta.

Squadra per squadra analizziamo le formazioni, le loro possibilità, i giocatori da seguire e, naturalmente, quelli che potrebbero darci soddisfazioni in ambito delinquenziale. Buon divertimento e buon campionato a tutti!

Atalanta

Piccola rivoluzione per l’Atalanta dopo la salvezza senza infamia e senza lode dello scorso anno: sulla panchina dei nerazzurri bergamaschi è arrivato dal Genoa il baldanzoso Gasperini, mentre dopo l’avventura inglese torna in Italia Alberto Paloschi, che proprio dall’Atalanta punterà a far ripartire la sua carriera.

Gasperini, ovviamente, ripartirà dalla sua amata difesa a 3, con Toloi e Masiello a comandare le operazioni insieme al nostro cavallo, la locomotiva di Sarajevo Ervin Zukanovic. Purtroppo per noi, l’idolo De Roon è andato a prendere cartellini gialli altrove, e ci mancherà parecchio. Sulla fascia scorazzerà, allegro e spensierato come sempre, il buon Dramè, dall’altra parte dovrebbe esserci la sorpresa Conti.

Il tridente non ha niente -ma proprio niente- da invidiare alla MSN o alla BBC: i due piccoletti Papu Gomez e D’Alessandro pronti a innescare Albertino Paloschi. Se tutto va bene ci si diverte, anche se in genere molte squadre che partono così finiscono invischiate a caso nella zona retrocessione.

L’allenatore: Gian Piero Gasperini

Dopo gli anni al Genoa, una nuova sfida per Gasp. Se e quando gira tutto bene, le sue squadre si divertono e fanno divertire. Se qualche ingranaggio si inceppa, rischia di finire tutto a carte quarantotto. Vediamo quale delle due opzioni si verificherà a Bergamo

La stella: Alejandro “Papu” Gomez

Ormai dedito alla cafonaggine più sguaiata sui social, il Papu Gomez resta uno di quei giocatori che quando sono in giornata fanno vedere le stelle agli avversari, quando sono in giornata storta le fanno vedere ai propri tifosi. Ma non voler bene a uno come lui è difficile.

Il delinquente da tenere d’occhio: Carlos Carmona

Torna dopo un anno difficile e deve immediatamente raccogliere l’eredità di uno dei calciatori più ammoniti dello scorso anno (De Roon). Ma il ragazzo ha esperienza e carogna in quantità. Se giocherà (alle sue spalle spinge l’ex Cesena Kessiè) darà molte soddisfazioni.

Le ambizioni: Salvezza tranquilla che, con tutto al posto giusto, può portare nella prima metà della classifica

Bologna

Nella passata stagione il campionato del Bologna è stato dai due volti: prima parte di stagione, con Delio Rossi in panchina, pessima, seconda parte con Donadoni al timone delle operazioni molto buona.

Quest’anno l’allenatore è stato confermato, da segnalare due cessioni illustri quali Giaccherini, accasatosi al Napoli, e Diawara, che tutt’ora non si sa che fine abbia fatto in quanto non si è mai presentato al ritiro di Casteldebole. Il resto dell’ossatura è rimasto, impreziosito da qualche acquisto di prospettiva come il gioiellino magiaro Nagy e ed il centrocampista Krejci.

Si attende un rinforzo in avanti, in quanto Destro sta recuperando da un fastidioso infortunio e Floccari non offre particolari garanzie sul piano fisico. Ah si poi c’è anche Robert Acquafresca, ci eravamo scordati, ci perdonerete.

L’allenatore: Roberto Donadoni

Ampiamente confermato nonostante l’ultima parte di stagione non brillantissima, quando bisogna dire, ad onor del vero, l’obiettivo salvezza era stato tranquillamente raggiunto. Quello che ci si aspetta dal tecnico è che prosegua nello sviluppo del progetto iniziato dalla società americana, puntando molto sulla crescita dei giovani (Masina, Kraft, Donsah, Nagy, Pulgar per citare i più promettenti). Il modulo adottato dovrebbe essere il 4-2-3-1 in cui i due centrocampisti di schermo ed i 3 dietro la punta dovranno sudarsi il posto ad ogni allenamento. Poche certezze ma futuro luminoso, così almeno sperano Saputo & company.

La stella: Il collettivo

Il Bologna è la classica squadra in cui non c’è una vera e propria stella quanto più si punta ad esaltare la forza del collettivo. Ci sono 2 o 3 giocatori che spiccano per maggiore qualità rispetto ad altri (Destro e Mounier oltre al fenomeno Brienza che però inizia ad avvicinarsi alla pensione). Da tenere d’occhio come potenziale l’ungherese neo acquisto Nagy, che all’Europeo in Francia ci ha molto ben impressionato.

Il delinquente da tenere d’occhio: Mimmo Maietta

Avevamo due o tre candidature legittime ma andiamo con Mimmo Maietta. Teoricamente, e sottolineiamo teoricamente, dovrebbe partire come sostituto dietro Gastaldello ed il buon Marios, considerata la coppia titolare. La propensione a spaccarsi del greco, così come quella del capitano, faranno sì che Maietta ne giocherà molte da titolare, portando il suo consueto apporto di stecche, gomitate e calcioni. Passano gli anni ma la delinquenza resta, immarcescibile.

Le ambizioni: Difficile decifrare dove potrà arrivare questa squadra. Ci sentiamo di dire che la salvezza non dovrebbe essere in discussione, anche se Giaccherini e Diawara sono due perdite pesanti forse non adeguatamente rimpiazzate, al momento. Se tutto gira come si aspetta Donadoni e se dovesse arrivare un buon attaccante questa squadra potrebbe togliersi anche qualche soddisfazione, portandosi a casa più di uno scalpo importante.

Cagliari

Neopromossa eccellente, per storia e tradizione. L’anno scorso il Cagliari in Serie B era -onestamente- fuori categoria, e infatti i rossoblu isolani si presentano in Serie A con una squadra molto simile a quella dello scorso anno, con un paio di innesti importanti, soprattutto per nome.

Sono arrivati, infatti, idoli del calibro di Marco Borriello, Bruno Alves (ricordiamo, Campione d’Europa in carica) e, soprattutto, due ex Juve che hanno acceso l’entusiasmo del pubblico di Cagliari: Simone Padoin e Mauricio Isla. Insomma, si fa sul serio.

Il 4-3-1-2 di Rastelli dovrebbe puntare forte sull’attacco, che ha parecchie alternative, tanto che probabilmente il buon Marco Sau nemmeno partirà titolare (puntiamo su Farias-Borriello, ad oggi). Per il resto, difesa forse da registrare, con Ceppitelli e Bruno Alves a battagliare nel mezzo e Murru in rampa di lancio.

L’allenatore: Massimo Rastelli

Dopo un campionato di B vinto con la stessa facilità di una gara di furto di caramelle ai poppanti, Rastelli è atteso alla sfida dell’esordio in Serie A. Come detto punterà sul suo amato 4-3-1-2 ma non dovrebbe fossilizzarsi troppo su questo schema, che può anche diventare un 4-3-3 con le frecce esterne aggiunte all’arco dell’attacco rossoblu. Vediamo come se la caverà con la battaglia per la salvezza.

La stella: Marco Borriello

Arrivato un po’ a sorpresa, il Borriellone nazionale, che l’anno scorso ha fatto vedere a tutti di essere ancora in gran forma, è forse agli sgoccioli della sua carriera, ma ha ancora qualche gettone da spendere. La salvezza del Cagliari passerà dai suoi gol e dalle sue sportellate con i difensori avversari. Menzione d’onore per l’altra stella della squadra, il pluriscudettato Simone Padoin.

Il delinquente da tenere d’occhio: Bruno Alves

Quante neopromosse possono contare su un campione d’Europa in carica? Poche, infatti Bruno Alves è il vanto di tutta la Serie A. Attenzione, il ragazzo (insomma, la pensione pare a un passo) ha già fatto vedere che ha nei piedi parecchia delinquenza. Cartellini in quantità e scapocciata facile: da uno che ha avuto Pepe come compagno di reparto ci si possono aspettare solamente grandissime cose.

Le ambizioni: L’obiettivo principale è ovviamente la salvezza e, nonostante la squadra non sia assolutamente messa male, non sarà neppure tanto facile. Vedremo come se la caveranno i giovani, vedremo Rastelli all’esordio in un campionato così complicato.

Chievo

Una stagione da 50 punti il Chievo non la faceva da parecchio tempo, e l’anno scorso si è tolto anche più di qualche soddisfazione. Logico che l’idea di Campedelli fosse quella di cambiare il meno possibile, all’insegna della regola aurea dell’esistenza umana: se qualcosa funziona bene, PER CARITA’ DI DIO non toccare nulla e spera che continui così.

Per ora il mercato non ha portato grandi nomi, a parte lo storico ritorno di Sorrentino (che a Palermo rischiava di prendersi male con Ballardini) tra i pali. Il centrocampo sarà ancora nelle mani del solido trio Radovanovic-Castro-Hetemaj, in attacco Maran punterà sull’esplosione di Inglese, sulla corsa di Mpoku e sull’esperienza di Floro Flores, Meggiorini e, si, ancora su Sergione Pellissier.

L’allenatore: Rolando Maran

Dopo diverse stagioni nell’anonimato, nella scorsa stagione Rolando Maran si è conquistato l’attenzione di tutti salvando in scioltezza il Chievo e, udite udite, facendolo pure giocare a tratti molto bene. Il Chievo dell’anno scorso era una squadra molto organizzata, solida, con un’identità di gioco e che era difficile da affrontare per tutti, salvo giornate storte. L’idea è quella di riproporre tutto questo durante la prossima stagione, cercando di farsi voler bene da tutti.

La stella: Valter Birsa

In una squadra come il Chievo difficile trovare una vera e propria stella. Allora puntiamo sull’uomo in grado di accendere la luce, quello dotato di un piede in grado di recitare qualche verso di poesia in più rispetto agli altri: lo sloveno Valter Birsa, che l’anno scorso ha fatto intravedere sprazzi di gran calcio, un po’ troppo però a corrente alternata. Anche quest’anno le geometrie e le illuminazioni della squadra gialloblu passano dai suoi piedi.

Il delinquente da tenere d’occhio: Bostjan Cesar

Qui la scelta era più ampia, naturalmente. Per tradizione, longevità e caratteristiche tecniche, il nostro cavallo al Bentegodi è l’altro sloveno del Chievo, il Signore del Giallo Bostjan Cesar. Suo marchio di fabbrica è la stecca intimidatoria, quel gesto tecnico in cui eccelleva il Gran Maestro Walter Samuel: far capire subito agli attaccanti che aria tira con una bella randellata negli stinchi nei primi minuti di gara. Dovrebbe giocare in coppia con uno tra Gamberini, Dainelli e Spolli (anche lui da tenere d’occhio), quindi là dietro sarà dura passare senza danni.

Le ambizioni: Ovviamente l’obiettivo numero uno è la salvezza, cercando di non rimanere invischiati nel polverone là dietro, nel quale a volte finiscono anche squadre ben più attrezzate di questo Chievo.

Crotone

Esordio storico in serie A per i pitagorici, con però, purtroppo, la spinosa questione stadio da risolvere. Nel frattempo, la squadra è stata affidata a Davide Nicola, dopo aver salutato l’artefice della promozione in A, quel grandissimo idolo che risponde al nome di Ivan Juric.

Il Crotone proverà ovviamente a sfangare in qualsiasi modo (soprattutto arrabattandosi) una faticosa salvezza. L’impianto di gioco dei pitagorici è il consolidato 3-4-3: bisognerà vedere se potrà reggere i ritmi del massimo campionato senza subire contraccolpi. Salvarsi giocando un bel calcio non è mai stato facile per nessuno, storicamente. La squadra è rimasta quasi la stessa; pochi innesti, tra cui il gigantesco nigeriano Simy che potrebbe essere una delle sorprese del campionato. O uno dei flop, fate voi.

L’allenatore: Davide Nicola

Il Crotone, non senza rimpianti, ha dovuto salutare il croato Juric, che si è accasato al Genoa. Ora, a raccogliere la sua eredità, sarà Davide Nicola, reduce dall’esperienza al Bari e che proprio a Juric è stato spesso accostato per il modo di giocare.

Solo che il suo è un compito parecchio arduo, visto che il calciomercato non ha regalato grandissimi colpi e la situazione non sembra proprio delle migliori. Nicola dovrà inventarsi qualcosa di grosso per riuscire a trascinare in porto l’imbarcazione calabrese sana e salva. Al massimo ci si affiderà alle cavalcate di Martella e alle invenzioni di Capezzi e Salzano.

La stella: Raffaele Palladino

Il grande protagonista della cavalcata del Crotone in B, lo scorso anno, è stato Ante Budimir. Il gigante croato, però, è tornato alla casa madre, alla Samp, e la sua eredità sarà pesante da raccogliere. Noi puntiamo tutto sul rilancio di Raffaele Palladino, uno che non ha mantenuto le promesse fatte a inizio carriera e che ora ha la possibilità di rilanciarsi alla grande.

Insomma, una scommessa, ma Palladino ha le carte in regola per fare il fenomeno a sorpresa. Insomma, perdonateci, qualcuno dovavamo pur trovare.

Il delinquente da tenere d’occhio: Adrian Stoian

Con quel baffo lì e quella faccia da malandrino, è impossibile non voler bene ad Adrian Stoian. Il ragazzo dovrebbe partire titolare nel tridente di Nicola, speriamo sempre con quel delinquentissimo numero 2 addosso. Non è uno di quelli abituati a segnare molto, dovrebbe però calciare comunque i rigori, nel caso qualcuno di voi avesse la malsana idea di puntare su di lui al Fantacalcio.

Maggiori soddisfazioni ne darà in gazzarre, mischioni e confronti viso a viso.

Le ambizioni: Sfangare una putridissima salvezza nel modo più lurido possibile. Come se fosse la cosa più bella del mondo.

Empoli

Due annate da incorniciare per la squadra del presidente Corsi, quella scorsa con Marco Giampaolo forse ancora più sorprendente di quella, già incredibile, vissuta con Maurizio Sarri in panchina. E ora il buon Martusciello, dopo diversi anni da vice sia di Sarri che di Giampaolo, si ritrova in mano il compito di portare avanti la baracca.

Anche quest’anno diversi dei pezzi pregiati sono volati via, soprattutto in difesa. e Martusciello dovrà pur inventarsi qualcosa. Si parte con il 4-3-1-2 utilizzato negli scorsi anni, affidandosi all’estro e alle invenzioni di Saponara, e alle reti di due scafati naviganti dell’area di rigore come Maccarone e Gilardino. Vedremo se riusciranno a fare l’ennesimo miracolo o se resteranno invischiati nella lotta per non retrocedere.

L’allenatore: Giovanni Martusciello

Prima stagione da tecnico numero uno in serie A, subito una bella gatta da pelare per Martusciello, che già da giocatore aveva lasciato un buon ricordo ad Empoli. L’impianto di gioco non dovrebbe variare troppo rispetto a quello messo in piedi da Sarri prima e Giampaolo poi, con l’Empoli che, sorprendentemente, era tra le squadre che giocava meglio in Serie A (in proporzione al materiale a disposizione).

Il pericolo di essere tra i primi a saltare gambe all’aria con tutta la panchina è più che consistente. Vedremo se il buon Martusciello sarà in grado di replicare il miracolo empolese per la terza stagione di fila.

La stella: Riccardo Saponara

Il motivo per cui, dopo una stagione e mezza di alto livello, nessuno si sia concretamente interessato a Riccardo Saponara è un mezzo mistero. Mezzo, perché in realtà una spiegazione plausibile c’è. Saponara, quando si accende, è un giocatore strepitoso, capace di mandare in porta i compagni con un solo tocco o di inventarsi lui stesso, in prima persona, qualche gol della Madonna, per usare termini da Lord inglesi.

Però, quando invece non è in serata, il trequartista dell’Empoli diventa talvolta addirittura un peso per la sua squadra, sparendo dal campo. In ogni caso resta comunque lui il giocatore di maggiore qualità dell’Empoli, quello che può cambiare, da solo o quasi, le sorti e il campionato della squadra di Martusciello.

Il delinquente da tenere d’occhio: Giuseppe Bellusci

I titoloni del calciomercato si sono concentrati tutti sulle telenovele Higuain e Pogba, ma nessuno ha fatto adeguatamente notare il ritorno in Italia, dopo due stagioni a Leeds, di uno dei nostri cavalli: Peppe Bellusci è pronto per riprendersi il Belpaese.

Partito Lorenzo Tonelli destinazione Napoli, la difesa dell’Empoli era da rifondare: con Peppe Bellusci è in arrivo un carico di esperienza e un armamentario di pratiche delinquenziali ad alto tasso emotivo. Per uno che è cresciuto sotto l’ala protettiva di Spolli a Catania niente è impossibile. Occhio anche a Dioussè sulla mediana.

Le ambizioni: Se la difesa regge, e se Maccarone e Gilardino rimangono in forma tutto l’anno, la salvezza dovrebbe essere alla portata.

Fiorentina

La squadra di Paulo Sousa è chiamata a confermare la buona stagione scorsa, anzi, l’obiettivo è quello di confermare la prima parte di stagione, quella in cui i viola sono stati anche al comando della classifica, prima che la stagione finisse, piano piano, a donne di facili costume, con il raggiungimento di una qualificazione in Europa League, buona ma deludente in confronto a quanto visto nella prima parte di stagione.

L’ossatura della squadra è rimasta praticamente la stessa: le sorti della Fiorentina passano ancora dai piedi di Borja Valero che, per l’appunto, ha pensato bene di spaccarsi proprio in questi giorni, e dalla vena realizzativa di Kalinic: il periodo di calo della Fiorentina, lo scorso anno, coincise proprio con la sparizione dell’attaccante. La difesa dovrebbe rimanere la stessa dello scorso anno, non sono arrivati acquisti di rilievo (Diks, Sanchez e Toledo dovranno conquistarsi a fatica il posto in squadra) e si attende l’ennesima resurrezione di Giuseppe Rossi. Per la quale noi ovviamente facciamo il tifo.

L’allenatore: Paulo Sousa

L’anno scorso Paulo Sousa ha stupito tutti anche per il suo modo di giocare: la sua Fiorentina giocava un gran bel calcio, imprevedibile e flessibile. Il modulo era fluido, si andava insistentemente sugli esterni e la sua Fiorentina sembrava in grado di lottare anche per le posizioni di testa. Poi, però, a un certo punto gli esperimenti sono diventati troppi e nemmeno il tecnico portoghese sembra averci capito più di tanto.

Quest’anno, a quanto pare, Paulo Sousa dovrebbe puntare sulla difesa a 4 (non si è ancora ben capito se sarà un 4-2-3-1 o un 4-3-3) ma state attenti che da un momento all’altro la Fiorentina potrebbe presentarsi in campo con un guardiolesco 2-1-4-3. Eclettico.

La stella: Borja Valero

Il centrocampista spagnolo è il fulcro del gioco della Fiorentina. Dai suoi piedi passano tutte le invenzioni e tutte le giocate più importanti della squadra di Paulo Sousa, che ne è ben consapevole e piuttosto che lasciare fuori Borja Valero, lo farebbe giocare in gesso e stampelle: ipotesi che non è neppure così remota visto che è recente la notizia del suo infortunio che potrebbe tenerlo lontano dai campi per un mesetto.

Lui va ai suoi ritmi, sembra andare al rallentatore, ma in realtà sembra prevedere con largo anticipo quello che succederà sul campo. Viene il sospetto che sappia già come andranno a finire le partite e come si svilupperanno le azioni.

Il delinquente da tenere d’occhio: Milan Badelj

Il centrocampista croato è un lottatore eccezionale, uno che la gamba non la tira mai indietro. Anzi, è proprio uno di quelli che è il primo a menarla, la legnata. Lo scorso anno è stato eccezionale nel centrocampo viola: il suo lavoro sporco è risultato fondamentale per proteggere le spalle all’illuminante Borja Valero, ma, attenzione, non stiamo parlando solo di un maniscalco.

Milan Badelj infatti sta diventando piano piano un giocatore di livello internazionale, e l’interessamento di diversi top club conferma questa tesi. Questo può essere l’anno della consacrazione, che noi speriamo avvenga a suon di calcioni e cartellini gialli.

Le ambizioni: L’obiettivo minimo della Fiorentina è, ovviamente, conquistare ancora una volta un posto in Europa. Il sogno sarebbe conquistarne uno in quella dei grandi, nella Champions, ma l’impressione è che il treno giusto fosse quello passato lo scorso anno…

Genoa

Squadra che aveva bisogno di una boccata d’aria fresca dopo l’avventura di Gasperini, quindi ecco arrivare un nuovo allenatore, che è poi un discepolo dell’ex tecnico genoano, Ivan Juric. Preziosi ha operato sul mercato in maniera oculata per dare al nuovo tecnico una rosa completa, con più alternative in quasi ogni reparto. Lo scoglio più grande rimane sempre quello del vice-Pavoletti se, come avvenuto nella passata stagione, l’attaccante di razza sarà costretto a saltare qualche partita.

Con gli innesti di Veloso e Ocampos a centrocampo e sulla trequarti la qualità dovrebbe essere assicurata, in difesa è arrivato via Lazio Santiago Gentiletti, in cerca di riscatto.

L’allenatore: Ivan Juric

Terminata l’era Gasperini i tifosi genoani si augurano possa iniziare l’era Juric. Il neo tecnico del grifone è un discepolo di Giampiero, anche se rispetto al maestro sembra un po’ meno integralista tatticamente e più propenso ad una duttilità tattica che potrebbe far comodo. La stagione passata Juric ha guidato il Crotone ad una storica promozione in A, ottenuta in maniera più che meritata, mettendo in mostra un ottimo gioco in grado di dominare l’avversario.

Il modulo che predilige si basa su una difesa a 3, che può in alcune occasioni passare a 4, quattro centrocampisti e due folletti offensivi dietro la punta centrale (Pavoletti e Budimir hanno anche caratteristiche tecniche abbastanza simili, stante la superiorità evidente del nostro connazionale sotto ogni aspetto del gioco).

La stella: Leonardo Pavoletti

Pavoletti, dovesse ripetere la strepitosa stagione passata, si candiderebbe di diritto alla maglia titolare della nazionale italiana. Attaccante moderno, dotato di ottima tecnica ed eccellente fiuto del gol, l’anno passato è andato a segno ben 14 volte su 25 presenze. Sulla soglia dei 28 anni ha ormai completato il processo di maturazione tecnica ed ha tutte le carte in regola per imporsi come uno dei migliori attaccanti del nostro campionato negli anni a venire.

Il delinquente da tenere d’occhio: Tomas Rincon

Chi potevamo scegliere se non il generale Rincon? Il centrocampista venezuelano ve lo avevamo già segnalato a più riprese l’anno scorso quando, a suon di prestazioni maiuscole, si è preso in mano il centrocampo rossoblu. Temperamento, quantità, e posizionamento sono le sue doti migliori, dovesse diventare anche uno da 4 o 5 gol stagionali probabilmente parleremmo di un top del ruolo, almeno in Italia. Noi ne siamo succubi, ed in una nostra ipotetica selezione lo vorremmo sempre.

Le ambizioni: Quando si cambia la guida tecnica, a maggior ragione se il nuovo allenatore è alla prima esperienza in A, le incognite son sempre tante. Sulla carta la squadra per fare bene, anche molto bene c’è tutta: un mix di qualità, gioventù ed esperienza che, mixate ad arte, potrebbe regalare un cocktail godibilissimo. D’altra parte il rischio di sbilanciarsi troppo su qualche ingrediente è dietro l’angolo, con tutto ciò che ne consegue. Secondo noi l’ambizione più realistica per questa squadra potrebbe essere un posto a ridosso della zona Europa League, se invece tutto dovesse andare nel migliore dei modi, proprio un piazzamento per la seconda coppa europea più prestigiosa potrebbe essere alla portata.

Inter

Estate travagliata all’insegna dei ceffoni tra Mancini e la proprietà, che si è conclusa con le dimissioni del tecnico Jesino e l’ingaggio dell’olandese Frank de Boer. Altra grana in casa nerazzurra è stata la vicenda Icardi, con la moglie procuratrice Wanda Nara a menar le danze in cerca di attirarsi le “simpatie” di interisti, napoletani e chi più ne ha più ne metta.

Alla fine il bomber argentino è rimasto e con lui la dose, sempre cospicua, di reti che si porta in dote. Gli acquisti di Erkin, Ansaldi e Banega, soprattutto quest’ultimo, rinforzano una squadra che era già piuttosto ambiziosa.

L’allenatore: Frank De Boer

La notizia più clamorosa in casa interista è stato l’avvicendamento Mancini-De Boer, non tanto per il fatto in sé che era ampiamente nell’aria, quanto più per la tempistica, ovvero a pochi giorni dall’inizio del campionato. Il tecnico olandese nelle sue sei stagioni da tecnico dei lancieri ha portato a casa 4 titoli e due secondi posti, mettendo in mostra un buon gioco e la capacità di sviluppare giovani talenti, che è anche parte di ciò che gli chiede la proprietà cinese. Con pochissimo tempo a disposizione per far assimilare le proprie idee, bisognerà attendere un po’ di tempo per capire di che pasta è fatto e soprattutto se il nostro campionato si può sposare con la sua idea di calcio. Che ancora non abbiamo ben capito, onestamente.

La stella: Mauro Icardi

Senza dubbio Mauro Icardi. Rimasto all’inter, resistendo alle avance di De Laurentis, Icardi dovrebbe garantire il solito, generoso, bottino di reti realizzate sostenendo il peso dell’attacco interista quasi da solo. Da lui ci si aspetta però un ulteriore step di crescita, soprattutto nella capacità di dialogare con i propri compagni di squadra, cosa in cui non sempre ha dimostrato di eccellere come con il pallone davanti al portiere, dove già si può considerare un fuoriclasse del ruolo.

Il delinquente da tenere d’occhio: Felipe Melo

Qua ci sarebbe veramente l’imbarazzo della scelta, con Melo, Medel, Kondogbia a cui si deve aggiungere l’arrivo di Banega, non proprio uno stinco di santo. Come si cade, si cade in piedi, tranne i loro avversari che faranno dei bei capitomboli faccia a terra e culo in aria. Per quanto Medel ci rubi il cuore come pochi altri, non ce la sentiamo di passare Felipe Melo, che resta una spanna sopra tutti quando si tratta di delinquere.

Non sappiamo se il brasiliano rientri o meno nei piani di De Boer, comunque la concorrenza nel ruolo è abbastanza pressante, fatto sta che se avrà occasione di mettere piede in campo qualcosa per farsi ricordare la regalerà, di questo siamo abbastanza certi.

Le ambizioni: Tolta la Juventus, che realisticamente dovrebbe fare campionato a sé, l’Inter dovrebbe posizionarsi tra quelle squadre con ambizioni di piazzamento in zona Champions insieme a Roma e Napoli, forse un gradino sotto, non fosse altro per il cambio tardivo di guida tecnica che necessiterà di tempo per essere digerita. La rosa è abbastanza profonda, la difesa ed il centrocampo indubbiamente migliorati , resta da vedere il peso che i nuovi acquisti potranno avere fin da subito.

Juventus

Estate movimentatissima per la Vecchia Signora, che ha visto partire il suo figliolo più caro (in tutti i sensi) Paul Pogba, ma che ha anche comprato a destra e a manca, saccheggiando le dirette rivali per lo scudetto. A Torino sono arrivati un paio di rinforzi per reparto: Benatia -scopertosi goleador nelle amichevoli estive- e Dani Alves dietro, Pjanic e Pjaca a centrocampo, e, soprattutto, il Pipita Higuain in attacco.

Considerato che dovrebbe arrivare anche un rinforzo a centrocampo, difficile pensare che l’egemonia dei bianconeri in Italia possa non continuare. In ogni caso, il pallone è come sempre rotondo, e imprevisti e intoppi sono dietro l’angolo. Considerato che contro la Juventus tutti giocheranno con gli occhi della tigre, potrebbe diventare una stagione più difficile del previsto per la truppa di Allegri.

L’allenatore: Massimiliano Allegri

Accolto tra lo scetticismo generale due stagioni fa, Massimiliano Allegri ha saputo prendersi le sue rivincite. L’era Conte è stata dimenticata in fretta, Max ha messo in cascina due campionati (uno con il brivido) e la sfortunata finale di Champions League. Ripetersi in Italia è l’obiettivo minimo, ma, in realtà, la vera sfida per il tecnico toscano è andare avanti il più possibile in Champions League.

Il materiale a sua disposizione è di primissima qualità, la vera sfida, forse, sarà trovare un equilibrio nelle scelte e soprattutto trovare un modulo con cui essere competitivi in Europa. Magari, potrebbe anche provare a rispolverare il suo amato trequartista. Tempo e spazio per sperimentare dovrebbe essercene a sufficienza.

La stella: Gonzalo Higuain

Il suo acquisto ha fatto discutere moltissimo: dalla cifra spesa dalla Juventus fino al tradimento denunciato dai napoletani. Di sicuro, se non sarà la stella della squadra (Paulo Dybala è in rampa di lancio verso il top mondiale) sarà il giocatore sul quale saranno puntati tutti i riflettori.

Fare meglio della scorsa stagione è quasi impossibile, ma, con una squadra così, nulla sembra essere precluso. Nemmeno le più becere agenzie di scommesse quotano l’infortunio diplomatico prima del ritorno al San Paolo, comunque.

Il delinquente da tenere d’occhio: Mario Mandzukic

Mario Mandzukic, come sempre, è il nostro beniamino, uno dei nostri preferiti in assoluto. D’altronde a uno come lui non puoi non volere un bene dell’anima (sempre meglio averli come amici quelli come lui). Pronto a un’altra stagione di sgomitate, corse a perdifiato, tackle in pressing sul portiere, quest’anno Mario dovrà affrontare anche un altro avversario, più perfido: la concorrenza interna per un posto in attacco.

Le occasioni, con il turnover, ci saranno, ma immaginiamo che il croato darà il 110% per mettersi in mostra e guadagnarsi il posto. Ed è uno spettacolo che non vogliamo perderci per nulla al mondo.

Le ambizioni: Stiamo parlando di Serie A, quindi, realisticamente, l’obiettivo è quello di vincere lo scudetto poco dopo Natale. Al massimo qualche settimana dopo.

Lazio

Non è stata un’estate per nulla semplice per la Lazio e per il Presidente Lotito. Prima la telenovela Bielsa, con il tecnico argentino che sembrava aver già firmato, salvo poi decidere improvvisamente di non voler più saperne nulla della squadra biancoceleste, poi le storie tese con Keita, che minacciava di andare via se non gli fosse stato rinnovato il contratto, qualche rissetta in allenamento e Felipe Anderson che aveva puntato i piedi per andare alle Olimpiadi.

Alla fine la situazione allenatore è stata risolta richiamando il fedelissimo Simone Inzaghi, e le cose sembrano essere andate piano piano al loro posto. Dal mercato sono arrivati rinforzi in difesa (reparto più debole dell’anno scorso) e soprattutto è arrivato il centravanti che mancava, individuato in Ciro Immobile. Però, uno dei pezzi pregiati, Candreva, è andato via, e quindi qualcuno -forse illuso- aspetta che vengano reinvestiti i soldi incassati. Adesso i tifosi biancocelesti devono solo sperare che non succedano altri pastrocchi nel corso della stagione.

L’allenatore: Simone Inzaghi

Quando un po’ tutti noi pensavamo ormai a Marcelo Bielsa come nuovo allenatore della Lazio, il Loco ha fatto il Loco: e quindi, un po’ a sorpresa, Simone Inzaghi si è ritrovato ad essere confermato sulla panchina della Lazio dopo aver chiuso appunto, da subentrante, la scorsa stagione. Il fratellino di Pippo si ritrova in mano una polveriera pronta ad esplodere, vedremo se riuscirà a tenere in mano la situazione e a rimanere in sella a questo destriero impazzito biancoceleste.

Inzaghi dovrebbe schierare la sua Lazio con un 4-3-3 on con un più sbilanciato 4-2-3-1: in attacco punterà le sue carte su Ciro Immobile, sperando di far resuscitare anche un Felipe Anderson apparso opaco lo scorso anno. Insomma, grande chance ma anche grandi pericoli per Inzaghi jr.
La stella: Ciro Immobile

L’addio di Miro Klose, e le incerte vicende societarie, avevano fatto pensare a molti che la Lazio avrebbe dovuto barcamenarsi ancora per un anno con i suoi attaccanti. Invece Claudio Lotito ha fatto il colpaccio e ha riportato in Italia Ciruzzo Immobile, chiamato, ormai per l’ennesima volta in carriera, al riscatto. Nella Lazio può diventare protagonista come ai tempi del Torino, quelli della sua vera e propria esplosione.

Con l’addio di Candreva e considerato che ancora non sappiamo bene se Felipe Anderson e Keita, quelli che dovrebbero essere i suoi compagni d’attacco, rimarranno o meno a Roma, puntiamo su di lui come sorpresa e stella della formazione biancoceleste. Perché è anche e soprattutto dai suoi gol che passeranno le prestazioni della Lazio.

Il delinquente da tenere d’occhio: un difensore a casaccio

Purtroppo l’addio di Mauricio sembra ormai cosa fatta. Il difensore brasiliano, dal punto di vista delinquenziale e dei cartellini, era decisamente una certezza. Ma, state pur certi che un sostituto degno della sua fama, all’interno della rosa della Lazio, si può facilmente trovare.

Basta leggere la rosa dei difensori a disposizione di Simone Inzaghi. De Vrij, Wallace, Basta, Hoedt, Radu, Patric, Bisevac, Lukaku. Basta leggere i nomi per rendersi conto che i difensori della Lazio possono fare ampio turnover in quanto a delinquenza, e si riesce a cascare in piedi scegliendone uno a caso tra questi (tranna il povero Lukaku che ve lo raccomandiamo)

Le ambizioni: Innanzitutto finire la stagione senza altri disastri e senza vedere lo spogliatoio implodere. Il sogno è un posto in Europa League, ma ci vorrebbe che qualche squadra davanti fallisca clamorosamente la stagione. Realisticamente dovrebbero chiudere a metà classifica, poi non si sa mai, nella vita.

Milan

Per il Milan è stata un’estate molto difficile: mentre gli altri parlavano di trattative di mercato, i tifosi milanisti si sono dovuti sorbire l’inquietante vicenda del passaggio societario ai cinesi, conclusasi con l’addio di Berlusconi che ha venduto il Milan a una cordata della quale nemmeno il Cielo conosce l’esatta composizione.

In tutto questo, il nuovo allenatore dei rossoneri, Vincenzo Montella, si è ritrovato in mano una squadra che praticamente non è riuscita a fare mercato, e dovrà arrangiarsi come meglio può, rischiando sulla sua pelle. Nel momento in cui scriviamo, l’unico modo per fare qualche acquisto di peso sarebbe vendere Carlos Bacca, che però, finora, ha rifiutato quasi tutte le possibili destinazioni proposte.

Pochi i punti fermi: Donnarumma tra i pali, Romagnoli che è chiamato a una stagione migliore di quella scorsa, Bonaventura e, per ora, i gol di Bacca.

L’allenatore: Vincenzo Montella

Dopo le esperienze con Roma, Catania, Fiorentina e Sampdoria, con risultati altalenanti, è arrivata l’ora della prova di maturità per l’aeroplanino. Montella avrebbe sicuramente preferito affrontare quest’avventura in condizioni migliori: infatti la situazione societaria ha influito e non poco sull’estate rossonera, con l’allenatore che si è trovato a fare i conti con un pastrocchio abbastanza ingarbugliato.

Ora che la situazione pare essersi risolta, è arrivato anche qualche acquisto, ma niente che potrà svoltare in maniera trascendentale la stagione del Milan. Per cui Montella dovrà provare a sviluppare la sua filosofia di gioco, basata su possesso palla e gioco spumeggiante, con il materiale a disposizione. Una bella sfida.

La stella: Giacomo Bonaventura

Con la situazione di Bacca ancora in via di definizione, e con l’incertezza che la caratterizza, non siamo sicuri al 100% che il colombiano rimanga a Milano. Per cui, come stella della squadra, puntiamo su quello che è uno dei pochi giocatori riusciti a salvarsi nella scorsa disgraziata stagione rossonera. Jack Bonaventura è maturato tantissimo e si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione con grandi ambizioni.

Dovrebbe giocare nei 3 davanti, con il centrocampo a 3 Bertolacci-Kucka-Montolivo, ma potrebbe anche ovviamente arretrare sulla linea dei centrocampisti. Insomma, dovrebbe essere di nuovo il suo anno.

Il delinquente da tenere d’occhio: Gustavo Gomez

Il neoacquisto del Milan -uno dei pochi, come detto- difensore paraguaiano classe 1993, è uno di quelli che non passano inosservati, soprattutto ai nostri occhi. Nel campionato argentino, con la maglia del Lanus, si è fatto notare in più di qualche occasione per i suoi modi di fare rudi e senza fronzoli.

Chiedere per informazioni a Carlos Tevez che qualche mese fa venne praticamente ribaltato dal buon Gustavo Gomez. Se tutto va bene, ci farà divertire, e molto.

Le ambizioni: l’obiettivo, ovviamente, è quello di ritornare finalmente in Europa. Il sogno è la Champions, ma più realisticamente i rossoneri dovrebbero lottare per un posto in Europa League. Non riuscirci nemmeno quest’anno sarebbe un bel problema.

Napoli

L’estate partenopea verrà ricordata principalmente come quella della cessione di Gonzalo Higuain alla Juventus, con tutto ciò che ne è conseguito. L’addio del Pipita ha lasciato un vuoto enorme in attacco, che De Laurentis ha cercato di colmare con l’ingaggio del promettente Milik, calciatore polacco recentemente ammirato all’Europeo. Dalla Polonia arriva anche il rinforzo di centrocampo, voluto fortemente da mister Sarri, Piotr Zielinski, giocatore dotato di grande qualità e capacità di inserimento. Dietro, una difesa già apparsa abbastanza solida la passata stagione, viene puntellata con l’inserimento di Tonelli, vecchio pupillo di Sarri all’Empoli. Fondamentale decidere cosa fare di Manolo Gabbiadini, che con la partenza di Higuain spera di trovare quella continuità che ha dimostrato di meritare. Per il resto ossatura di squadra confermata e sistema di gioco collaudati saranno il punto di forza del Napoli, in attesa dell’ultimo botto di mercato.

L’allenatore: Maurizio Sarri

Confermatissimo, e ci mancherebbe altro, Maurizio Sarri che la passata stagione ha allenato in maniera eccellente contendendo, per buona parte della stagione, la prima piazza alla Juventus.
Il sistema di gioco dovrebbe essere quello che ha garantito i buoni risultati l’anno passato, ovvero il 4-3-3 , che con l’arrivo di Giaccherini dal Bologna potrebbe avere tanti interpreti in grado di intercambiarsi. Da prendere in considerazione anche l’ipotesi del modulo con trequartista, verosimilmente Insigne, con il quale aveva cominciato l’anno passato salvo poi cambiare bruscamente, viste le prestazioni scadenti.

La stella: Lorenzo Insigne/Marek Hamsik

Con la cessione di Higuain, dovessimo indicare la stella della squadra ci rivolgeremmo nuovamente all’uomo in panchina, Maurizio Sarri. La trasformazione della squadra post era Benitez è veramente incredibile e buona parte del merito, se non tutto, è da attribuire al sosia di Don Pietro Savastano. Dovessimo andare invece con un uomo di movimento la scelta ricadrebbe su uno tra Insigne e Hamsik. Il primo, con le sue giocate, ha già dimostrato di poter infiammare il S. Paolo e tecnicamente ha ben poco da invidiare ai primi della classe, difetta un po’ in continuità all’interno della stessa partita ma ci si può ampiamente lavorare. Il centrocampista con cresta al seguito, fresco di rinnovo che lo legherà fino al 2020 al Napoli, garantirà il solito contributo sostanzioso in termini di gol e assist, nonostante l’impiego da mezzala con conseguente arretramento del suo raggio d’azione rispetto agli anni in cui andava in doppia cifra di realizzazioni.

Il delinquente da tenere d’occhio: Allan

Scegliamo Allan, il trottolino instancabile di centrocampo. Il Brasiliano ex Udinese ha dimostrato la passata stagione di non soffrire il cambio di palcoscenico, anzi è stato per larghi tratti dell’anno uno dei migliori in campo. Corre, recupera, si inserisce e, cosa più importante di tutte, mena come un ossesso, quasi sempre in buona fede. Imprescindibile per garantire l’equilibrio in un centrocampo con Jorginho e Hamsik è atteso ad una conferma importante. Noi puntiamo su di lui. ad occhi chiusi.

Le ambizioni: Sfumato, a quanto sembra definitivamente, l’arrivo di Icardi dall’Inter sembra difficile pensare di migliorare il risultato della stagione passata, anche se i ragazzi di Sarri faranno di tutto per provarci e cercheranno di dare del filo da torcere alla Juventus. Più realistico come obiettivo la conquista di un posto in Champions, da battagliarsi presumibilmente con Roma e Inter. Occhio anche al doppio impegno campionato/coppa che potrebbe logorare non poco questa rosa un po’ acerba, ed in alcuni interpreti inadeguata, per quel che riguarda i rincalzi.

Palermo

Dalle parti di Palermo, la tranquillità non sanno proprio cosa sia. Ennesima estate all’insegna dell’incertezza, delle liti e del viavai tra giocatori e staff tecnico. Innanzitutto, la notizia più importante è che, almeno nel momento in cui scriviamo, Davide Ballardini è ancora sorprendentemente saldo in cabina di comando.

Per il resto, tante partenze eccellenti: Sorrentino, Vazquez, Mascara e Gilardino, tutti andati via e non rimpiazzati da acquisti di livello, con Lazaar, Quaison e chissà quanti altri che vorrebbero andare via da Palermo per evitare di finire in mezzo a guai più grossi. Ad oggi poche certezze, Posavec in porta, una difesa guidata da Vitiello e Goldaniga, Hiljemark in mezzo al campo e in attacco potere ai Balcani con Nestorovski e Trajkovski.

Per il resto, però, forse bisogna ancora aspettare.

L’allenatore: Davide Ballardini (?)

Scrivere la scheda dell’allenatore del Palermo è qualcosa di parecchio complicato, visto che, nel tempo che impieghiamo a completare queste poche righe, dobbiamo già correre a controllare se non sia già stato esonerato nel frattempo. Ballardini ha concluso, da sopravvissuto, la scorsa stagione sulla panchina del Palermo, salvando in qualche modo la squadra rosanero dopo aver sostituito tutti gli allenatori chiamati al suo posto (si, è complicata).

Potremmo provare a scrivere come gioca Ballardini (3-4-3 o 4-3-3, se vi interessa) ma preferiamo impiegare questo tempo a documentarci sui suoi papabili sostituti.

La stella: Oscar Hiljemark

Lo svedese è stata una delle poche note liete della scorsa stagione: mediano di sostanza, ma anche in grado di mettersi in mostra con qualche giocata di qualità, si è rivelato presto indispensabile per la tranquilla salvezza del Palermo.

Oscarone è pronto a tenere alta la bandiera rosanero, e siamo sicuri ci metterà l’anima. L’anno scorso ha messo a segno 4 gol (2 al Milan, non sappiamo se valgano), quest’anno punta a ripetersi e forse addirittura a superarsi. Staremo a vedere.

Il delinquente da tenere d’occhio: Maurizio Zamparini

Più che ai giocatori, toccherà stare attenti alle follie del Presidente. Finora, è saltato già il ds Foschi. Attendiamo sviluppi futuri, che immaginiamo non tarderanno ad arrivare visto che si parlava addirittura di una possibile cessione della società. Noi, che sotto sotto a Zampa vogliamo un gran bene, speriamo proprio che non sia vero.

Le ambizioni: sfangare una putrida salvezza e sperare di non essere già retrocessi sotto Natale.

Pescara

Neopromossa dopo la vittoria nei Playoff di B della passata stagione, sconfiggendo il Trapani, si ripresenta ai nastri di partenza della serie A dopo la stagione 2012/2013, in cui aveva recitato un ruolo da comparsa. Perso il gioiellino della passata stagione, Gianluca Lapadula si è accasato al Milan, non sarà facile mantenere la massima serie, anche se Oddo ed i suoi giocatori hanno un meccanismo di gioco abbastanza collaudato coadiuvato da qualche acquisto estivo di buon valore. Come ben saprete, e se non lo sapete ve lo diciamo noi ora, con l’acquisto di Manaj scalano prepotentemente le gerarchie nel nostro cuore, essendo l’albanese un pupillo fin dai tempi non sospetti.

L’allenatore: Massimo Oddo

Confermatissimo Massimo Oddo, dopo la buonissima stagione passata culminata con la promozione e soprattutto dopo il bel gioco mostrato costantemente durante l’anno (tolto qualche periodo di appannamento fisiologico, in un campionato così lungo ed estenuante come quello di B). Il suo mantra dovrebbe rimanere il medesimo: difesa a 4, 3 centrocampisti, con Memushaj a ricucire il tutto, 3 giocatori offensivi, il cui schieramento può variare di partita in partita.
Nonostante la sua poca esperienza in panchina Oddo ha già dimostrato di essere un allenatore preparato tecnicamente e con una idea di calcio propositiva, il che per una squadra che deve puntare a salvarsi non è detto che sia necessariamente un bene.

La stella: Ledian Memushaj

Memushaj rappresenta senza ombra di dubbio la stella della squadra, colui attorno al quale girerà tutta la combriccola. Batterà i rigori e le punizioni più pericolose, farà ripartire l’azione e sarà il primo ad avventarsi sull’avversario per recuperare il pallone. Quantità e qualità al servizio della squadra, non è un caso che De Biasi lo abbia portato con sé per gli Europei in Francia.

Il delinquente da tenere d’occhio: Rey Manaj

Qua non accettiamo repliche, il delinquente da tenere d’occhio può essere uno e soltanto uno: O’ Rey. Rey Manaj è atteso alla consacrazione, dopo le ottime cose fatte in lega pro con la maglia della Cremonese ed aver trascinato l’Inter primavera a grandi traguardi, è il momento giusto per prendersi di prepotenza la massima serie. La squadra è di quelle ideali, dovrebbe garantirgli un ottimo minutaggio ed essere in grado di aspettarlo nei primi momenti di adattamento, lui però ci dovrà mettere del suo. Dal punto di vista tecnico non abbiamo dubbi, mentre sul versante caratteriale si nascondono le più grandi insidie per Manaj e per tutti i tifosi del Delfino. Se saprà tenere a freno i nervi farà grandi cose, a dire il vero farà grandi cose in ogni caso, dal nostro punto di vista.

Le ambizioni: L’obiettivo non può che essere la salvezza e non sarà un traguardo facile da raggiungere. Sulla carta dovrebbe partire alla pari con altre 2 o 3 formazioni, ma si sa che ogni anno c’è sempre una sorpresa di una squadra che parte per salvarsi e poi fa un campionato al di sopra delle aspettative. Ecco se dovessimo puntare un euro su questa squadra quest’anno faremmo proprio il nome del Pescara. Autorizziamo i tifosi a fare qualsiasi gesto apotropaico, ci mancherebbe.

Roma

La Roma riparte dal buon finale della scorsa stagione, con i buoni risultati ottenuti sotto la gestione Spalletti, dopo il doloroso divorzio da Rudi Garcia. I giallorossi hanno messo in piedi un calciomercato piuttosto movimentato, cominciato a inizio estate con la discussa e clamorosa cessione di Miralem Pjanic, volato a rinforzare il centrocampo della Juventus.

Sono arrivati però parecchi rinforzi: in difesa, soprattutto, dove sono arrivati Vermaelen (che coppia con Manolas), Mario Rui (già rotto, però), Juan Jesus, Federico Fazio e recentemente anche Bruno Peres dal Torino. A centrocampo da registrare il ritorno a pieno regime di Kevin Strootman, che dovrebbe fare coppia con De Rossi per una diga difficile da superare. Radja Nainggolan potrebbe infine partire più avanti, quasi da trequartista, insieme a Salah e Perotti, con poi il dubbio tra falso nueve (El Shaarawy) o punta di peso (Edin Dzeko).

L’allenatore: Luciano Spalletti

Il tecnico di Certaldo è arrivato a metà stagione scorsa con il compito di rimettere in sesto una squadra che sembrava essersi sciolta sotto la gestione Garcia: missione compiuta, con successo. Ora la sfida consiste nel rimettere insieme i cocci di una squadra uscita rivoluzionata dal mercato, e di far funzionare tutto con precisione esatta.

Spalletti giocherà con il 4-2-3-1, probabilmente (ma è il primo a dire che non bisogna fissarsi con i moduli) e potrà alternare parecchie soluzioni con la rosa a sua disposizione. Attenti anche ai giovani in rampa di lancio, Leo Paredes (occhio, se non va via) e soprattutto Gerson. E chissà come gestirà la vicenda Totti quest’anno…

La stella: Mohamed Salah

Difficile trovare una stella più luminosa delle altre in questa Roma. Noi, dovendo puntare su un nome preciso, scegliamo l’egiziano che già l’anno scorso era stato tra i migliori (capocannoniere con 14 gol, oltre a 5 assist) della squadra giallorossa.

L’egiziano con lo scooter è pronto ad arare le fasce di tutti gli stadi di Serie A come di consueto e, quest’anno, però, è pronto anche a far smadonnare allenatore, tifosi e soprattutto fantallenatori con la sua partecipazione alla Coppa d’Africa. Portate pazienza.

Il delinquente da tenere d’occhio: Radja Nainggolan

Avevate dubbi? Il nostro cavallo, da queste parti, è sempre il centrocampista belga, che non smette mai di regalarci perle ed emozioni. Anche se Spalletti dovesse utilizzarlo leggermente più avanti, le soddisfazioni non dovrebbero mancare.

Radja è uno di quelli che puoi mettere dappertutto sapendo che ti darà comunque il massimo, tutto quello che ha. E quindi anche quest’anno, come sempre, da lui ci aspettiamo grandi cose. Come minimo.

Le ambizioni: la Roma, con il mercato fatto, dovrebbe essere la più credibile alternativa allo strapotere della Juventus. E se portarsi a casa lo scudetto dovrebbe rivelarsi comunque un’impresa sin troppo ostica (ma mai dire mai, eh…) il secondo posto dovrebbe essere l’obiettivo minimo di questa squadra: sarà comunque battaglia serrata con le altre concorrenti, e bisognerà verificare anche gli impegni nelle Coppe europee quanta energia porteranno via ai giallorossi.

Sampdoria

Estate movimentata in casa blucerchiata, a partire dall’avvicendamento in panchina con Giampaolo, ex tecnico dell’Empoli, subentrato all’aeroplanino Vincenzo Montella. Anche alcuni dei prezzi più pregiati, Fernando, Soriano e Correa su tutti, si sono accasati altrove rimpiazzati da alcuni giocatori interessanti e da altri tutti da scoprire. Se infatti Bruno Fernandes, Cigarini e Castan li conosciamo bene, altrettanto non si può dire di Djuricic, Linetty e Schick, arrivati a fari spenti ma possibili sorprese della stagione, in particolare tenete d’occhio il trequartista Serbo per cui abbiamo già perso la brocca.

Ah, segnatevelo, questo sarà l’anno di Muriel. Come ogni anno, da un lustro a questa parte. Occhio anche ad Ante Budimir, nostro protetto che però pare non rientrare completamente nelle grazie di Giampaolo. Problemi suoi.

L’allenatore: Marco Giampaolo

L’arrivo di Giampaolo porterà sicuramente delle novità tecnico tattiche nel modo di giocare della Sampdoria, con l’ex tecnico empolese che dovrebbe schierarsi con un 4-3-1-2 i cui interpreti non sono così sicuri, almeno a carte coperte. L’allenatore nato a Bellinzona, nella passata stagione, ha proseguito il lavoro iniziato da Sarri con la società toscana, ma ha saputo dare nel contempo la propria impronta, pur senza stravolgere equilibri già funzionanti.

A Genova la situazione sarà molto diversa: squadra con tanti innesti e reduce da una stagione tutt’altro che esaltante, il buon Marco avrà la sua bella gatta da pelare per trovare il bandolo della matassa nel minor tempo possibile, perché Ferreno non vede l’ora di scapocciare.

La stella: Filip Djuricic

Molto difficile individuare la stella della squadra, ci sono tanti elementi in rosa che avrebbero le potenzialità per diventarlo ma ancora nessuno le ha espresse completamente. Ad oggi chi offre più certezze per un rendimento ad un buono/ottimo livello sono Viviano, Cigarini e Quagliarella ma noi siamo convinti che entro Febbraio Filip Djuricic sarà nel mirino del Real Madrid.

Il delinquente da tenere d’occhio: Lucas Torreira

La partenza di Fernando, il cui cartellino giallo nella passata stagione era condizione indispensabile per l’omologazione della partita, è stato un duro colpo da metabolizzare. Rimane comunque una rosa dal tasso delinquenziale assolutamente rimarchevole, con Skriniar, Linetty, Torreira e Budimir che non faranno sconti a nessuno. Dovessimo, pistola alla tempia, fare un nome andremmo con Lucas Torreira, l’anno passato in prestito a Pescara dove ha dimostrato di non temere nessun avversario. Stazza piccola ma carogna infinita, il modo di stare in campo ricorda quello di Walter Gargano. Sangue Charrua non mente.

Le ambizioni: Con una squadra così rinnovata la cosa principale, almeno inizialmente, è evitare di cappottarsi, cosa non del tutto scontata soprattutto con un presidente del calibro di Ferrero che di pazienza non ne avrà tantissima. Dovessero trovare la quadra in tempi brevi questa è una rosa con un bel mix di esperienza e talento in tutti i reparti e anche abbastanza profonda, il che consentirebbe a Viviano e soci di togliersi più di qualche soddisfazione

Sassuolo

Ormai dovremmo esserci abituati a non chiamare “sorpresa” il Sassuolo. E infatti, proprio mentre in questi giorni la squadra di Di Francesco si gioca l’accesso alla fase a gironi di Europa League, la parola che più costantemente viene accostata alla truppa neroverde è quella di “conferma”. Perché, se sorprendere è facile, e può anche capitare più di una volta, confermarsi a certi livelli è la vera sfida, e sarà quello che il Sassuolo dovrà fare quest’anno, appunto.

Il gruppo che l’anno scorso è arrivato sesto (ovviamente miglior risultato della storia della squadra) non è cambiato molto: è andato via Sansone, sono arrivati diversi giovani interessantissimi (Sensi, Mazzitelli e Lirola) e soprattutto un centravanti di peso e di esperienza come il Mitra Matri che a Sassuolo potrebbe fare molto bene. In ogni caso, se il Sassuolo dovesse superare la Stella Rossa, uscire vivo dal Marakanà e approdare alla fase a gironi di Europa League, occhio che potrebbe arrivare anche qualche acquisto di qualità.

L’allenatore: Eusebio Di Francesco

L’ex centrocampista della Roma, dopo diverse esperienze non proprio indimenticabili, è riuscito a imporsi con il Sassuolo, con un’idea di gioco ben precisa. Il suo calcio è un’eredità diretta del lavoro di Zdenek Zeman, solo che, rispetto al maestro boemo, Di Francesco è riuscito, dopo qualche difficoltà, a contemplare anche un concetto avulso ai sistemi zemaniani, vale a dire quello di difesa.

Il Sassuolo infatti gioca un calcio molto propositivo, brioso e frizzante, grazie alle rapide verticalizzazioni e alle ripartenze, ma riesce a non imbarcare acqua in difesa, anzi, nella scorsa stagione il Sassuolo è stata una delle migliori difese della Serie A.

La stella: Domenico Berardi

Anche lui è chiamato a confermarsi, anzi, a dimostrare di essere finalmente maturato. Domenico Berardi, infatti, insieme a lampi di gran classe e gol della Madonna, ha spesso messo in mostra scapocciate e gesti scellerati che ci avrebbero tranquillamente permesso di inserirlo nella casella del delinquente da tenere d’occhio (e in realtà non lo facciamo solo perché non vogliamo ripeterci).

Berardi è chiamato alla maturazione definitiva, a trovare continuità realizzativa e a dimostrarsi finalmente in grado di essere materiale da grande squadra. Vedremo se riuscirà a trovare la chiave per realizzare tutto ciò.

