Prendere in mano un controller e accendere il proprio videogame calcistico di fiducia può essere un’attività parecchio pericolosa. Soprattutto perchè i delinquenti con cui...

Prendere in mano un controller e accendere il proprio videogame calcistico di fiducia può essere un’attività parecchio pericolosa. Soprattutto perchè i delinquenti con cui e contro cui giocate, potrebbero fare di tutto per farvi innervosire e farvi perdere la pazienza.

Abbiamo raccolto, in base alla nostra esperienza, dieci semplici quanto efficaci metodi per far scapocciare l’avversario della propria partita a Fifa o Pes.

1. Irriderlo con giochetti e numeri da circo

In genere la maggior parte di noi non ha bisogno di utilizzare cento tasti e combinazioni per giocare con piacere al proprio videogame di fiducia. Gli basta controllare in maniera ordinata e pulita i propri giocatori, muovendosi in maniera assennata, per crearsi le occasioni da rete e giocarsi la partita alla pari.

Qualcuno però, per via delle centinaia di migliaia di ore trascorse davanti a Fifa o Pes, ha imparato ad utilizzare praticamente tutte le combinazioni di tasti, anche quelle sconosciute ai produttori, per mettere in scena trucchetti e giochetti vergognosi, numeri da circo, trivele, doppi passi, chi più ne ha più ne metta. Per cui, per questo soggetto, la partita diventa una semplice opportunità per fare sfoggio del suo talento, per far vedere che lui conosce il gioco a menadito. E per prendervi per i fondelli.

Se entrare in scivolata nel videogame non vi basta, tirategli anche un bel ceffone dritto sul coppino, avete tutta la nostra immensa solidarietà.

2. Lamentarsi in continuazione di presunti torti e/o complotti

Un altro metodo fastidiosissimo ma efficacissimo per farsi prendere sulle palle dal proprio avversario, è quello di lamentarsi in continuazione di essere tartassati dall’arbitro, dalla sfortuna, dal sistema. Ogni contrasto dell’avversario viene considerato falloso, ogni cartellino viene ritenuto eccessivo, ogni fuorigioco, anche quando la linea viene impietosamente mostrata successivamente, viene contestato.

In sostanza, il soggetto in questione si lamenta dell’esistenza di un complotto, ordito da non si sa chi e non si sa per quale motivo, volto a danneggiarlo. Inutile cercare di convincerlo del contrario, il vostro amico vi romperà talmente tanto la minchia che, pur di farlo stare zitto, vi convincerete a farlo segnare e a fargli vincere quella maledetta partita.

Perlomeno potrete dimostrargli che avevate ragione. Ma lui, tanto, vi dirà: “Questa è la dimostrazione che è tutto truccato.”

3. Riempirlo di interventacci e falli da codice penale

Ecco, questo è il metodo scelto dai delinquenti duri, puri e patentati. Iniziare dal primo minuto una vera e propria caccia all’uomo, una delinquenza sistematica fatta di calcioni e interventi al limite dell’oscenità. L’avversario vorrebbe anche provare a giocare la palla e a costruire qualcosa, ma viene distrutto a suon di scivolate che costringono l’arbitro a interrompere in continuazione la partita.

Il campione vero fa finire la sua squadra in 7 uomini, tutti anche ammoniti, ma, siccome l’avversario ha perso totalmente il lume della ragione, in qualche modo riesce poi a segnare un gol che risulterà alla fin fine decisivo. L’avversario sarà consumato dalla sete di vendetta e dalla voglia di dimostrare che si può vincere anche senza entrare in scivolata come un maiale, ma non riuscirà a mettere in pratica le sue idee.

Per cui, punto nell’orgoglio ma divorato dal livore, verrà punito e sconfitto. Spaccando il controller contro il muro e ritrovandosi pure costretto a ricomprarlo.

4. Scegliere con cura ossessiva ogni dettaglio della partita

A cominciare dalla scelta del terreno di gioco, delle condizioni climatiche, poi mezzora per decidere se giocare di giorno, di pomeriggio, di sera. Senza dimenticare il colore delle maglie per assicurare il contrasto cromatico ideale (questa in realtà è anche una nostra grande battaglia di civiltà). Fino ad arrivare alla tragedia massima della scelta del modulo, della formazione, degli uomini e delle strategie.

Giocare contro un soggetto perfezionista, che vuole controllare tutti i dettagli del gioco e della partita, può essere assolutamente snervante e irritante, e può portarvi a farvi perdere anche 30 minuti prima di poter iniziare in santa pace la vostra partita. In pratica quando si comincia a giocare vi siete già talmente tanto infastiditi che non avete più alcuna voglia di giocare, e lascerete vincere, per sfinimento, il vostro avversario, che quindi si convincerà che la vittoria è stata merito delle sue brillanti intuizioni e delle sue sagge scelte.

E quindi la prossima volta si sentirà autorizzato a ripetere tutto con maggiore attenzione. Non lasciatela vinta a questi soggetti, resistete e dategli una lezione di vita.

5. Interrompere il match ogni 20 secondi

Questa è una delle più sporche, perchè, in qualche altro caso, il vostro avversario potrebbe anche essere in buona fede (c’è chi è davvero convinto di essere vittima di un complotto o di voler scegliere maniacalmente tutti i dettagli, eh). Invece quelli che interrompono il gioco ogni 20 secondi con una scusa più improbabile dell’altra sono dei vigliacchi che vogliono proprio farvi perdere la pazienza.

“Scusa, telefono”

“Aspetta, un bicchiere d’acqua”

“Hanno suonato al citofono?”

