Ve lo avevamo detto che siamo malati. E, infatti, abbiamo cominciato da qualche giorno la nostra avventura sulla panchina della Pro Vercelli come da voi...

Ve lo avevamo detto che siamo malati. E, infatti, abbiamo cominciato da qualche giorno la nostra avventura sulla panchina della Pro Vercelli come da voi deciso. E si, stiamo giocando a Scudetto 2001-02, tirato fuori dal cassetto in cui giaceva per questa splendida occasione.

Vi aggiorneremo sulle stagioni, man mano che il tempo del gioco trascorre. Lo faremo come se fosse una serie TV, con serie e episodi. Qui, sul blog, troverete un riassunto, mentre sulla pagina Facebook dedicata (Scudetto 01-02: Revival) potete seguire più morbosamente (quasi in tempo reale) le vicende della squadra. Ogni stagione avrà in linea di massima 2-3 puntate, una per il girone d’andata, una per quello di ritorno e una per qualche avvenimento speciale (tipo i playoff, o, più probabilmente, i playout…)

Ecco qui il racconto della prima parte della stagione con la Pro Vercelli.

Estate 2001. Abbiamo preso in mano una squadra che va rifondata. L’obiettivo della dirigenza sono i playoff, noi non ci nascondiamo e puntiamo alla promozione. Prima, però, c’è da fare un mercato con i controfiocchi per rafforzare la squadra e renderla competitiva.

Il problema? Questa è la situazione finanziaria ad Agosto 2001:

Per cui proviamo a vendere qualcuno, e a muoverci ovviamente sul mercato degli svincolati, che in Serie C2 è praticamente un obbligo. E, anche grazie ai vostri consigli, degni dei migliori direttori sportivi su piazza, riusciamo a fare un mercato di gran lusso per la categoria. Con addirittura il colpaccio: Max Allegri, 34 enne centrocampista a fine carriera che dovrebbe essere la punta di diamante di questa squadra. Ma, come scoprirete più in là, non saranno tutte rose e fiori.

Questo il mercato fatto dalla Pro:

Tranquilli, Fernando Torres è un promettente portiere spagnolo, non il centravanti bidone.

Cominciamo la stagione con la Coppa Italia di serie C. La squadra è tutta da rodare, dobbiamo trovare un’identità e fatichiamo a costruire gioco: il risultato? 4 anonimi pareggi per 0-0 ed eliminazione dalla coppa, che però non pesa più di tanto. Ci concentriamo ancora sul mercato, e in un attimo il campionato è lì, pronto a cominciare.

Partiamo subito forte con una vittoria 3-0 contro la Sangiovannese che sembrerebbe lasciar presagire i migliori auspici, poi ci fermiamo al Moccagatta dove perdiamo una partita indegna contro l’Alessandria. Ancora una vittoria in casa con il Prato e una brutta sconfitta a Poggibonsi, seguita da un pareggio casalingo con la Pro Patria.

Dopo 5 giornate abbiamo 7 punti e siamo fuori dalla zona playoff. Non è esattamente quello che ci saremmo aspettati, ma eravamo consapevoli. Fino a quel momento, avevamo giocato con un 4-4-1-1 molto da categoria: bomber Mirabelli unica punta, Boateng dietro di lui. Decidiamo di sparigliare le carte in tavola e, nella partita con la Pro Sesto, sotto 1-0, la ribaltiamo passando ad un iperoffensivo 3-4-1-2: è la svolta. Da quel momento le prestazioni si stabilizzano e ci sistemiamo stabilmente nella parte alta della classifica in piena zona playoff: il calcio di Nedo Sonetti comincia a dare i suoi frutti.

Arrivano però anche le prime grane di spogliatoio. E, sorprendentemente, a darcele è Massimiliano Allegri: ritardo all’allenamento preso male dai compagni di squadra, mister Sonetti infligge un richiamo ufficiale a Max che la prende malissimo. Richiesta di cessione immediata, spogliatoio spaccato. La tensione sembra essere ai massimi livelli, anche se in campo non si direbbe, visto che continuano ad arrivare risultati positivi.

Poi, nella trasferta di Legnano, si comincia anche a delinquere. Dopo soli 7 minuti, Andrès Bressan, talentuoso quanto focoso difensore argentino, si fa cacciare per un’entrata a piedi uniti sull’avversario, e lascia la squadra in difficoltà clamorosa. Perderemo 2-1, lui si beccherà 3 turni di squalifica.

In ogni caso è il momento dello sprint finale per chiudere il girone di andata. Vinciamo 3-1 in casa con il Rondinella dopo essere stati sotto 1-0, e arriviamo a un solo punto dalla vetta. Come colti dal braccino del tennista, quando è il momento di sferrare l’attacco al campionato, ci piantiamo con due brutti pareggi, uno in casa e uno in trasferta contro il debole Castelnuovo. Pesa l’assenza di Boateng, capocannoniere stagionale, infortunatosi e out per due settimane, così come l’olandese Ely, nostro metronomo di centrocampo infortunato da due mesi e che ne ha ancora per 30 giorni.

A fine girone di andata, dopo 17 partite, siamo secondi a quota 32. La Biellese è prima da sola, a 35 punti. 3 punti non sono nulla, si possono tranquillamente recuperare: il campionato è ancora lunghissimo e soprattutto l’equilibrio regna sovrano. Sarà sufficiente infilare un filotto di vittorie per lanciare l’allungo. Nedo Sonetti è fiducioso: la squadra c’è, la promozione non è utopia. Il girone di ritorno sarà una battaglia e noi siamo pronti.

Questa la classifica cannonieri: Robert Boateng, il nostro ghanese, ha già segnato 11 gol, Mirabelli 8. E chissà, se a gennaio trovassimo una punta di peso…

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