Il delinquente da tenere d’occhio: Alfred Duncan

Come detto sopra, anche Berardi sarebbe stata una scelta parecchio educata. Nel dubbio, però, andiamo sul centrocampo, che non si sbaglia mai. Si, perché la scelta, tra i centrocampisti a disposizione di Di Francesco, è bella ampia. Tra i vari Missiroli, Magnanelli e Biondini (che però, salvo turnover, dovrebbe comunque giocare di meno) c’era tantissima carne al fuoco, ma noi, anche per simpatie personali, abbiamo deciso di puntare su quello che è da tempo un nostro cavallo.

Stiamo parlando, lo avrete capito per esclusione, di Alfred Duncan, centrocampista ghanese abituato a correre, recuperare palloni e saccagnare (cit.) i malcapitati avversari. Per noi è lui l’anima del centrocampo emiliano e il candidato numero uno a fare collezione di cartellini gialli e rossi.

Le ambizioni: Bisognerà innanzitutto vedere se il Sassuolo riuscirà ad accedere alla fase a gironi di Europa League, dopo l’insidiosissimo preliminare contro la Stella Rossa. Poi, in ogni caso, tentare di lanciare un altro assalto all’Europa non dovrebbe essere un problema. I tempi, però, non sembrano ancora maturi per andare oltre, realisticamente parlando.

Torino

Reduce da una stagione anonima, con tante ombre e poche luci, il Torino riparte da un nuovo allenatore, Mihailovic, e senza la certezza della propria guida difensiva, nonché capitano, Kamil Glik. Dietro il reparto perde anche Bruno Peres, direzione Roma, e quasi sicuramente Maksimovic, che proprio non ne vuol sapere di rimanere con questa maglia. Da segnalare tanti innesti, alcuni di valore altri tutti da scoprire, che Urbano Cairo metterà a disposizione del nuovo tecnico: da Ajeti a Barreca passando per Ljaic, Iago Falque e Lukic, quest’ultimo un talentino serbo voluto proprio fortemente da Sinisa.

L’allenatore: Sinisa Mihajlovic

Dopo cinque anni di militanza granata Giampiero Ventura lascia Torino per accasarsi a Coverciano. Un duro colpo per i tifosi del Toro, che dopo la partenza del capitano Glik si vedono orfani della loro guida tecnica e spirituale, che così bene aveva fatto per la crescita del gruppo. Ripartono con un tecnico diverso ma assolutamente di primo valore, Sinisa Mihailovic, che per carattere potrebbe trovare un feeling ottimo con l’ambiente granata, che con i personaggi del suo calibro si esalta.

Le precedenti esperienze del tecnico Serbo ci hanno mostrato un allenatore di carattere, propenso a cercare il risultato attraverso un gioco manovrato ed un’attenzione particolare alla fase difensiva. Con il Milan la sua esperienza è stata a luci e ombre, l’impressione è che abbia patito più il caos a livello organizzativo/societario che non la sua scarsa esperienza. Questa può essere l’occasione giusta per consacrarlo tra i grandi allenatori del nostro campionato.
La stella: Andrea Belotti

Non vogliamo sentire ragioni, lo sappiamo, non ha dimostrato ancora nulla, non è bello da vedere e tutto quel che volete ma per noi la stella di questo Torino sarà il Gallo Belotti. Fisicamente dominante deve solo trovare la continuità per andare in rete con costanza e pensiamo che Mihailovic sia l’uomo giusto per fargli compiere questo step fondamentale. Se va sotto le 15 marcature stagionali ci incateniamo come Renzo Ulivieri fuori dalla federcalcio, promesso.

Il delinquente da tenere d’occhio: Arlind Ajeti

Non poter andare di default con Kamil Glik ci fa sanguinare il cuore, il capitano polacco era ormai una delle poche certezze della nostra esistenza travagliata. Non sarà facile sostituirlo, sia in campo che dal punto di vista delinquenziale, ma crediamo che l’albanese Ajeti possa avere tutte le carte in regola per farlo, sia per il ruolo che ricopre in campo che per temperamento. Con il Frosinone ed in Nazionale si è messo in mostra per la sua grinta e determinazione, oltre che per la solidità difensiva davvero notevole. Gli diamo fiducia, c’è sempre la certezza Acquah su cui ripiegare, nel caso.

Le ambizioni: La squadra ci piace, l’allenatore pure e la piazza è di quelle giuste per entusiasmarsi, qualora le cose dovessero mettersi subito bene. Vediamo un Torino a ridosso della zona europea, quella meno pregiata si intende, soprattutto se Belotti e Ljaic dovessero fare quello step che ci attendiamo da loro. Ci attendiamo un movimento importante di mercato a breve, per sostituire il partente Bruno Peres ed il riottoso Maksimovic.

Udinese

La squadra friulana viene da una stagione fortemente negativa, con una salvezza ottenuta all’ultimo respiro più per demeriti delle avversarie che non per meriti propri. Terminata l’era Di Natale si apre un nuovo capitolo per i colori bianconeri, che ripartono affidando la guida tecnica di questa ricostruzione al tecnico veterano Iachini, nostro idolo e padre putativo. Finalizzata la cessione di Bruno Fernandes, avvenuta proprio mentre scriviamo, l’Udinese riparte con un nucleo collaudato con qualche innesto di giocatori semi sconosciuti, che ben presto si riveleranno fenomeni da aggiudicarsi a suon di fantastilioni, in perfetto stile Pozzo. Segnatevi questi nomi: Penaranda, De Paul, Ewandro e Jankto, da questi uscirà un probabile campioncino.

L’allenatore: Beppe Iachini

Beppe Iachini non ha certo bisogno di presentazioni, ma vi vogliamo bene e ve lo raccontiamo lo stesso. L’allenatore che vive in simbiosi con il proprio cappellino non proporrà un calcio spumeggiante, di questo potete star sicuri, ma punterà tutto su un 3-5-2 di estrema solidità, pronto a trasformarsi in una barricata qualora le cose dovessero mettersi male. Essendo abituato a lavorare con presidenti del calibro di Zamparini il rapporto con il patron Pozzo dovrebbe essere tutto in discesa, occhio però che qualora le cose dovessero andar male questa squadra potrebbe rischiare non poco. Considerando che l’obiettivo dichiarato è la salvezza ci sentiamo di scommettere ad occhi chiusi su Beppe Iachini, che troverà sicuramente il modo di sfangarla e portare a casa la pellaccia.
La stella: Duvan Zapata

Qua siamo veramente in difficoltà però ci sbilanciamo e andiamo con Duvanone Zapata. Il toro colombiano ha dimostrato che se è in forma fisicamente può fare la differenza grazie proprio al suo strapotere fisico/atletico, in grado di mettere in imbarazzo qualsiasi difensore. Un po’ da rifinire tecnicamente, se gli arrivano rifornimenti costanti dalle fasce non ci stupiremmo di vederlo collinare agilmente la doppia cifra di segnature. In compagnia di Thereau dovrebbero formare una bella coppia delinquenziale, molto complementare e da non far innervosire assolutamente.

Il delinquente da tenere d’occhio: Emmanuel Badu

Dopo un rapido conciliabolo tra di noi si è convenuto che la scelta più saggia sarebbe stata quella di Badu. Il centrocampista Ghanese è ormai un veterano a tutti gli effetti, essendo questa la sesta stagione a difesa dei colori bianconeri. Garantirà la consueta dose di mazzate e corsa, con qualche intervento scriteriato quando la mente incomincerà ad obnubilarsi.

Le ambizioni: L’ambizione è quella di salvarsi, almeno sulla carta, e solo il campo ci dirà se la compagine friulana potrà ambire a qualcosa in più. Ripartire senza la guida ed il carisma di Totò di Natale non sarà facile e anche la partenza di un tassello importante come Bruno Fernandes si farà sentire. Fondamentale sarà partire con il piede giusto, perché i tanti giovani che impreziosiscono la rosa possano prendere confidenza ed esprimersi al massimo livello. Con tutto il bene che vogliamo a Iachini, e fidatevi è davvero tanto, li vediamo invischiati nei bassifondi fino alla fine, per poi uscirne brillantemente grazie ad un colpo di coda nelle ultime giornate.