Nel calcio non c’è nulla di scritto. Finchè il campo non ha emesso i suoi verdetti, tutto può effettivamente succedere. Sconcertante banalità. Eppure, vera....

Nel calcio non c’è nulla di scritto. Finchè il campo non ha emesso i suoi verdetti, tutto può effettivamente succedere. Sconcertante banalità. Eppure, vera. E forse, dopo stasera, a Verona stanno convincendosi che davvero non esiste niente di impossibile. O, almeno, vogliono sperarci.

Perchè, se si vuole guardare alla dura realtà dei fatti, alla classifica, allo spettacolo visto finora, allora la salvezza del Verona non dovrebbe nemmeno essere annoverata tra le opzioni plausibili. Ma se si vuole dare una possibilità al cuore, ai segnali del destino e alle leggi del Fato, la partita di stasera, la vittoria dell’Hellas a Bologna, è esattamente quello che serviva. Quello che serviva per credere che nulla è ancora stato scritto, e che no, il primo posto per l’inferno della B non è già stato assegnato.

Lo spezzatino settimanale ci regala un posticipo da sbadigli e inazione al Dall’Ara di Bologna. Un posticipo deciso da un ragazzino del ’94, Samir Caetano, arrivato a Verona un po’ per caso, in prestito dal Granada, via Flamengo, e che nell’intervista all’intervallo, dopo il gol che ha segnato e che è risultato decisivo, era in imbarazzo, con la telecamera e con l’italiano, ma ci teneva a far capire almeno un paio di concetti. Dio, speranza, preghiera.

Le uniche parole, per uno scherzo del destino, comprensibili. Le uniche parole, paradossalmente, cui può ancora appigliarsi il Verona. Che, dopo questo successo, si ritrova a -6 dalla salvezza, complici gli stop di Carpi, Palermo e Frosinone. E che con 7 partite da giocare e 21 punti in palio, non sembrano più un muro così grande da scalare. O che almeno adesso può essere guardato di petto. Il destino, materializzatosi nella capocciata di un ragazzino messo in campo quasi per caso, quasi senza sapere perchè, sembra aver deciso di dare l’ultima, ultimissima speranza alla squadra di Gigi Del Neri.

Una squadra che però deve ancora giocare contro Palermo e Frosinone (anche contro Napoli e Juve, anche se, chissà, alla penultima i bianconeri potrebbero non aver più bisogno di punti…) e che ora, se vuole crederci per davvero, può farlo. Il caso, alle volte, si presenta sotto vestiti diversi. Stasera aveva il sorriso imbarazzato di Samir Caetano, un ragazzino che ancora non lo sa, ma che, se l’impossibile diventa possibile, potrebbe diventare l’eroe di una città. E mal che vada, avrà fatto sognare qualcuno, almeno per una notte.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro