Santiago Gentiletti, da Genova a Genova, dal dolore alla gioia Santiago Gentiletti, da Genova a Genova, dal dolore alla gioia
Genova, stadio Luigi Ferraris. La stagione è cominciata da poco, siamo ancora a settembre, quando la stagione è giovane e può ancora succedere di... Santiago Gentiletti, da Genova a Genova, dal dolore alla gioia

Genova, stadio Luigi Ferraris. La stagione è cominciata da poco, siamo ancora a settembre, quando la stagione è giovane e può ancora succedere di tutto. 21 settembre 2014, la Lazio di Stefano Pioli va a Genova ad affrontare i rossoblu di Gasperini. I biancocelesti giocano una grande partita, creano tantissimo, ma perdono per 1-0. In difesa c’è un gigante che è arrivato dall’Argentina, da campione del Sudamerica, un gigante che blocca tutti gli attacchi rossolu. Un gigante che sembra destinato a fare grandi cose con la sua nuova maglia. Risponde al nome di Santiago Gentiletti, ed è arrivato a Roma passando per il San Lorenzo. Al ventiquattresimo minuto della ripresa il gigante però si deve fermare. E’ una mazzata tra capo e collo. Rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Minimo sei mesi di stop, sei mesi di fatica, lavoro e sofferenza per tornare a calcare i campi.

Gentiletti, che è un duro, non si perde d’animo. Sa che non può mollare neppure un centimetro, sa che deve sudarsi tutto quello che ha per poter tornare in campo prima della fine della stagione. Recupera, ma a marzo si ferma di nuovo, proprio poco prima di ritornare in campo. Poi, finalmente, anche il nuovo infortunio è superato. Stefano Pioli si fida di lui, lo rimanda in campo per questo finale di stagione caldissimo per la Lazio, che si giocherà la finale di Coppa Italia con la Juve e l’accesso in Champions League, quasi sicuramente nel derby con la Roma.

I due appuntamenti della settimana prossima sono fondamentali, ma prima c’è un’altra montagna da scalare. Genova, stadio Ferraris. La Lazio affronta la Samp, ha bisogno di 3 punti per continuare il sogno Champions. In mezzo alla difesa biancoceleste Stefano Pioli ritrova un gigante. Un gigante argentino che risponde al nome di Santiago Gentiletti. 8 mesi, 237 giorni ad essere precisi, dopo quel 21 settembre, 8 mesi dopo essersi sbranato un ginocchio.

Santiago Gentiletti torna a calcare l’erba di uno stadio, e quello stadio è proprio lo stesso sul quale aveva vissuto la giornata più brutta della sua carriera. Lo immaginiamo, nel tunnel degli spogliatoi, affacciarsi verso quel terreno maledetto. Ripensare a demoni e fantasmi che hanno tormentato i suoi incubi in queste ultime 237 notti. Prende confidenza con il campo, la tensione e la concentrazione piano piano prendono il posto della paura. Il ginocchio è stabile, Santiago Gentiletti tiene il campo, Santiago Gentiletti è tornato il gigante al centro della difesa della Lazio.

Ma ci sarebbero sempre quei 3 punti da portare a casa. Al 54′ c’è un calcio d’angolo per la Lazio. Ledesma mette in mezzo, la palla balla in mezzo all’area. E in mezzo all’area, tra i tanti, c’è un gigante artengino di nome Santiago Gentiletti, salito per dare una mano ai compagni. Ciani salta in alto, molto in alto, ma non arriva sulla palla. La palla sembra che sappia già dove andare. La palla punta delle gambe che stazionano al centro dell’area di rigore. Le gambe che appartengono al Chueco, lo Storto. Le gambe che appartengono a Santiago Gentiletti.

Il pallone sbatte addosso a Gentiletti. Non sulla spalla, non sulla coscia, non sul piede. No, ovviamente il pallone sbatte addosso al ginocchio di Santiago Gentiletti. Il destro, non quello che 8 mesi prima era rimasto lesionato sul terreno di Marassi. Ma è un gol che sembra fatto apposta per spiegare il ruolo del destino nel calcio. Con il ginocchio, proprio con il ginocchio. In questo stadio, proprio in questo stadio. 8 mesi dopo, tanta sofferenza dopo. E’ il gol che vale l’uno a zero, è il gol che vale i 3 punti.

Bentornato, Santiago. Meglio di così non potevi immaginarla questa serata.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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