Il destino mescola le carte e noi giochiamo (Arthur Schopenhauer) Capita di entrare nel cuore dei propri tifosi per i più svariati motivi, per...

Il destino mescola le carte e noi giochiamo
(Arthur Schopenhauer)

Capita di entrare nel cuore dei propri tifosi per i più svariati motivi, per le doti tecniche fuori dal comune, per il cuore gettato in campo, per un gesto che rimarrà impresso nella memoria di chiunque ami quei colori. Capita di entrare nel cuore dei propri tifosi arrivando silenziosamente e facendoli esplodere di gioia come accadde quella sera del 26 maggio 2013 o come ieri, ad esempio. Capita di entrare nel cuore dei propri tifosi semplicemente se ti chiami Senad Lulic ed il tuo regno è la Coppa Italia.

Quel 26 maggio 2013 il suo goal al 71 minuto aveva significato la Coppa. O meglio aveva significato molto di più. La vittoria della coppa contro i rivali cittadini della Roma. La classica vittoria che vale una stagione. Era un’altra Lazio, più farraginosa in campionato ma ugualmente efficace in Coppa. Era anche un altro Lulic, titolare inamovibile della squadra allenata da Petkovic. Minuto 71, palla che viene respinta da Lobont e carambola sui piedi di Lulic, l’uomo della provvidenza. Il resto è già sugli almanacchi di storia.

Veniamo a ieri. Il teatro è sempre lo stesso, la coppa Italia. Per Senad è come se fosse la Scala, non si può fallire. Siamo alle prove generali, la semifinale che precede il grande atto. Se parti dalla panchina è tutto più complicato. Se sei nato a Mostar paura non ne hai. Minuto 23 della ripresa, arriva il suo momento. Entra Lulic ed iniziano le incursioni nell’area avversaria, la prima sventata da un attento Andujar. Minuto 79, Felipe Anderson dalla fascia mette al centro un pallone e Senad Lulic si fa trovare pronto per un altro appuntamento con la storia. E’ l’1-0 che vale la finale di Coppa, da giocare contro la Juventus.

Sì, questo gol è importante – dice a fine gara -, ma quest’anno non è come quando decisi la finale, l’importante è essere arrivati fino in fondo e continuare con questa serie di risultati positivi: abbiamo fatto una grande partita e soprattutto stiamo giocando molto bene. È stata una serata perfetta, ora devo trovare la condizione migliore, dopo due mesi e mezzo di infortunio.

Si può entrare nel cuore dei propri tifosi anche salvando un goal, a due minuti dalla fine, che potrebbe rimettere in discussione tutto. Ed è proprio ciò che accade all’88 quando Insigne scappa sull’out di sinistra e si presenta davanti a Berisha. L’estroso talento napoletano la tocca di esterno mettendo il portiere albanese fuori causa . Il più è fatto. Il San Paolo ha l’urlo in gola, pronto ad esplodere. Ma questa volta le corde vocali non possono vibrare di gioia, le urla sono ricacciate in gola dall’intervento provvidenziale dell’esterno bosniaco che sventa un goal già fatto. I compagni lo sommergono di abbracci, per questa sera l’eroe è ancora lui, Senad Lulic.

Capita di entrare nel cuore dei propri tifosi anche così.

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo