Sarà un Clasico molto diverso dal solito Sarà un Clasico molto diverso dal solito
Alle ore 16, Juan Martinez Munuera soffierà nel suo fischietto, e darà il via a quella che di solito è una delle partite più... Sarà un Clasico molto diverso dal solito

Alle ore 16, Juan Martinez Munuera soffierà nel suo fischietto, e darà il via a quella che di solito è una delle partite più attese della stagione calcistica, in Spagna e nel resto del mondo.

Il fischio dell’arbitro spagnolo, però, risuonerà nel vuoto, e nel deserto del Camp Nou se ne sentirà l’eco.

Barcellona-Real Madrid, o più semplicemente el Clasico, è una di quelle partite che hanno una storia infinita, una tradizione speciale e che vale sempre la pena gustarsi. In un Clasico ci sarà sempre qualcosa di cui parlare, garantito.

Quello di oggi, però, è un Clasico diverso dal solito. In tono minore, rassegnato, quasi triste.

Non solo per la situazione e per le circostanze che costringono a giocare questa partita senza pubblico.

Il Clasico di oggi sarà diverso dal solito anche per quello che si vedrà in campo; ok, il Real ha giocato 5 partite, il Barcellona 4. Ma vederle arrivare a questa partita da terza e decima in classifica fa comunque impressione.

Entrambe le squadre sono reduci da sconfitte pesanti, il Real addirittura da un doppio capitombolo casalingo. Il Barcellona ha vinto in Champions contro gli ungheresi del Ferencvaros, ma intorno alla squadra blaugrana aleggia un clima quasi spettrale, con problemi finanziari, giocatori tristi e scontenti e una presidenza traballante.

Il Real Madrid sta cercando di capire quale strada intraprendere, con molti giovani in rampa di lancio, ma con la paura di fallire, cosa che a Madrid è vista sempre come un mezzo disastro. Da quelle parti, guai a parlare di stagioni di transizione.

Il ricordo di quei Barcellona-Real Madrid con 22 campioni, uno per ruolo e uno per squadra, oggi sembra più lontano che mai.

Noi, alle 16, saremo comunque lì, dal divano, ma con il cuore, certo. Ma quel Camp Nou triste, nella sua immensità, forse ci farà ripensare con un po’ di tristezza a quei giorni in cui un Clasico valeva davvero il predominio del mondo.