“Metti pausa, devo controllare se Raimondi è stanco, ha galoppato parecchio”

“Scusa, mi fa prurito il naso”

“Pausa pipì” (dopo 22 secondi di gioco effettivo)

Insomma, questi infami mettono in pausa davvero ad ogni respiro, facendovi innervosire più del dovuto e poi ovviamente chiedono scusa con il sorrisino di circostanza. Ovviamente, quando riprendono, ne approfittano per andare dritti in porta. Abbiamo visto amicizie finire in tribunale per molto meno.

6. Utilizzare compulsivamente il tiqui taca

Un passaggio dopo l’altro, l’avversario può essere mandato tranquillamente al manicomio. Basta cominciare a passarsi la palla in maniera ossessiva, evitando accuratamente di presentarsi dalle parti del portiere, per far uscire fuori di senno i meno pazienti. Ma anche i più pazienti, dopo 3 minuti in cui non toccano il pallone, possono perdere la brocca e iniziare a insultarvi, a picchiarvi o a smadonnare in ostrogoto.

Richiede un elevatissimo grado di perizia, sangue freddo e un briciolo di delinquenza. Perchè il rischio è che la pazienza la perdiate pure voi. L’avversario di solito si distrae entro 2-3 minuti e potete colpire senza pietà. Poi, però, rischiate di beccarvi sonori ceffoni sulla faccia, perchè niente fa girare di più le palle che un gol subito dopo non aver mai toccato il pallone.

Tattica gratificante ma estremamente pericolosa. Al limite della morte.

7. Umiliarlo con squadre nettamente più scarse

Perdere è sempre un evento poco piacevole. Ma perdere 3-0 quando si sta usando il  Real Madrid e l’avversario ha scelto una squallidissima squadra araba, l’Herenveen o dio solo sa chi, bè, vi assicuriamo che è un’esperienza che spingerebbe al limite anche la resistenza e la pazienza di Gandhi o di Madre Teresa di Calcutta.

Perchè poi, in genere, chi vince con una squadra decisamente inferiore a quella dell’avversario, ci tiene a dileggiare ulteriormente l’avversario, con commenti e risatine di ogni tipo. Il che è un durissimo colpo alla vostra autostima e al vostro orgoglio.

Dopo essere stati sconfitti da una squadra indecorosa, diventa moralmente accettabile rubare la fidanzata al vostro amico, rigargli la macchina o denunciarlo alle autorità competenti. Vale veramente tutto.

8. Fare la telecronaca

La beata innocenza del ragazzino che, solo davanti alla tv, prova a fare la telecronaca di quanto succede in campo, diventa odiosa e fastidiosa tracotanza quando il vostro avversario vi irride raccontando, minuto per minuto, quello che succede. Con toni altamente enfatici, o magari imitando Fabio Caressa, Francesco Repice, Sandro Piccinini o, se irrimediabilmente nostalgico, Bruno Pizzul o Nando Martellini.

La cosa sfugge di mano in pochissimo tempo e, da simpatica, diventa decisamente odiosa quando la telecronaca diventa un lungo panegirico in onore della propria squadra. E il vostro unico obiettivo diventerà quello di far tacere il vostro squallido avversario, ormai salito al rango di nemico.

Purtroppo avrete ormai perso di vista l’obiettivo e, distratti dalla telecronaca, che vi ha totalmente rincoglionito, siete sotto di almeno tre gol. Quindi, non vi resta che passare alle cattive maniere.

9. Compiere miracoli in fila con il portiere

Niente fa perdere più la pazienza di vedere il portiere avversario compiere un miracolo dietro l’altro. Parate impossibili, ai limiti delle leggi della fisica, della natura e della morale. Parate che vi fanno uscire fuori di matto e vi costringeranno a tirare fuori dal taschino il calendario, per ingiuriare un numero potenzialmente infinito di Santi e Beati.

Quando il Cielo decide che il portiere avversario parerà tutto, non ci sono altri modi se non mettersi l’anima in pace e sperare che in qualche modo il pallone possa comunque entrare in porta. Ma lo sapete anche voi: quando il pallone non ne vuole sapere di entrare, non entrerà. Punto e basta.

Vedere il portiere avversario compiere un miracolo dietro l’altro rallenterà il deflusso del sangue al cervello e vi farà odiare il mondo, il creato, l’universo. Semplicemente non sarete più padroni delle vostre azioni e vi ritroverete, in preda alla collera, a sbattere la testa contro il muro.

10. Sfangarla in maniera invereconda

Ma niente, niente, niente, fa arrabbiare una persona come subire una sfangata di quelle brutte. Una partita dominata dal primo all’ultimo minuto, cinquecento occasioni create, dodici ammonizioni procurate, settecento calci di punizione, dieci pali, un milione e mezzo di miracoli del portiere. Ma non siete, naturalmente, riusciti a segnare neppure chiedendo l’autorizzazione ad utilizzare le mani.

E, ovviamente, come cantava Max Pezzali in quell’inno alla sfangata che era “La dura legge del gol”, loro stanno chiusi ma alla prima opportunità salgon subito e la buttan dentro a noi. Il destino ha deciso che quella partita la perderai 1-0, con un gol segnato all’ultimissimo minuto con un putridissimo contropiede disorganizzato, con un lancione lungo verso l’unica punta che non aveva strusciato nessun pallone fino a quel momento.

Si, perdere subendo una sfangata molto brutta ti fa passare la voglia di giocare. Almeno per i prossimi 30 minuti.