San Franco Armani San Franco Armani
Quando i tifosi mettono l’appellativo “San” davanti al tuo nome significa che hai fatto qualcosa di grosso. Nel mondo del pallone fare qualcosa di grosso... San Franco Armani

Quando i tifosi mettono l’appellativo “San” davanti al tuo nome significa che hai fatto qualcosa di grosso. Nel mondo del pallone fare qualcosa di grosso è un’espressione piuttosto generica, spesso abusata, che può voler dire tutto e niente.

Per Franco Armani, portiere classe 1986 in forza al River Plate, fare qualcosa di grosso equivale ad esempio a parare tutto ciò che viene scagliato nei pressi della propria porta, che è esattamente ciò che sta facendo il nazionale argentino da un bel po’ di tempo a questa parte.

Facciamo prima un breve passo indietro a questa estate, quando il suo nome è salito alla ribalta associato alle vicissitudini della Nazionale argentina, guidata da Jorge Sampaoli.

Se Willy Caballero non avesse combinato i disastri che ha combinato nelle prime due partite del girone, molto probabilmente il suo nome sarebbe rimasto là, confinato in un angolo, dove rimangono parcheggiati tutti i portieri di riserva che spesso non vedono il campo nemmeno per un minuto.

Chi già lo conosceva sapeva del suo valore, mentre per tutti gli altri sarebbe continuato ad essere “quello col nome dello stilista famoso”.

Eppure Franco Armani, appena due anni prima, si era laureato campione di Sudamerica vincendo la Libertadores con l’Atletico Nacional di Medellin, suo club di appartenenza prima di approdare ai Millonarios.

C’è di più: Franco Armani è stato il giocatore ad aver vinto più trofei in assoluto con la maglia dell’Atletico Nacional, ben 11, motivo per cui da quelle parti è considerato un vero e proprio idolo dai tifosi.

Il Mondiale, ormai alle spalle, sappiamo tutti come è andato, ovvero con un tonfo fragoroso dell’Albiceleste tuttora impegnata a rimettere insieme i cocci di un’avventura disastrosa.

Per Armani invece è iniziata una nuova vita, quella con la maglia della Banda, quella della beatificazione, iniziata già a Marzo dopo la vittoria in Supercoppa Argentina contro il Boca, e proseguita senza soste fino a ieri, dove il River ha sbancato nuovamente la Bombonera.

Stesso risultato, 2-0, stessi marcatori: Martinez e Scocco. I casi curiosi del destino.

Per vincere un Superclasico nella tana del nemico servono gli attributi e Franco Armani, anche ieri, ha dimostrato di averne in abbondanza. Non è stata certamente la miglior partita del Boca, va detto, ma tutte le volte che gli Xeneizes hanno provato a rendersi pericolosi sono stati puntualmente rispediti al mittente.

Poi c’è la ciliegina sulla torta, la parata finale nei minuti di recupero, su un colpo di testa a botta sicura destinato in fondo alla rete. Ricordate però quel che si diceva all’inizio? L’appellativo “San” non è per tutti.

Quella di ieri sera è solo l’ultima di una serie di prestazioni monumentali di Franco Armani, la cui striscia di imbattibilità si è arrestata con appena 109 minuti di anticipo rispetto ad un traguardo storico.

Era il 2 Settembre quando al 75′ della sfida contro il San Lorenzo Armani subisce gol su calcio di rigore, vedendo così interrompere il suo periodo senza subire reti a 965 minuti. Sufficienti per diventare il portiere con la striscia di imbattibilità più lunga nella storia del River ma non abbastanza per superare il record di Carlos Barisio, fermo a quota 1075.

In Copa Libertadores il River Plate è approdato ai quarti di finale, dove è in attesa di disputare la partita di ritorno contro l’Independiente. L’andata si è conclusa con il punteggio di 0-0 e indovinate un po’ chi è stato il migliore in campo? Sì, avete indovinato, Franco Armani.

D’altra parte la sua prestazione, condita dalla parata sensazionale su Gigliotti, fa capire anche il motivo per cui la difesa del River è la meno battuta del torneo.

Qualcuno dirà che sì, è forte, ma ha già 32 anni, altri diranno “si, però in Sudamerica vale quel che vale”, altri ancora continueranno ad ignorarlo, come hanno sempre fatto. In pochi si limiteranno ad osservarlo e giudicarlo per quel che attualmente sta dimostrando di essere: San Franco Armani.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo

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