Sergio Ramos, nel corso degli anni, è diventato un simbolo del Real Madrid e del madridismo. Tanto che oggi indossa con orgoglio la fascia...

Sergio Ramos, nel corso degli anni, è diventato un simbolo del Real Madrid e del madridismo. Tanto che oggi indossa con orgoglio la fascia di capitano dei Blancos, ed è riconosciuto da tutti come un simbolo del Real nel mondo. Ma prima di diventare un simbolo della sua squadra, Sergio Ramos è partito dall’Andalusia, da Siviglia (da Camas, in realtà, pochi chilometri più in là) e dal settore giovanile dei biancorossi.

Ma, quando torna a casa, al Ramón Sánchez-Pizjuán, per lui non ci sono mai accoglienze da eroe o da figlio amato della città. Più spesso, in verità, capita che il buon Sergio Ramos si prenda una sonora dose di fischi, insulti e ingiurie.

Anche ieri sera, nel match di ritorno degli ottavi di finale di Coppa del Re (terminato 3-3 e che ha regalato al Real il passaggio del turno) la storia si è ripetuta: insulti, fischi e quant’altro. Ma stavolta Sergio Ramos ha avuto la possibilità di rispondere sul campo ai suoi vecchi tifosi. Il difensore del Real ha infatti realizzato il rigore del 3-2, quello della sicurezza della qualificazione, con un cucchiaio definito irrispettoso dai tifosi del Siviglia, che se la sono presa ulteriormente.

Dopo il gol, in piena furia agonistica, Ramos ha anche esultato con uno dei grandi classici di quei calciatori che sentono insulti per tutto il match: mani alle orecchie, come a dire “non vi sento”. E a quel punto, sugli spalti del Ramón Sánchez-Pizjuán si è alzato ulteriormente il volume della contestazione.

A fine partita Ramos si è sfogato ai microfoni e ai taccuini dei giornalisti, chiedendosi il perché di quel trattamento.




Non ho mancato di rispetto a nessuno. Ho chiesto scusa al portiere, ma non ho fatto nulla di male. Non posso fare il tifo per un pubblico che ha insultato me e mia madre dal primo minuto. Questa sarà sempre casa mia, ma sono il capitano del Real e devo dare tutto per il mio club. Vorrei essere accolto in maniera diversa. Rakitic e Dani Alves vengono trattati come degli Dei quando tornano in questo stadio.

Insomma, una storia d’amore che sembra destinata a non finire mai. Ah, sì: domenica c’è Siviglia-Real Madrid anche in Liga…